<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011</id><updated>2012-02-08T17:59:34.388+01:00</updated><category term='ma il cielo è sempre più blu'/><category term='sfiorivano le viole'/><category term='E cantava le canzoni'/><category term='Aida'/><category term='nuntereggaepiù'/><category term='tu forse non essenzialmente tu'/><category term='sei ottavi'/><category term='Agapito Malteni il ferroviere'/><category term='Tutti i post'/><category term='Stoccolma'/><title type='text'>Liberidea</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>206</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-2258656571308721729</id><published>2012-01-16T23:26:00.002+01:00</published><updated>2012-01-17T14:37:58.468+01:00</updated><title type='text'>Zero calcare, tanto godimento</title><content type='html'>Scusate il titolo idiota di questo post.&lt;br /&gt;Scusate la prosa frettolosa, già che ci siete. Sto scrivendo di getto.&lt;br /&gt;È che non accade tutti i giorni di innamorarsi di qualcosa. Quand'ero piccolo m'innamoravo di tutto, correvo dietro ai cani. Durante l'adolescenza mi sono innamorato di molte cose e pure di qualche ragazza (che in questo blog prenderanno le fattezze dell'Incantevole Creamy per non turbarne la privacy... non ridete, la battuta è miseramente rubata, capirete presto). Ma adesso a trentanove anni e con una moglie splendida, una figlia meravigliosa, il lavoro ideale, una band della madonna, tanta voglia di vivere quanta mai ne ho provata e un'inspiegabile depressione, non è facile trovare una canzone, un libro, un fumetto, un film capace dirmi qualcosa di nuovo, di stupirmi ancora. E l'universo indie, con tutte le sue pippe e i suoi dogmi, non facilita il percorso di ricerca del bello. Devo amare la next big thing oppure odiarla perché è la next big thing, dal momento che regolarmente &lt;i&gt;odio &lt;/i&gt;tutti quelli che la adorano (e soprattutto, che cazzo vor di' la prossima cosa grossa? ma prenditela tu, toh)? Tutto si è fatto impuro e falso, difficile accostarsi a qualcosa senza quel pippone di preconcetti e di paranoie che... -no, minchiate: io mi accosto eccome, e giudico sempre senza problemi, ma la verità è che c'è troppa roba infarcita a monte di quei preconcetti, di quelle paranoie, troppa roba nata per essere giudicata prima che per smania, ansia e bisogno di dire qualcosa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In particolare, è da molto, troppo tempo che ho lasciato da parte (poco tempo, pochi soldi, è una passione costosa) uno dei miei grandi amori di sempre, il fumetto. Ma come per la musica, ho visto nascere e morire manie e piccoli culti momentanei, e anche qualche vero artista, ho leggiucchiato, ma se ci ripenso bene da tempo non provavo una scossa vera e totale per un fumetto (a parte una breve infatuazione per &lt;i&gt;Count your sheep&lt;/i&gt; di Adis), ed era praticamente dal grandios'errimo Joe Galaxy che non mi capitava di ridere/godere/emozionarmi per delle tavole disegnate. Dai tempi di Pazienza, poi, non mi accadeva di commuovermi per un fumetto. La commozione è un sentimento sopravvalutato, soprattutto da quandoMaria De Filippi s'è presa la briga di far piangere la gente a comandoa cadenza settimanale. Dai tempi di Grazia Nidasio e della sua Stefi, poi, non mi succedeva di leggere un fumetto nel quale riconoscere le mie manie e immedesimarmi, di cui sentirmi un po' fratello -e dal momento che Stefi è una bimba di nove anni, a conti fatti significa che un fumetto non mi faceva sentire &lt;i&gt;affratellato&lt;/i&gt; da circa una trentina d'anni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso scopro, per puro caso (che si scrive caso ma alla fine è puro, sano tam tam), un autore bravissimo capace di suscitare in me un intrico assolutamente inedito di emozioni, capace di coinvolgermi, commuovermi, e di farmi scompisciare dalle risate (cosa parecchio fuori moda, nel mondo indie pare sia parecchio volgare ridere), spesso le tre cose contemporaneamente e insieme a molte altre. Si chiama Zerocalcare ed è una cosa così:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://zerocalcare.it/2012/01/09/in-riva-al-fiume/"&gt;http://zerocalcare.it/2012/01/09/in-riva-al-fiume/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(scusate se non metto un'anteprima o un'immagine ma voglio che andiate proprio alla pagina e leggiate &lt;i&gt;per intero&lt;/i&gt; questo capolavoro)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si fa a non innamorarsi di una serie così genialoide di vignette, infarcite di citazioni perfette, di sfighe memorabili e maledettamente vere, di mirabolanti invenzioni? &lt;br /&gt;Leggete ancora qui e ditemi se non vi siete mai sentiti così:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://zerocalcare.it/2011/12/26/inverno-2/"&gt;http://zerocalcare.it/2011/12/26/inverno-2/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ancora, qui:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://zerocalcare.it/2012/01/02/pedagogia/"&gt;http://zerocalcare.it/2012/01/02/pedagogia/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(&lt;i&gt;Spezza quell'esile collo! Spezzalo! &lt;/i&gt;è semplicemente perfetto.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zerocalcare è un geniale fumettista in carne ossa, e il suo alter ego di carta (anzi di pixel) che convive con un armadillo immaginario (se vi vengono in mente calvin &amp;amp; hobbes potreste non sbagliarvi, c'è pure tanto Watterson, soprattutto nel ritmo e nel misto di tenerezza e humour) ma da qualche tempo è anche un sito, un blog a fumetti, aggiornato ogni lunedì (si spera... ormai è una dipendenza!). "Tipo un blog però a fumetti", così lo descrive l'autore; un blog praticamente appena nato, mannaggiallui (mi apprestavo a trascorrere la serata fra le sue tavole, e alla sesta o settima scopro che &lt;i&gt;non ce n'è più &lt;/i&gt;e devo aspettare lunedì prossimo e... è ancora, soltanto, lunedì sera, e sto già a rota!).&lt;br /&gt;Credo di essere ancora fra i primi a parlarne (per essere esatti uno dei primi trecentoquarantamila, dice google, ma non molte di quelle pagine sono opinioni o recensioni, questo permettetemelo, e quasi nessuna simpatica e sinceramente appassionata come questa, oh!), ma sento già il frastuono di un immenso tsunami alle mie spalle, ogni condivisione che appare su fesbucco è seguita da un boato di approvazioni, non c'è persona che leggendolo non se ne innamori. Non c'è persona cui io mandi il link che non mi&lt;i&gt; ringrazi&lt;/i&gt; di cuore, aggiungendo commenti entusiastici, partecipi, divertiti, sottintendendo che è proprio bravo, è vero, è uno di noi e soprattutto è uno che i fumetti li sa fare e che probabilmente saprebbe fare bene qualsiasi cosa, perché è ispirato e non è un mediocre come tanta robaccia pseudoculturale che circola e ci spacciano per bella, grande, originale, imperdibile. Lui tutte queste definizioni se le merita davvero ed è il lettore medio -quello magari che non ha neppure l'abitudine di leggere fumetti- a dirlo, non le riviste, le interviste o gli strombazzamenti (che arriveranno, ma stavolta saranno meritati). &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.canemucco.com/wp-content/uploads/2010/06/zerocalcare_balena.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="347" src="http://www.canemucco.com/wp-content/uploads/2010/06/zerocalcare_balena.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Le cinquecento copie della prima edizione del volume autoprodotto (beh, prodotto da &lt;a href="http://makkox.it/" target="_blank"&gt;Makkox&lt;/a&gt;, la storia del loro incontro è bella e lunga e la trovate &lt;a href="http://makkox.it/2011/11/21/zerocalcare-martedi-22-novembre-al-quattrodita-di-roma/" target="_blank"&gt;qui&lt;/a&gt;) "La profezia dell'armadillo" sono andate esaurite in pochissime settimane, e a fine gennaio esce l'attesa ristampa (e finalmente avrò la mia copia, mia mia mia, e potrò trascorrere lunghe ore a leggere queste meravigliose tavole). Che dovete comprare, che &lt;i&gt;vorrete &lt;/i&gt;comprare e regalare a tutte le persone cui volete bene.&lt;br /&gt;Non aggiungo altro (e non correggo nulla, per ora: chissà quante cazzate ho scritto). Visitate la pagina &lt;a href="http://zerocalcare.it/"&gt;http://zerocalcare.it/&lt;/a&gt;, leggete, e ditemi se non è davvero qualcosa di speciale. e poi ringraziatemi, mannaggia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-2258656571308721729?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/2258656571308721729/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=2258656571308721729' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/2258656571308721729'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/2258656571308721729'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2012/01/zero-calcare-tanto-godimento.html' title='Zero calcare, tanto godimento'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-332378275963643964</id><published>2012-01-13T12:39:00.003+01:00</published><updated>2012-01-17T14:46:19.032+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Da un mio post un po' sarcastico di qualche tempo fa -nel quale commentavo una recensione cinematografica- è nata una segnalazione a google da parte dell'autore.&lt;br /&gt;Dalla segnalazione, una mia immediata riproposizione del post, per puntiglio, con coda di (piccati) commenti, risposte (magari condivisibili ma altrui, e prese per mie), piccole paranoie, (sgradevoli) sarcasmi, minacce (poco attuabili, poco sensate, inaccoglibili), altro sarcasmo, e da lì un fitto scambio di mail e... un'interessante conoscenza reciproca. &lt;br /&gt;Se non cambia la mia opinione sul testo che criticavo, devo specificare che non avevo mai inteso prendermela con l'autore sul piano personale, e se se ne è sentito attaccato eliminosenz'altro il post, come avrei fatto da subito se mi fossesemplicemente stato chiesto. Non amo particolarmente rovinare la giornata alla gente, a ragione o a torto. E mi rendo conto che è brutto svegliarsi la mattina e leggere il post di uno sconosciuto che ti prende per un po' i fondelli. Sulle persone poi sono sempre pronto a fare uno sforzo di curiosità, e va detto che la conoscenza in questione è stata infine gradevole e ha ripagato anche quel pizzico di malumore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per concludere: probabilmente non l'avevo mai indicato con chiarezza, ma se venite citati in questo blog o vi sentite attaccati personalmente, se non vi va giù e lo vorreste cancellato, scrivete (spiegandovi con gentilezza) a iacobaci[chiocciola]yahoo.it e sarà mia premura eliminarlo non appena ho un momento libero. Con minacce, paranoie, denunce  no, mi fate solo incacchiare e diventare più cattivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-332378275963643964?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/332378275963643964/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=332378275963643964' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/332378275963643964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/332378275963643964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2012/01/da-un-mio-post-un-po-sarcastico-di.html' title=''/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-2232733225086373224</id><published>2011-11-22T01:03:00.001+01:00</published><updated>2011-11-22T01:05:57.613+01:00</updated><title type='text'>Talking with a friend about economy</title><content type='html'>Immagina di possedere un chicco di caffè.&lt;br /&gt;Tu dici a un altro, "guarda questo chicco di caffè, mo' lo semino e mi faccio una pianta, e fra un anno spuntano tantissimi chicchi di caffè, e li pianto e fra tre anni avrò una piantagione immensa."&lt;br /&gt;Il tizio guarda il chicco e fa, "me lo vendi?" E tu: "fossi matto, te ne do metà." Mentre il tizio tira fuori il coltello gli fai, "Aspetta, che combini? Seminiamolo, mi dai metà del valore e prendiamo metà dei frutti quando avremo la piantagione." Il tizio ti dà dieci centesimi e tu gli fai: "Ueh, bello, mi paghi metà chicco? Questo vale una piantagione!" "Eeeh, ma la piantagione non c'è ancora," ti fa quello, che non è un fesso. "Ok," gli dici. "Allora, considerato che devi aspettare, che io però devo innaffiare e concimare tutta la piantagione, tu mi dai solo il valore di un quinto della piantagione." E quello, "Ah, ok. Però fammi 'na ricevuta."&lt;br /&gt;Ti dà diecimila euro, e se ne va.&lt;br /&gt;Incontra un tizio, e gli dice: "la vedi questa ricevuta? è una piantagione, vale ventimila euro adesso, e centomila fra un anno. Se vuoi te ne do un pezzo." "Ok," fa quello, "Quanto fa?" E il furbone: "Per diecimila euro te ne do un decimo." "Ah, ok," fa quello.&lt;br /&gt;In breve, dieci persone gireranno con dei contratti, pagati diecimila euro l'uno, che rivenderanno a cinquantamila euro ciascuno. S'è infatti sparsa la voce che Ciccio ha un'immensa ditta di caffè che esporta tonnellate in tutto il mondo, e tutti ne vogliono un po'. Alcuni di questi rivendono parte delle loro quote, e un giorno un cugino di uno di questi che ha comprato un millesimo del tuo chicco di caffè per un milione di euro ti vede al supermercato che stai comprando il caffè.&lt;br /&gt;"Studia la concorrenza," ti fa.&lt;br /&gt;Tu, che manco ti ricordi più la storia del chicco, gli fai, "No, è che m'è finito il caffè."&lt;br /&gt;Secondo te che ne sarà, dodici minuti dopo, delle cinquantamila persone che avevano fatto un mutuo sulla prima casa dando in garanzia un'azione della società che detiene il 47% del tuo chicco di caffè? E se la gente avesse iniziato a scommettere sul tuo trionfo e sul tuo fallimento dando vita a un'immensa corsa di cavalli?&lt;br /&gt;E se fra gli acquirenti delle azioni e gli scommettitori ci fossero delle banche? o degli enti pubblici, delle nazioni? E se al posto del chicco stesso di caffè ci fosse un'azienda, un ente pubblico, una nazione, un impiegato di una banca che acquista con una piccola parte del suo credito l'intera banca e se la gioca al lotto pagando il cassiere con la sola promessa di una percentuale sulla vincita, e se lui questa promessa se la rivendesse a dieci volte il prezzo e così via?&lt;br /&gt;Chiaro che per far crollare tutto basta che uno qualsiasi si volti e dica "Scusi ma".&lt;br /&gt;Mi perdonino la semplificazione brutale quelli che d'economia ne capiscono davvero -a differenza di me- ma a me pare che gli Stati non sappiano far altro che pagare la droga al tossico, come certe madri disperate -e questo a non volerli giudicare male, a volerli chiamare idioti e miopi, a non volerli chiamare complici, ed è davvero sempre più difficile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-2232733225086373224?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/2232733225086373224/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=2232733225086373224' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/2232733225086373224'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/2232733225086373224'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2011/11/talking-with-friend-about-economy.html' title='Talking with a friend about economy'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-1460323864162763171</id><published>2011-10-26T12:05:00.000+02:00</published><updated>2011-10-26T12:05:34.177+02:00</updated><title type='text'>Perché vi odio, maledette tribute band</title><content type='html'>Io le odio, queste maledette tribute band, ridicole pantomime, e i deficienti che vanno a vederle dal vivo. Non è invidia, non m'interessano, non vorrei certo vedere quel tipo di gente in altre serate, ma che non vengano a cianciarmi di rock. Quella è la ribollita, niente di più dei Bee Hive di Cristina D'Avena travestiti da finti rocker che suonano davanti a un pubblico di finti ascoltatori rock. È il carnevale, il gioco dei travestimenti, l'esecuzione olimpionica, il guardacomesonobravo, il guardacomemivienebene. Un circo obbrobbrioso, disdicevole e noiosissimo, maledettamente triste, per chi conosce e ama davvero gli originali. Il pubblico che frequenta questo tipo di serate non capisce una cippa di rock, ci va per altro, per rimorchiare, per fare "cumacca", e dovrebbe ammetterlo. E lo spirito di Kurt Cobain si rivolta nella tomba ogni volta che qualche imbecille suona &lt;i&gt;Smells like teen spirit&lt;/i&gt;. La gente oggetto del tributo stesso era speciale, erano artisti che scrivevano le loro canzoni, e le band oggetto di tributo vengono svilite del loro potenziale devastante di creatività ogni volta che qualcuno ne imita le mosse, i suoni, gli assoli. Quella non è musica, è karaoke, e gli applausi che ricevono non sono applausi e non sono rivolti a loro, sono semplici parti di un rituale tristissimo in cui si cerca di ricreare quel che non c'è più da vent'anni. È una rincorsa al passato, paleontologia della giovinezza che fu, o di quella altrui, un "vorrei ma non posso".&lt;br /&gt;Io amo il pop, amo la melodia, la comunicativa, il divertimento, e appunto credo che la musica meriti di più di una dicotomia così sciocca ottusa, tribute band vs. oscure realtà fatte di sperimentalismi intellettualoidi fatti solo per disturbare. Però, se costretto a una scelta, propenderei comunque per questi ultimi, perché almeno i cinque minuti di discorso e il rumore fine a se stesso sarebbero il loro discorso, il loro rumore, non roba premasticata per palati faciloni. Tutta la musica che suonavano le band che oggi i catanesi idolatrano (in ritardo di vent'anni) era considerata inascoltabile, allora, o quantomeno era curiosa, inaudita, prima che quegli artisti spingessero in avanti l'orizzonte dell'ascolto. I Sonic Youth, prima che i Marlene Kuntz ne importassero i suoni che poi sono stati omogeinizzati dai Negramaro, erano inascoltabili per molte orecchie, e adesso senti le loro soluzioni nelle canzonette di qualunque radio. &lt;br /&gt;Permettetemi: chi va a certe serate lo è davvero, deficiente. Nel senso etimologico del termine: ha serie deficienze nel campo della curiosità e dell'amore per la musica.&lt;br /&gt;La curiosità è la scintilla del solo vero divertimento, è il solo vero piacere, la sola vera cultura, la sola vera arte possibile.Tutto il resto è rituale, formalità, manierismo, appiattimento reazionario, noia, quel tipo di cultura orribile e barbosa basata sul riepilogo, appanaggio di imitatori e saltimbanchi e tristi intellettuali (e ce ne sono anche nel mondo indie, eccome: si chiamano nerd), quei personaggi che tutti detestiamo.&lt;br /&gt;Però il pubblico non è solo quello, non sempre la gente sceglie e agisce così. Mai creduto alla storia del pubblico idiota, il pubblico interessato e attento esiste eccome.Al Majazé un anno fa abbiamo dato vita a un evento culturale con mostra (siamo stati fra i primi a proporre questo tipo di formula a Catania), reading con una scrittrice canadese, musica, e sono accorse cinquecento persone.Forse siamo riusciti a dare l'idea che fosse un evento, chissà, magari la gente veniva per rimorchiare, ma ha funzionato ed è stato interessante e molto bello. No, io non ci credo nella storia del pubblico stupido. Di giorno si stressano, la sera vogliono divertirsi, perché dovremmo essere noi a rompergli le palle facendoli sentire in colpa? Diamogli il divertimento, anche gli aperitivi, e che però poi la musica sia musica, non una tribute band e un deejay.&lt;br /&gt;Forse le realtà indie dovrebbero imparare a essere meno autoreferenziali e a promuoversi con più scaltrezza e ad allargare il giro, a spacciarsi nelle scuole, per le strade. Imparare che il denaro non è roba sporca ma uno strumento, e così la pubblicità. Poi l'etica la metti comunque nel prodotto che offri. Basta francescanesimo, abbiamo scontato tutti i nostri peccati. E quando la gente non viene, smetterla di piangersi addosso: forse non siamo riusciti a fargli sapere e capire cosa c'era.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-1460323864162763171?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/1460323864162763171/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=1460323864162763171' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/1460323864162763171'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/1460323864162763171'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2011/10/perche-vi-odio-maledette-tribute-band.html' title='Perché vi odio, maledette tribute band'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-4868741537608474749</id><published>2011-08-03T11:18:00.002+02:00</published><updated>2011-08-03T15:49:56.823+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nuntereggaepiù'/><title type='text'>La giaculatoria dell'odio</title><content type='html'>Sarà l'anguria un po' indigesta o un improvviso attacco di consapevolezza? Fatto sta che da un intero pomeriggio recito la giaculatoria di tutte le cose persone oggetti nome cognome città fiorfrutta che odio, comprese alcune che di norma neppure ci baderei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stronzo che mi passi accanto guidando lo scooter parlando al cellulare, ti odio.&lt;br /&gt;O tu seduta comoda a parlare incuneata là in fondo a destra nel tuo circolo per anziani mentre la band di Antonio suonava, e non hai capito lo spirito allegro col quale io e Angelo vi invitavamo tutti ad alzarvi in piedi e con lo sguardo carico di stizza e di risentimento hai detto "tanto da qui ci sento", come se un live fosse un jukebox, sei vecchia, e cicciona, e stupida, e io ti odio.&lt;br /&gt;Gente benedetta dal cielo che ha sempre la vita facile e sempre ragione, che semplifica tutto e vede sempre e solo il male e le cattive intenzioni negli altri, con tutto il cuore io vi odio.&lt;br /&gt;Nonsense estremo ed esibizionistico unica ragione unica di vita, ironia malevola esasperata, facebookiano pacchiano humour postmoderno privo di direzioni di morale e di senso, sarcasmo violento e malvagio per il puro piacere di attirare l'attenzione dei passanti, io ti odio.&lt;br /&gt;Nerd pieni di manie e privi di passioni, io vi odio.&lt;br /&gt;Maria De Filippi, io ti ODIO.&lt;br /&gt;Paese mio che stai sulla collina, io ti odio.&lt;br /&gt;Anima mia torna a casa tua, io ti odio.&lt;br /&gt;Cantante di pianokaraokebar che ammorbi un quartiere con le tue porcate a tutto volume, io ti odio.&lt;br /&gt;Esserini quattordicenni dalla devastante minchionaggine con quelle microcar elettriche e il subwoofer al plutonio, io vorrei vedervi disintegrati dai vostri stessi decibel, perché vi odio.&lt;br /&gt;Voi che spendete fior di quattrini per far appendere in giro enormi manifesti con la faccia dei vostri cari estinti e poesiole orribili su quanto vi mancano, facendo del vostro sacro e puro dolore un'esibizione pornografica, io vi compatisco, e nondimeno con tutto il cuore vi odio.&lt;br /&gt;"InternaZional Beach Volley", e chi l'ha scritto e chi l'ha impaginato e chi l'ha stampato e chi l'ha appeso e nessuno che se ne accorge, io vi odio.&lt;br /&gt;Sciacquoni della Cesame, pur con tutta la solidarietà per gli operai che si sono riguadagnati il posto di lavoro mettendosi in cooperativa... in quanto oggetti orridamente nati difettosi, io vi odio.&lt;br /&gt;Sceneggiatori delle fiction Mediaset, io vi odio.&lt;br /&gt;Riviste di gossip, io vi odio.&lt;br /&gt;Citazioni nei commenti su facebook -non escluse quelle che faccio io- con quel vezzoso (cit.) tra parentesi senza dire di chi, io vi odio.&lt;br /&gt;Dodicimila al concerto di Max Pezzali, anche se non odio Max Pezzali come persona, io uno per uno, voi singole persone, vi odio.&lt;br /&gt;Cultura (qualunque cultura, compresa e forse soprattutto quella rock e indie) come snobismo, occhiolino ammiccante, linguaggio per iniziati, strumento di inclusione/esclusione, dal profondo del mio cuore io ti odio.&lt;br /&gt;Meridionali e figli di meridionali migrati al nord e diventati razzisti, io con tutto me stesso vi odio.&lt;br /&gt;Poveracci che usate le vostre prime cinquanta lire elemosinate di prestigio per schifare chi è rimasto un passo indietro di voi, io vi odio.&lt;br /&gt;Sfruttatori di mogli-cameriere, sfiorite proprio per vostra stessa colpa, che vi fate l'amante giovane e leggiadra piangendo incomprensione sulla sua spalla, io vi odio.&lt;br /&gt;Giornalisti del tg che state a scavare nel torbido e quando non c'è lo cercate fino al punto di crearne di nuovo, perché non sapete più comprendere il vostro stesso lavoro e il mondo in cui vivete, io vi odio.&lt;br /&gt;Voi che avete cementificato orrendamente il pavimento dello splendido chiostro dei Benedettini di Catania&lt;br /&gt;http://it.wikipedia.org/wi​ki/File:Catania_Exmonaster​oBenedetti.jpg&lt;br /&gt;senza consultare nessuno (in barba alle idee del progettista del restauro Giancarlo De Carlo, teorico e convinto fautore della partecipazione da parte degli utenti nelle fasi di progettazione!), e tutti voi che gli avete permesso di ridurlo così...&lt;br /&gt;http://www.facebook.com/ph​oto.php?fbid=2277866912467​&amp;amp;set=a.1453678268266.20631​40.1422580818&amp;amp;type=1&amp;amp;ref=n​f&lt;br /&gt;io vi odio.&lt;br /&gt;Diggei catanesi che avete ridotto i live veri a semplici opening act per le vostre notti trrrrrrendy, io vi odio.&lt;br /&gt;Cretine che vi fate fotografare all'ammasso con la facciadiminchia nel corso di siffatte serate, non riesco a trovare il tempo per odiarvi quanto meriterebbero le vostre unghiette decorate, ma se lo trovassi, vi odierei parecchio.&lt;br /&gt;Tu che mi giudichi male perché ho messo una virgola di troppo, sappi che in questo preciso momento io ti sto odiando.&lt;br /&gt;Infermieri dell'ospedale di Giarre, che avete invitato una che aveva appena partorito a tornarsene in camera a piedi, io vi odio.&lt;br /&gt;Amin 21, io ti odio.&lt;br /&gt;Rap futuristico, io ti odio.&lt;br /&gt;Dansa koduro (o come cavolo si scrive), io ti odio.&lt;br /&gt;Celodurismo, io ti odio.&lt;br /&gt;Pazzi che inneggiate al ritorno delle Bierre come soluzione per tutti i nostri guai, con tutto me stesso io vi odio.&lt;br /&gt;Ponte sullo stretto, io ti odio.&lt;br /&gt;Sabbia nera dell'etna che piovi dal cielo, io ti odio.&lt;br /&gt;Windows 7, io ti odio.&lt;br /&gt;Voi che avete pensato di risolvere il problema con tre soli mesi di sospensione dal partito a Borghezio, io vi odio.&lt;br /&gt;Voi che avete pensato che la lega potesse risolvere i vostri problemi, io vi odio.&lt;br /&gt;Voi che avete creduto anche solo per un attimo alle promesse di berlusconi, io vi odio.&lt;br /&gt;Sistema informatico che nelle mie paranoie starà registrando la presenza costante della parola "odio" nei miei post inserendomi in una blacklist di utenti da monitorare, e paranoie stesse, nelle quali non credi ma che come tarli rodono il modo in cui parli, io vi odio.&lt;br /&gt;Portatori di zizzania, io vi odio.&lt;br /&gt;Portatori di volemosebbène, io vi detesto.&lt;br /&gt;Battute cretine a base di nomi di malattie gravi o psicofarmaci o trattamenti medici, del tipo "dove ho messo le chiavi? ho proprio l'alzheimer", io vi odio.&lt;br /&gt;"La gente potrebbe non capire", io ti odio.&lt;br /&gt;"mi piace", io ti odio.&lt;br /&gt;Cliccare scioccamente sul "mi piace" nei propri post, io ti odio.&lt;br /&gt;Voi che scrivete cose orribili solo per non essere banali o per non passare inosservati, io vi odio.&lt;br /&gt;Voi che sfogate le vostre frustrazioni sui camerieri al ristorante o sui senegalesi in spiaggia provando a umiliarli con pretese e atteggiamenti assurdi, e che persino in un mondo giusto e in cui tutti sono uguali cerchereste invano un modo per non sentirvi i vermi smidollati che irrimediabilmente siete, io vi odio.&lt;br /&gt;140 caratteri di Twitter, non uno dei miei pensieri riuscirà mai a entrarci dentro (prova ne sia il fatto che a questo testo, che era di 113 caratteri, ho comunque sentito di aggiungere questa parantesi, portandoli a 251), quindi vi odio, tutti e 140.&lt;br /&gt;Tu che non riesci a mantenere la concentrazione per più di centoquaranta caratteri, io ti odio.&lt;br /&gt;Lady Gaga, io ti odio.&lt;br /&gt;"Però guarda che Lady Gaga...", senza neanche stare a sentire come finisce la frase già ti odio.&lt;br /&gt;Gioca Jouer, io ti odio.&lt;br /&gt;O tettona imbecille che al mare ti fai gli autoscatti facendo la faccia di cazzo, io ti odio.&lt;br /&gt;"leinonsachisonoìo" e "matechiticredidièssere", letterali o sottintesi, io vi odio e vi truciderei tipo supersayan nel pieno dell'incazzo energetico.&lt;br /&gt;Queen, Vasco 1 (e relativa frattura di cui cifregancazzo), Vasco 2, Vibrazioni, Madonna, io vi odio, e odio come dio-solo-sa tutti ma dico tutti i vostri fan.&lt;br /&gt;Emmortaemyuainauspoverìna, Emmortaemiuainàuspeggioperlèi, anche se abitate sopra le mie spalle come l'angioletto e il diavoletto dei cartoni animati, o forse proprio per quello, io vi odio.&lt;br /&gt;"Ma I wanna be a lesbian non l'ha detto anche Berlusconi?" (NOCCHENONLHADETTO! E comunque avrà detto anche buongiorno buonasèra, in vita sua, smettiamo tutti di dire buongiornobuonasèra e già che siamo pecore cominciamo pure a bèlare?), io ti odio.&lt;br /&gt;"Mi piace" al disco dei Longhèrrintristègissi senza averlo ascoltato (ti ho sgamato, cosa credi! :-)) ), io ti odio.&lt;br /&gt;Tu che non rispondi quando ti si saluta, poiché ti comporti da essere subumano e nel sospetto che tu lo sia, non ti posso ancora odiare, ma mi riservo di farlo presto o tardi.&lt;br /&gt;Tu che urti e non ti scusi, ti odio.&lt;br /&gt;Tu che hai fatto cascare la candeggina per terra da quel caspita di carrello strapieno, schizzando il vestitino a fiorellini della bimba (emmenomale che era candeggina delicata, e che non è andata peggio, o tu eri morto e io in galera, ché non mi chiamo silvio) e non ti sei neppure scusato, e io non avendo avuto perfortuna una spranga né mannaggia parole adeguate lì per lì, devo limitarmi a odiarti, te e il tuo minchiazza di suv.&lt;br /&gt;(tu che vuoi dirmi che perfortuna nonsiscriveunaparolasola, il mio odio ti fulmini passando attraverso l'adsl).&lt;br /&gt;"Annàchiti amor", e chiccazzo la canta, io vi odio.&lt;br /&gt;Tu che hai un solo aggettivo per definire ciascuna delle persone che conosci, ne ho uno preciso per te: "imbecille". E in quanto tale ti odio.&lt;br /&gt;Barbie, e lungometraggi di Barbie, vi odio.&lt;br /&gt;Puffi a New york in computergrafica, voi e soprattutto chi v'ha fatti, vi odio.&lt;br /&gt;Madri apatiche di figli iperattivi e maleducatissimi, io vi odio.&lt;br /&gt;Stronza decerebrata che indossi costume e copricostume, accompagni la pargola al nido in pieno luglio e te ne vai al mare da sola, io ti odio.&lt;br /&gt;Entusiasmo generalizzato verso i Grandi Eventi Indie, ti capisco bene ma odio la folla di ogni genere e (pur non odiando l'entusiasmo) detesto a maggior ragione la folla entusiasta, e soprattutto io NON ci vengo, la onde per cui, come la volpe con l'uva, io ti odio.&lt;br /&gt;Aggettivo "latino" riferito a tutto ciò che ha a che vedere con danze e musiche tamarrissime, io ti odio.&lt;br /&gt;Tutti amici tutti d'accordo tutti insieme tutti organizziamoci tutti ci vengo, io vi odio.&lt;br /&gt;O tu, che solo dopo avermi sentito enumerare lecose stupide e trash che adoro riusciresti a non etichettarmi come unvecchio barboso indie (e sempre badando a non esagerare per non finirenella casellina "geek"), un pizzico ma non troppo ti odio. :-)&lt;br /&gt;Blogger, e tutti i siti che di punto in bianco vi rinnovate e vi rivoluzionate a cazzo di cane, io vi odio.&lt;br /&gt;&lt;span data-jsid="text"&gt;Ladri e sequestratori di tempo, io vi odio.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-4868741537608474749?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/4868741537608474749/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=4868741537608474749' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/4868741537608474749'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/4868741537608474749'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2011/08/la-giaculatoria-dellodio.html' title='La giaculatoria dell&apos;odio'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-4992094247555702606</id><published>2011-05-31T11:59:00.000+02:00</published><updated>2011-05-31T11:59:04.163+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span data-jsid="text"&gt;La sfiducia sarà anche puntuale e realistica, ma è maledettamente noiosa e fuori moda come gli orologi digitali da polso... facciamo tornare a girare le lancette e invertiamo le tendenze cominciando da noi stessi... se poi non funziona tu potrai dire "io l'avevo detto", e noi diremo "noi ci abbiamo provato"... :-)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-4992094247555702606?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/4992094247555702606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=4992094247555702606' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/4992094247555702606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/4992094247555702606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2011/05/la-sfiducia-sara-anche-puntuale-e.html' title=''/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-7582165086555946474</id><published>2011-05-24T17:40:00.003+02:00</published><updated>2012-02-01T10:09:14.326+01:00</updated><title type='text'>Perché vi odio, maledetti indie nerd</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: small;"&gt;Lo dico in maniera chiara netta e inequivocabile.&lt;br /&gt;Io odio i nerd indie, gli alternativi pieni di dogmi che sputano sentenze su tutto.&lt;br /&gt;Quasi quanto detesto gli accontentabili, quelli che &lt;i&gt;vabbé i Nirvana, ma anche Lady Gaga ha un suo perché&lt;/i&gt;. Anzi, decisamente di più.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ché se odio questi ultimi perché in ultima analisi, per dirla in termini tecnici, di musica non capiscono un cazzo e inquinano l'aria che respiro, soprattutto odio, detesto, aborro ed esecro gli indiesnob, quelli che cianciano di novità, quelli che sanno tutto, i convertiti alla electro, gli annoiati, quelli sempre un pelo avanti agli altri, quelli che un disco che vende più di quattrocento copie fa schifo a prescindere, odiosi grilli parlanti che in fin dei conti non sono altro che degli snob ignoranti e con i paraocchi.&lt;br /&gt;La musica è una delle cose più belle al mondo, ma quando ci costruisci su dei dogmi, delle regolette, quando diventa discriminazione, motivo di superiorità, &lt;i&gt;latinorum&lt;/i&gt;, hai perso tutto. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;Io ricordo con godimento assoluto e senza vergogna di quando mi mettevo col registratore davanti alla tv per catturare le sigle dei cartoni animati (individuo lì i primi segni della mia mania al collezionismo musicale), e le mie prime cassette originali, Fivelandia, "Whose side are you on" dei Matt Bianco, "True blue" di Madonna, "Every breath you take - The singles" dei Police (e lì si è cominciato a fare sul serio), "Shooting rubberbands..." di Edie Brickell&amp;amp; The New Bohemians, "The Joshua Tree" degli U2.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;Quando sentii il bisogno serio di una ragione nella mia vita (le ragazze erano un pensiero fisso, ma tutt'altro che concreto), di qualcosa di cui appassionarmi, non scoppiò per caso, fu una passione studiata a tavolino; il mio amico Enzo mi aveva registrato "Disintegration" dei Cure, quell'anno stesso avevo scoperto per sentito dire (e poi acquistato come regalo per mia sorella, ma erano regali un bel po' egoistici) "Green" degli R.E.M., e fu allora che capii. Ecco, quello era il suono che cercavo. Quello di "I remember California", quelle chitarre lì. Decisi che volevo saperne di più, e cominciai a provare una dopo l'altra varie riviste musicali: "Tuttifrutti", "Rockstar"... e finalmente "Mucchio Selvaggio". Un nome che era tutto un programma, e una sfilza di nomi assolutamente, spaventosamente ignoti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Studiai. Cominciai a confrontare i nomi del Mucchio con quelli del mitico catalogo Nannucci, e di quell'altro, Top Ten (presto rivelatosi ancor più interessante per me) in cerca di super offerte per testare qualcuno di quegli artisti. I dischi costavano un fottio di soldi, ma ogni dieci ti abbuonavano le spese di spedizione. &lt;br /&gt;Mi smazzai l'ordine con un amico, e riuscii a prendere quattro o cinque LP in vinile forati, a prezzo stracciatissimo (ellepì che dovetti farmi registrare, non avevo il piatto). Il primo ordine fu: (1) "Out of the grey" dei Dream Syndicate, (2) "Darklands" dei Jesus &amp;amp; Mary Chain, (3) gli Hoodoo Gurus di "Blow your cool", (4)"Green thoughts" degli Smithereens e (5) i Del Fuegos di "Boston, Mass". Tutti dischi minori dei rispettivi artisti (tranne quello dei Del Fuegos, disco del mese sul Mucchio, che però a me non piacque per niente). Il vero colpo di fulmine però furono i Dream Syndicate. Ecco. Erano proprio quello che cercavo. Forse quel che cercavo &lt;i&gt;da sempre&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;Gli anni successivi furono una ricerca spasmodica di titoli, e di denaro per comprarli (Nirvana, Joy Division, ancora R.E.M, ancora Cure), e acquisti sempre più mirati (Green on red, Jane's Addiction, Smiths, Housemartins), fino a scelte del tutto consapevoli e precise, fino ad attendere le uscite, fino a riunire in un unico ordine grandiose meravigliose attese novità (ma erano altri tempi) come l'unplugged dei Pearl Jam (bootleg, ovviamente) e "Dirty" dei Sonic Youth, l'album solista di Mike Watt e "Timothy's Monster" dei Motorpsycho.&lt;br /&gt;I dischi costavano, ed erano un oggetto serio, credibile. Ti ci attaccavi per mesi, se non ti piacevano te li facevi piacere perché erano preziosi, perché erano tuoi, perché ti erano costati; li esploravi in lungo e in largo in cerca del messaggio profondo. E spesso lo trovavi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Un artista non lo mandavi a cagare al terzo album. E il terzo album, va detto, non faceva cagare. Ci tenevi, a loro, ci trovavi sempre un motivo di perdono, se toppavano, e aspettavi speranzoso il lavoro successivo (un po' ci sono rimasto, così: è dall'89 che aspetto qualcosa di assolutamente entusiasmante dei Cure).&lt;br /&gt;Era passione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;Adesso è rarissimo trovare persone disposte ad amare così; è difficilissimo parlare di musica seriamente, rivedere negli occhi di qualcun altro (è difficilissimo vederne, di occhi, ormai) quella passione. Non sembrano esserci che di questi stronzi, sempre in cerca di novità, drogati,&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size: x-small;"&gt;ADHD&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size: small;"&gt;della musica, sempre con l'aggettivo ricercato e il labbro in su, pre-disgustato, sempre pronti a dire la loro già prima dell'uscita di un album, e a scommettere come bookmaker e a sorridere come iene a ogni fallimento previsto e indovinato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;Ma quanto vi odio, imbecilli?&lt;br /&gt;Quanto disgusto provo verso di voi che ieri inneggiavate agli Afterhours e oggi li schifate come se fossero i Pooh, come se non avessero &lt;i&gt;mai &lt;/i&gt;fatto nulla di buono? &lt;br /&gt;Con che parole posso esprimere il ribrezzo che mi ispirate con la vostra ammirazione istantanea e preordinata verso gente come Le luci della periferica a pile o i Miao-astri?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;E poi, stanchi di tutto, entusiasti di qualunque cosa purché stupisca, vi date addirittura al recupero nostalgico di certa feccia immonda e inascoltabile solo-perché-erano-i-meravigliosi-anni-qualcosa, e fate dispiego masturbatorio delle vostre arti retoriche per vedere se poi ci riuscite, a dimostrarci che gli Europe &lt;i&gt;ci avevano un loro perché&lt;/i&gt;, esattamente allo stesso modo in cui i critici cinematografici postmoderni recuperano Bombolo e Alvaro Vitali per far pace con le prime pippe alle scuole medie. Traghettando il sano gusto dell'orrido e del trash che tutti abbiamo, travisandolo ad arte. Travisandolo &lt;i&gt;in&lt;/i&gt; arte.&lt;br /&gt;E guai a non seguirvi nel vostro volo, a non mostrare senzov hiumor. Quasi foste quelli simpatici. Quasi fosse tutto il resto del mondo a non voler capire la vostra apertura mentale. Quasi fossimo noi gli snob che ci ostiniamo a distinguere la canzoncina di Masini ascoltata per caso in macchina andando al mare, ridendo con gli amici e cantandola pure, dalla passione vera.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;Mi fate schifo. Odio con tutto me stesso quel che siete, che siete diventati, che siete sempre stati, stronzi modaioli imbecilli ignoranti e annoiati.&lt;br /&gt;Non amate più la musica, non l'avete mai amata, dovete ammetterlo. Era solo una cosa da &lt;i&gt;fingere &lt;/i&gt;per sentirvi integrati in una generazione. &lt;br /&gt;Non vi piaceva, non v'è mai piaciuta, non ci avete mai capito un cazzo: su, ditelo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O forse eravate, e siete ancora, solo in cerca di qualcosa che metta distanza fra voi, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;vati, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;esegeti, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;secchioni-di-qualunque-cosa, e tutto il resto del mondo.&lt;br /&gt;State solo ricreando, nel vostro orticello, l'orrore dello snobismo della cosiddetta cultura alta, quella che avevate rifiutato perché era distante e classista.&lt;br /&gt;Il latinorum di Don Abbondio, appunto.&lt;br /&gt;Voi, con la vostra distrazione e la vostra ignavia, voi che parlate di cose che non avete mai ascoltato, che giudicate dalla copertina e dagli atteggiamenti, voi siete il nulla. &lt;br /&gt;Voi siete la negazione della passione. Voi siete bottegai, bimbetti della prima superiore che fanno la gara in bagno per vedere chi ce l'ha più lunga. &lt;br /&gt;Voi siete quelli che stabiliscono le regole, i dogmi della passione, ma con i vostro orizzonte di mezzo centimetro, con le vostre scatole craniche ottuse e minuscole, non capite neppure che cosa sia e quanto tempo richieda, quante energie, quanta dedizione. Voi usate quella vostra appendice stanca solo per farvi le seghe, mentre fuori ci sarebbe un mondo meraviglioso di sentimenti e paesaggi da esplorare.&lt;br /&gt;Voi siete... no, non siete neppure dei nichilisti. &lt;br /&gt;Siete la fotocopia sbiadita e vacua del nichilismo, finto-quasi-finto-auto-finto-ironica, autoreferenziale, postmoderna, post-cervellica, onanistica.&lt;br /&gt;Non sapete da dove venite né dove andate e per questo biascicate frasi orribili e superficiali, vi muovete nel mondo come fantasmi senza capire né amare nulla.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Voi, voi sareste capaci di ridere della passione stessa che ha mosso i vostri primi ascolti, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;la passione che avevate cercato e coltivato da ragazzi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;. Perché la v&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;ivete come un tran-tran da impiegati. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Voi scoprite il lunedì, condividete il martedì, abbandonate il mercoledì, denigrate il giovedì, sbadigliate il venerdì, cercate un senso e non lo trovate il sabato e la domenica. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Voi date solo voti, come quelle maestrine che odiavate tanto, e che alla fine non vi hanno lasciato altro. Voti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Siete tanto più vecchi e stantii quanto più veloci vanno la vostra vita e il turbinio dei vostri gusti già defunti prima di nascere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;"La passione?", mi sembra di sentirvi. "Ma credi ancora a queste cose?"&lt;br /&gt;Marionettine insulse, ballerini da deejayset, applauditori di minchiate trendy, cadaveri da sushi lounge bar, traditori di voi stessi. Ecco, ecco cosa siete, ed ecco quanto vi odio. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-7582165086555946474?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/7582165086555946474/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=7582165086555946474' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/7582165086555946474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/7582165086555946474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2011/05/perche-vi-odio-indie-nerd.html' title='Perché vi odio, maledetti indie nerd'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-814687892130463872</id><published>2011-04-04T05:14:00.001+02:00</published><updated>2011-04-04T07:01:32.347+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfiorivano le viole'/><title type='text'>Blackberry</title><content type='html'>Nel frattempo, tutti erano improvvisamente diventati simpatici, arguti, ci si trovava d'accordo. Nel vocabolario binario di quel luogo non c'era spazio per il disprezzo, l'odio quando c'era era sopito e un po' frustrato, andava articolato in modo complesso e richiedeva una quantità di tempo che nessuno aveva da dedicargli; all'odio si rispondeva con "blocca"; ecco perché alla fine ci si rimangiava il possibile con piacere, e appunto si bloccava chi la pensava diversamente da noi, si selezionava chi leggere e chi seguire. &lt;br /&gt;Quel posto era bellissimo. Era come il paradiso, un posto dove nulla, nulla accadeva mai davvero (e qualcuno, in quel luogo, a questa frase avrebbe aggiunto un "cit"). &lt;br /&gt;Oggi una tartaruga inseguiva un gatto e lo prendeva a morsi, domani un pomodoro avrebbe avuto più fan del presidente del consiglio, dopodomani, Libertà di Stampa: mi piace. Si restava lì a sorridere, a esprimere approvazione, i minuti diventavano ore, le ore giorni; ascoltavi la nuova canzone, e il giorno dopo era già vecchia. Ma tanto, c'era sempre qualcosa di nuovo da vedere, dire, commentare.&lt;br /&gt;Nel frattempo, fuori dalla finestra, Gianni vide sollevarsi, lontano ma enorme, un fungo atomico. Restò lì imbambolato, poi prese la macchina fotografica, scattò e salvò la foto sul suo profilo. "Ecco cosa vedo dalla mia finestra," disse al mondo, e non sapeva se sentirsi più terrorizzato per la sua vita, o emozionato per il privilegio di poter raccontare. &lt;br /&gt;Prima di correre giù dalle scale prese istintivamente il blackberry, e continuò a consultarlo con la coda dell'occhio mentre guidava invano in cerca di un qualunque posto dove nulla, nulla accadesse mai davvero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-814687892130463872?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/814687892130463872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=814687892130463872' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/814687892130463872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/814687892130463872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2011/04/blackberry.html' title='Blackberry'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-7593056953044170248</id><published>2011-01-27T00:34:00.006+01:00</published><updated>2011-07-28T15:50:19.947+02:00</updated><title type='text'>(da "La tregua", di Primo Levi)</title><content type='html'>Nel corso di quei pochi giorni, intorno a me si era verificato un mutamento vistoso. Era stato l’ultimo grande colpo di falce, la chiusura dei conti: i moribondi erano morti, in tutti gli altri la vita ricominciava a scorrere tumultuosamente.&lt;br /&gt;Fuori dai vetri, benché nevicasse fitto, le funeste strade del campo non erano piú deserte, anzi brulicavano di un viavai alacre, confuso e rumoroso, che sembrava fine a se stesso. Fino a tarda sera si sentivano risuonare grida allegre o iraconde, richiami, canzoni. Ciononostante la mia attenzione, e quella dei miei vicini di letto, raramente riusciva ad eludere la presenza ossessiva, la mortale forza di affermazione del piú piccolo ed inerme fra noi, del piú innocente, di un bambino, di Hurbinek.&lt;br /&gt;Hurbinek era un nulla, un figlio della morte, un figlio di Auschwitz. Dimostrava tre anni circa, nessuno sapeva niente di lui, non sapeva parlare e non aveva nome: quel curioso nome, Hurbinek, gli era stato assegnato da noi, forse da una delle donne, che aveva interpretato con quelle sillabe una delle voci inarticolate che il piccolo ogni tanto emetteva. Era paralizzato dalle reni in giú, aveva le gambe atrofiche, sottili come stecchi; ma i suoi occhi, persi nel viso triangolare e smunto, saettavano terribilmente vivi, pieni di richiesta, di asserzione, della volontà di scatenarsi, di rompere la tomba del mutismo. La parola che gli mancava, che nessuno si era curato di insegnargli, il bisogno della parola, premeva nel suo sguardo con urgenza esplosiva: era uno sguardo selvaggio e umano ad un tempo, anzi maturo e giudice, che nessuno fra noi sapeva sostenere, tanto era carico di forza e di pena.&lt;br /&gt;Nessuno, salvo Henek: era il mio vicino di letto, un robusto e florido ragazzo ungherese di quindici anni. Henek passava accanto alla cuccia di Hurbinek metà delle sue giornate. Era materno piú che paterno: è assai probabile che, se quella nostra precaria convivenza si fosse protratta al di là di un mese, da Henek Hurbinek avrebbe imparato a parlare; certo meglio che dalle ragazze polacche, troppo tenere e troppo vane, che lo ubriacavano di carezze e di baci, ma fuggivano la sua intimità.&lt;br /&gt;Henek invece, tranquillo e testardo, sedeva accanto alla piccola sfinge, immune alla potenza triste che ne emanava; gli portava da mangiare, gli rassettava le coperte, lo ripuliva con mani abili, prive di ripugnanza; e gli parlava, naturalmente in ungherese, con voce lenta e paziente. Dopo una settimana, Henek annunciò con serietà, ma senza ombra di presunzione, che Hurbinek «diceva una parola». Quale parola? Non sapeva, una parola difficile, non ungherese: qualcosa come «mass-klo», «matisklo».&lt;br /&gt;Nella notte tendemmo l’orecchio: era vero, dall’angolo di Hurbinek veniva ogni tanto un suono, una parola. Non sempre esattamente la stessa, per verità, ma era certamente una parola articolata. O meglio, parole articolate leggermente diverse, variazioni sperimentali attorno a un tema, a una radice, forse a un nome.&lt;br /&gt;Hurbinek continuò finché ebbe vita nei suoi esperimenti ostinati. Nei giorni seguenti, tutti lo ascoltavano in silenzio, ansiosi di capire, e c’erano fra noi parlatori di tutte le lingue d’Europa: ma la parola di Hurbinek rimase segreta. No, non era certo un messaggio, non una rivelazione: forse era il suo nome, se pure ne aveva avuto uno in sorte; forse (secondo una delle nostre ipotesi) voleva dire «mangiare», o «pane»; o forse «carne» in boemo, come sosteneva con buoni argomenti uno di noi, che conosceva questa lingua.&lt;br /&gt;Hurbinek, che aveva tre anni e forse era nato in Auschwitz e non aveva mai visto un albero; Hurbinek, che aveva combattuto come un uomo, fino all’ultimo respiro, per conquistarsi l’entrata nel mondo degli uomini, da cui una potenza bestiale lo aveva bandito; Hurbinek, il senza-nome, il cui minuscolo avambraccio era pure stato segnato col tatuaggio di Auschwitz; Hurbinek morí ai primi giorni del marzo 1945, libero ma non redento.&lt;br /&gt;Nulla resta di lui: egli testimonia attraverso queste mie parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-7593056953044170248?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/7593056953044170248/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=7593056953044170248' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/7593056953044170248'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/7593056953044170248'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2011/01/nel-corso-di-quei-pochi-giorni-intorno.html' title='(da &quot;La tregua&quot;, di Primo Levi)'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-414261839144170847</id><published>2010-09-23T23:15:00.003+02:00</published><updated>2010-09-23T23:55:19.157+02:00</updated><title type='text'>Sign o' the times</title><content type='html'>Facebook è guasto, e i server di twitter sono andati fuori uso per l'eccesso di battute sui malfunzionamenti di facebook. Gli utenti disperati si sono allora riversati tutti sui vecchi account myspace, ma Tom offeso ha fatto trovar loro una schermata che dice "Opportunisti! Dove avete fatto l'estate, fatevi l'inverno!"&lt;br /&gt;Nel frattempo, su raidue, i finiani raccontano scioccati le nefandezze del mostro Berlusconi. Ma fino a ieri dov'eravate? E soprattutto, chi ci governa nel frattempo? Un operaio dei cantieri di Castellammare di Stabia grida "Ce la dovete smettere co' sta cazzo di casa di Montecarlo mentre noi moriamo di fame!" Intanto, visto l'enorme successo a destra, anche per fair play, Veltroni prova a rispaccare un altro pochetto la sinistra con delle proposte dal forte contenuto innovativo, in primis sé stesso. Roba da Premio Darwin. Penso alla dignità, quantunque inutile, dei musicisti che continuarono a suonare mentre il Titanic affondava. Provare a bloccare la falla con un bassotuba probabilmente non si poteva. Provare a governare l'Italia è altrettanto inutile? Non so perché ma mi viene in mente il litigio fra medici nella sala parto dell'ospedale di Messina. Credo sia un'immagine perfetta per definire la nostra epoca.&lt;br /&gt;Penso ai deficienti del balconing, non so se pensare come tanti che sia un ottimo modo per toglierci dalle balle degli imbecilli, penso solo che non vorrei raccogliere seimila giorni di ricordi, speranze e aspettative, e svegliarmi un giorno scoprendo che mio figlio si è suicidato per noia. &lt;br /&gt;Mia sorella ha presentato il curriculum per la nuova Fnac di Catania, ma nessuno l'ha chiamata a fare un colloquio. "Ah, sì, ne abbiamo fatti a centinaia" dice un'impiegata, "Ne avremo visti sì e no una decina" dice un altro consultato al piano di sotto. Nel dubbio, ha chiesto dove fossero i gabinetti, magari qualcuno l'aveva scambiato per della carta igienica. Concorso per Vigili Urbani di Giarre. La prima classificata ha dato cento risposte esatte su cento, e quattro fra i primi classificati sono fra i sette parenti di impiegati comunali vaticinati da una lettera anonima inviata alla procura il giorno stesso in cui si sono tenuti gli scritti del concorso. Scatole non firmate, domande piene di errori. Il sindaco si dice tranquillo, a queste cose ci avrà fatto il callo. Intanto, ventimila domande in due giorni per entrare a lavorare all'IKEA di Catania. Il colosso svedese ci ha messo anni ad aprire in Sicilia, per l'ostruzionismo da parte dei mobilieri locali. Emmezeta di Riposto, impiegati che nemmeno avete voluto cambiarmi una brandina entro i dieci giorni canonici "perché mancava l'involucro" (un sacchetto di cellophane trasparente), impiegata cicciona che sudi freddo quando ti chiedo una cerniera per il vasistas, tremate! C'è chi dice che l'IKEA ha potuto aprire solo dopo lunghe trattative con i "poteri" locali per decidere chi ci avrebbe lavorato. Le solite malignità? Di certo la dice lunga su quanto siamo abituati al disgusto qui in Sicilia. Ma i tempi sono maturi. Per cosa, non si sa.&lt;br /&gt;Guardo "La vita in diretta", il mio amico Peppe La Venia parla di nani da giardino nel paesino di Furore. Poi penso al padre di Norman, il giovane ricercatore palermitano che si è suicidato gettandosi dal palazzo della facoltà perché gli erano state negate tutte le speranze, e mi chiedo se non meriti un servizio anche lui. Penso a Hotless, e mi chiedo che fine abbia fatto. Questa parvenza di vita ha reso antiquato il suicidio. Questa parvenza di vita, non lo merita. Sembra strano da dire, ma c'è comunque molto di più del nulla. E se non c'è, bisognerebbe comunque provare a costruirlo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-414261839144170847?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/414261839144170847/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=414261839144170847' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/414261839144170847'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/414261839144170847'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2010/09/sign-o-times.html' title='Sign o&apos; the times'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-2749566459913123963</id><published>2010-06-24T11:44:00.000+02:00</published><updated>2010-06-24T12:03:48.399+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sei ottavi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='E cantava le canzoni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stoccolma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Quando scrivo una canzone</title><content type='html'>Quando scrivo una canzone, la maggioranza delle volte mi siedo con la mia chitarra e lascio che la mia mente si sbizzarrisca. Non ho un piano. Non so cosa ne verrà fuori. A volte il risultato non mi piace per nulla, e non lo riconosco come una canzone se non settimane dopo. A volte mi piace sul momento e continuo per ore a lavorarci su. E` un processo automatico, ma non pianificato. &lt;br /&gt;(Mark Lanegan)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando scrivo una canzone mi diverto a imbandire il banchetto e a pensare chi inviterò al matrimonio. Gli ottoni sono padri di famiglia che la sanno lunga e danno buoni consigli. Gli archi sono più narcisi, epici. Poi ci sono il teremìn, cioè la sega musicale, il cristalloarmonio, cioè l’organo a bicchieri e così via: spettri inconsistenti. Ti affidi alla timbrica per completare il disegno, regali vie di fuga alle parole tracciate e sparse.&lt;br /&gt;(Vinicio Capossela)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando scrivo una canzone non la scrivo con uno strumento, ma con la testa. È come la ripescassi, come fosse la raccolta di una spremuta di quello che c'è già e che ci circonda.&lt;br /&gt;(Lucio Dalla)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando scrivo una canzone, penso già alle scene, alla storia e ai costumi del video.&lt;br /&gt;(Tokio Hotel)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando scrivo una canzone non penso al suo futuro, è il pubblico che la consacra o la ignora.&lt;br /&gt;(Ligabue)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando scrivo una canzone penso alle persone che l'ascolteranno.&lt;br /&gt;Non capisco i cantanti che dicono "Quello che faccio è artistico, e lo faccio per me". Ma se lo fai per te stesso, perché lo vendi?&lt;br /&gt;(Shania Twain)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando scrivo una canzone ci metto dentro cose mie, riferimenti del tutto personali a cui sarebbe difficile ed irrispettoso dare spiegazioni... le mie canzoni non nascono come 'futuri dischi', ma canzoni mie, e basta.&lt;br /&gt;(Francesco De Gregori)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando scrivo una canzone mi calo nelle mie emozioni più oscure, è qualcosa che ho bisogno di tirare fuori, quasi un riflesso fisiologico, come piangere o ridere forte. Però credo di affrontare situazioni psicologiche ed emozioni che ognuno potrebbe sentire proprie, se si calasse nello stato d’animo adatto per viverle.&lt;br /&gt;Qualche volta mi capita anche di verificare l’effetto che le mie canzoni fanno sulle persone, per capire se sono troppo personali o meno. Quando ho scritto "Moon In Hell", ad esempio, pensavo che fosse davvero una canzone troppo personale. Poi l’ho fatta ascoltare a un amico che in quel periodo aveva a che fare con persone affette da problemi di droghe, e mi ha detto: "Mio Dio, hai descritto esattamente quel tipo di mondo". Il bello è che per me voleva esprimere tutt’altro, ma mi sono detta: "Beh, allora forse non era troppo personale!".&lt;br /&gt;(Lisa Germano)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando scrivo una canzone mi devo fare un film nella testa, forse perché un tempo disegnavo. Quindi l’immagine per me è sempre importante e il discorso di poter collegare la mia canzone ad altre forme – che siano la scultura o la pittura, il cinema, la danza – è una cosa molto forte  che mi stimola e mi suggerisce idee.&lt;br /&gt;(Andrea Chimenti)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando scrivo una canzone, se ci metto più di un quarto d’ora, vuol dire che non mi è venuta bene.&lt;br /&gt;(Biagio Antonacci)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando scrivo una canzone metto in testa le parole e poi tiro lo sciacquone, questa canzone non c'ha un ritornello è inutile che tenti di cantarlo, non sarà neanche un'altra suoneria, e il prossimo concerto lo faccio a casa mia.&lt;br /&gt;(da un brano di Caparezza)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-2749566459913123963?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/2749566459913123963/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=2749566459913123963' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/2749566459913123963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/2749566459913123963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2010/06/quando-scrivo-una-canzone.html' title='Quando scrivo una canzone'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-6969906681336079185</id><published>2010-06-13T02:29:00.012+02:00</published><updated>2010-06-24T12:03:48.400+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Verso l'infinito e oltre! (una recensione di Toy Story 3)</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;Ebbene sì, ieri sera ero fra il migliaio di fortunati (ma no, nessuna fortuna: bastava abitare nei dintorni, i biglietti erano reperibilissimi) che hanno potuto assistere alla prima mondiale di Toy Story al Taormina Film Fest. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://fiktionogkultur.files.wordpress.com/2009/10/toy_story_3.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="202" src="http://fiktionogkultur.files.wordpress.com/2009/10/toy_story_3.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Premessa &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Avete ragione, ci sono degli ottimi motivi per fuggire come la peste i lungometraggi in computergrafica. Prima di tutto, si tratta per la stragrande maggioranza di pure e semplici dimostrazioni muscolari di forza, espressioni del "dove siamo arrivati" in termini di potenza di calcolo, di quantità di poligoni (e luci, texture, peli fluttuanti, eccetera) rappresentabili e animabili in un fotogramma. Chi di noi è cresciuto con capolavori come &lt;i&gt;La carica dei 101&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Robin Hood&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Gli Aristogatti&lt;/i&gt;,&lt;i&gt; Il libro della Giungla&lt;/i&gt; (e non a caso cito questi titoli degli anni '70, una delle fasi più stuzzicanti e meno "scolastiche" del percorso disneyano) non può che storcere il naso, giustamente, di fronte alla perfezione ostentata di queste creature elettroniche prive di anima e di difetti.&lt;br /&gt;I film in computergrafica hanno ucciso le star dell'animazione, e sono in gran parte orrendi, pieni di azione e privi di sale in zucca, infarciti a viva forza di gag e giochi di parole da decerebrati (e spesso orrendamente tradotti/adattati), hanno sceneggiature puerili e inconsistenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma, mannaggia, a sparigliare le carte e a sfidare i nostri preconcetti c'è Madama Pixar. E c'è da sempre, ri-mannaggia: sin da quel primissimo pionieristico lungometraggio (già, proprio il primo al mondo) chiamato &lt;i&gt;Toy Story&lt;/i&gt;, opera tanto perfetta nella forma e deliziosa nei contenuti da non aver perso un briciolo del suo smalto neppure a quindici anni di distanza (credeteci, ve lo dice un tizio che l'ha rivisto ieri mattina, complice malattia della bimba).&lt;br /&gt;E, rimannaggissima, la Pixar (e solo la Pixar) è l'unica che finora non ha mai sbagliato un colpo. Se ogni nuovo film di Lasseter, Bird &amp;amp; c. rappresenta una nuova sfida alla tecnica e allo stupore (sfida sempre vinta: sono sempre, da sempre e per sempre i migliori), quel che davvero lascia esterrefatti è il valore della &lt;i&gt;scrittura&lt;/i&gt;, della sceneggiatura (e nel paese degli orbi...). Sono tutti intelligenti, profondi, non di rado commoventi, più che impeccabili. Cioè, cosa rarissima, sempre ben al disopra delle aspettative dello spettatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://chud.com/articles/content_images/5/toy-story-3-560x314.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="179" src="http://chud.com/articles/content_images/5/toy-story-3-560x314.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Toy Story 3 (anteprima mondiale nello splendido scenario del Teatro Greco di Taormina, il vostro Yako era lì) non fa eccezione. Se avete amato i primi due episodi, adorerete questo capitolo. La struttura, ok, è sempre la stessa: giocattoli allo sbando, mille peripezie e avventure per riportare la pellaccia (o il rivestimento in pvc) a casa, un cattivone da sconfiggere (se nel primo era il bimbo malefico e nel secondo l'untuoso giocattolaio collezionista Al, aiutato dal cercatore d'oro Stinky Pete, qui abbiamo un delizioso orsetto dal profumo di fragola) ma in fondo è la struttura di tutte le fiabe e dei cartoni che abbiamo ascoltato e visto sin da bambini (e anche di molti film d'azione che continuiamo a sorbirci tutt'ora). La differenza, come sempre, sta nella narrazione, nei dettagli, nelle gag, nel messaggio. Nella maestria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non starò a dilungarmi, per non rovinarvi il piacere, sulle immancabili strizzatine d'occhio (giusto un paio: il myazakiano &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_mio_vicino_Totoro"&gt;Totoro&lt;/a&gt; fra i giocattoli di Molly; un piccolo Saetta McQueen di legno che appare di sfuggita fra i giocattoli dell'asilo Sunnyside; l'immancabile targa A113 nel minivan della mamma di Andy... &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/A113"&gt;sapete perché?&lt;/a&gt;), né sulle cose che mi hanno fatto scompisciare dalle risate (ok, giusto una: il reset del povero Buzz, mio dio che ridere!)... ma non posso non ripensare alla genialata dell'occhio di Mrs Potato, alla sfilata di Ken (sì, proprio Ken di Barbie... ed è &lt;i&gt;esattamente come l'avevate sempre immaginato&lt;/i&gt;), alla deliziosa bimba Bonnie (ma quanto sono bravi questi di Pixar a mostrarci bimbi piccoli? Era dai tempi di Monsters &amp;amp; Co. che sugli schermi non appariva una pargola così dolce). E al povero cagnolino Buster, il tempo non è stato generoso con lui (mentre il piccolo sgorbietto Andy è diventato un bel ragazzone pronto a conquistare il mondo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.filmofilia.com/wp-content/uploads/2009/12/Toy-Story-3-Photo1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="179" src="http://www.filmofilia.com/wp-content/uploads/2009/12/Toy-Story-3-Photo1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Toy Story 3 è per forza di cose il film più adulto della serie, quello che ci costringe a riguardare i giocattoli come non li vedevamo da anni, a ricordare quanto fosse emozionante per noi, e maledettamente &lt;i&gt;vero&lt;/i&gt;, quel che accadeva nelle nostre stanzette, e a chiederci che fine abbiano fatto (ah, queste mamme...). Come molte delle più recenti opere Pixar, è un film se non inadatto ai più piccoli probabilmente più rivolto &lt;i&gt;al bimbo che eravamo&lt;/i&gt; che ai nostri figli (e vi prego, distraeteli se potete durante la scena della fornace, mia figlia ha pianto disperata... ho dovuto spiegarle che "tutti i cartoni finiscono bene, guarda cosa succede ora"; magari fate loro un discorsetto prima di andare al cinema, spiegate che c'è una scena in cui devono stringersi forte a voi ma che poi finisce tutto bene), ma tutti potranno trovarci qualcosa. Io ho trovato una tempesta di gioia e di risate, di sentimenti buoni e di emozioni (ma non di commozione facilona da scena-madre-con-orchestra-d'archi all'americana; però se siete di animo sensibile tenete pronti i fazzoletti verso il novantesimo minuto del film; e se invece non ritenete di esserlo tenetevi pronti per una plateale smentita; meno male che accadrà al buio, e che il film lascia allo spettatore un adeguato "tempo di ripristino della dignità" prima di concludersi; neanche questo viene lasciato al caso, d'altronde stiamo parlando di mamma Pixar).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://screencrave.frsucrave.netdna-cdn.com/wp-content/uploads/2010/03/day-and-night-pixar-showest-2010-kc.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="179" src="http://screencrave.frsucrave.netdna-cdn.com/wp-content/uploads/2010/03/day-and-night-pixar-showest-2010-kc.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;i&gt;post scriptum&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Sì, ci sono degli ottimi motivi per non perdersi un film Pixar.&lt;br /&gt;Ma qualora non vi bastassero quelli suelencati, ve ne fornisco un altro, si chiama &lt;i&gt;Day &amp;amp; Night&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Non il solito immancabile delizioso corto, ma un pezzo di puro genio e poesia che vi lascerà a bocca aperta (specie se lo vedrete in 3D; e ve lo dice uno che non condivide l'entusiasmo mondiale verso i famigerati occhialini a lenti polarizzate). Un sano miscuglio di animazione old style (insomma, disegnata, vera, quella che piace a noi) e genio tridimensionale computerizzato, e ancora un altro esempio di quanto la tecnica, se usata con gusto e fantasia, possa essere funzionale alla creatività.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-6969906681336079185?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/6969906681336079185/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=6969906681336079185' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/6969906681336079185'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/6969906681336079185'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2010/06/verso-linfinito-e-oltre.html' title='Verso l&apos;infinito e oltre! (una recensione di Toy Story 3)'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-8682861382466854773</id><published>2010-06-12T23:46:00.000+02:00</published><updated>2010-06-24T12:03:48.401+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='E cantava le canzoni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>I Love Long Hair In Three Stages</title><content type='html'>I miei sodali non ritengono giusto che io lo dica nel blog della band, e anche se posso capire le loro ragioni io me devo sfogà; e allora ve lo dico qui, in questo blog che è roba mia e basta.&lt;br /&gt;Cosa?&lt;br /&gt;Che io adoro i &lt;a href="http://www.myspace.com/LH3S"&gt;Long Hair In Three Stages&lt;/a&gt;, e sono un loro fan.&lt;br /&gt;Poco importa che sia la band in cui canto (il termine tecnico sarebbe "ettu schigghi", ok).&lt;br /&gt;Penso, davvero, che sia una band della madonna.&lt;br /&gt;E oggi abbiamo finito di registrare un album splendido, sbalorditivo, meraviglioso.&lt;br /&gt;Non è questione di modestia o immodestia. Né il classico scarrafone bello a mamma soie.&lt;br /&gt;È la pura e semplice, incontestabile verità. O almeno quel che penso sinceramente. :-)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-8682861382466854773?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.myspace.com/lh3s' title='I Love Long Hair In Three Stages'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/8682861382466854773/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=8682861382466854773' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/8682861382466854773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/8682861382466854773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2010/06/i-love-long-hair-in-three-stages.html' title='I Love Long Hair In Three Stages'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-8553564374618271687</id><published>2010-06-06T21:26:00.004+02:00</published><updated>2010-06-24T12:03:48.402+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Le mie parole</title><content type='html'>&lt;span class="testo"&gt;Le mie parole sono sassi&lt;br /&gt;precisi aguzzi pronti da scagliare&lt;br /&gt;su facce vulnerabili e indifese&lt;br /&gt;sono nuvole sospese&lt;br /&gt;gonfie di sottointesi&lt;br /&gt;che accendono negli occhi infinite attese&lt;br /&gt;sono gocce preziose indimenticate&lt;br /&gt;a lungo spasimate e poi centellinate, &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="testo"&gt;sono frecce infuocate che il vento o la fortuna sanno indirizzare&lt;br /&gt;Sono lampi dentro a un pozzo, cupo e abbandonato&lt;br /&gt;un viso sordo e muto che l'amore ha illuminato&lt;br /&gt;sono foglie cadute&lt;br /&gt;promesse dovute&lt;br /&gt;che il tempo ti perdoni per averle pronunciate&lt;br /&gt;sono note stonate&lt;br /&gt;sul foglio capitate per sbaglio&lt;br /&gt;tracciate e poi dimenticate&lt;br /&gt;le parole che ho detto, oppure ho creduto di dire&lt;br /&gt;lo ammetto&lt;br /&gt;strette tra i denti&lt;br /&gt;passate, ricorrenti&lt;br /&gt;inaspettate, sentite o sognate...&lt;br /&gt;Le mie parole son capriole&lt;br /&gt;palle di neve al sole&lt;br /&gt;razzi incandescenti prima di scoppiare&lt;br /&gt;sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare&lt;br /&gt;piccoli divieti cui disobbedire&lt;br /&gt;sono andate a dormire sorprese da un dolore profondo&lt;br /&gt;che non mi riesce di spiegare&lt;br /&gt;fanno come gli pare&lt;br /&gt;si perdono al buio per poi ritornare&lt;br /&gt;Sono notti interminate, scoppi di risate&lt;br /&gt;facce sopraesposte per il troppo sole&lt;br /&gt;sono questo le parole&lt;br /&gt;dolci o rancorose&lt;br /&gt;piene di rispetto oppure indecorose&lt;br /&gt;Sono mio padre e mia madre&lt;br /&gt;un bacio a testa prima del sonno&lt;br /&gt;un altro prima di partire&lt;br /&gt;le parole che ho detto e chissà quante ancora devono venire...&lt;br /&gt;strette tra i denti&lt;br /&gt;risparmiano i presenti&lt;br /&gt;immaginate, sentite o sognate&lt;br /&gt;spade, fendenti&lt;br /&gt;al buio sospirate, perdonate&lt;br /&gt;da un palmo soffiate&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="testo"&gt;(Pacifico) &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-8553564374618271687?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/8553564374618271687/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=8553564374618271687' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/8553564374618271687'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/8553564374618271687'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2010/06/le-mie-parole.html' title='Le mie parole'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-4872505550007144271</id><published>2010-01-18T18:16:00.006+01:00</published><updated>2010-06-24T12:03:48.404+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>C'est la gloire!</title><content type='html'>Ma tu guarda un po' che lo Iacobaci ti diventa famoso... nel numero di sabato di Repubblica, Loredana Lipperini cita il sottoscritto e questo blog... c'est la gloire! Ecco il pezzo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Perché è così difficile, per uno scrittore straniero, pubblicare in America? Risponde, sulla newsletter Publishing perspectives, la consulente editoriale Emily Williams: conterebbe soprattutto il ristrettissimo n&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;umero degli editori americani che parlano altre lingue e che quindi leggono testi in originale. Anche se, sostiene Williams, la tendenza sarebbe in miglioramento dopo il successo in America di alcuni best-seller: in particolare, quelli di Stieg Larsson, Carlos Ruiz Zafón, Muriel Barbery. Se si desidera scoprire cosa accade a pubblicazione avvenuta, sul blog di Petitchou si trovano, a confronto, le traduzioni in lingua inglese dell' incipit de Le metamorfosi di Kafka. Dalla prima, firmata da Willa e Edwin Muir nel 1968 ("As Gregor Samsa awoke one morning from uneasy dreams he found himself transformed in his bed into a gigantic insect ") a quella curata da Michael Hoffman nel 2007 ("When Gregor Samsa awoke one morning from troubled dreams, he found himself changed into a monstrous cockroach in his bed"). Compiti di chi traduce? Vale la visita il blog di Liberidea, alias Giuseppe Iacobaci, traduttore di Palahniuk e Gaiman fra gli altri: «Per me, scrive, il traduttore NON è uno scrittore. Io mi sento più spesso come un direttore d' orchestra, o un cantante di karaoke. Insomma, uno che offre una sua cover, una versione sua, su una partitura altrui». Per quanto riguarda il rapporto fra traduttore e lettori, si consiglia caldamente di fare una ricerca sul gruppo Ste&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;phen King-Italia di aNobii, e di leggere i due lunghi thread dove Tullio Dobner, storico traduttore di King, scende in campo per confrontarsi con i fan. Cappello. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;LOREDANA LIPPERINI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_sVRR-LQBCYA/S2RL0O3YijI/AAAAAAAAAFI/mlLGVQ78PLM/s1600-h/Clipboard02.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 221px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_sVRR-LQBCYA/S2RL0O3YijI/AAAAAAAAAFI/mlLGVQ78PLM/s400/Clipboard02.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432550411231332914" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Come si evince dall'immagine scattata dal satellite Shinystat, siamo diventati famosi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:78%;" &gt;Lunedì 18 gennaio &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:78%;" &gt;questo blog ha toccato una punta di 45 visite , pari al 212% &lt;br /&gt;dell'audience ottenuta da "Il più grande", qualcosa-show condotto da&lt;br /&gt;Coso Facchinetti.  Rimpiangeremo per sempre questi rari momenti di gloria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-4872505550007144271?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/01/16/arte-di-tradurre-quella-delle-cover.html' title='C&apos;est la gloire!'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/4872505550007144271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=4872505550007144271' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/4872505550007144271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/4872505550007144271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2010/01/cest-la-gloire.html' title='C&apos;est la gloire!'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_sVRR-LQBCYA/S2RL0O3YijI/AAAAAAAAAFI/mlLGVQ78PLM/s72-c/Clipboard02.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-7643046319597274836</id><published>2009-12-17T19:04:00.017+01:00</published><updated>2010-06-24T12:03:48.406+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nuntereggaepiù'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Statistiche, comunisti, duomi, spinotti</title><content type='html'>È evidente che tutti siamo assolutamente contrari alla violenza, e che nessuno di noi è felice di quanto è accaduto a Berlusconi nei giorni scorsi. Nessuno dovrebbe mai ferire un essere umano e se vogliamo cambiare il mondo bisogna farlo tramite sistemi civili e non facendo ricorso alla violenza. A dirlo non sono soltanto io, ma anche una statistica apparsa nei giorni scorsi sul quotidiano "Sinistra delicata": secondo il quotidiano, è pari al 67% la percentuale delle persone di sinistra (o "diversamente di destra", come usa dire il quotidiano) che in questi ultimi giorni è stata in condizione di dover specificare almeno una volta che vorrebbe eliminare Berlusconi "democraticamente", non "fisicamente". Un po' minore, nonostante le forti pressioni subìte, la percentuale di individui che hanno deciso di espiare l'atto di un malato di mente prendendosi a colpi di frusta chiodata per il semplice fatto di essere, esser stati, credere di esser stati, supporre che qualcuno abbia potuto pensare siano stati, di sinistra.&lt;br /&gt;Ma le statistiche lasciano il tempo che trovano: secondo una recente indagine della Hypnos, alla domanda "In quale continente si trova l'Italia?" agli ultimi esami di maturità, risulterebbe che il 67% dei candidati abbia risposto "Uganda". Ma va detto che molte delle maturande avevano la frangetta e unghie e tette rifatte, e che questa risposta, apparentemente fantasiosa e insensata, trova una sua spiegazione logica nel fatto che essa si trovava alla lettera C della terza domanda di un questionario a risposta multipla, basta dunque fare uno più uno (calcolo peraltro presente nel quinto dei dieci quesiti) per capire i motivi di questo successo plebiscitario. Caso vuole che 67% sia anche la percentuale di italiani che voterebbero nuovamente Berlusconi come Presidente del Consiglio, ma non è detto che si tratti delle stesse persone. Per chiarezza d'informazione, riportiamo qui anche le altre risposte possibili previste dal Ministero dell'Istruzione : a) Angola, b) Catania, d) Fabrizio Frizzi (per una strana e inspiegabile coincidenza, si tratta delle stesse risposte offerte in alternativa a c) Berlusconi nel secondo questionario).&lt;br /&gt;Va a questo punto specificato che la società di marketing Hypnos è di proprietà di un gruppo industriale che fa capo alla Binetti, non la famosa ospite di talk show di cui nessuno è ancora riuscito a sapere il nome, e men che meno segno zodiacale, dettagli dai quali si potrebbero capire molte cose ancora poco chiare sulle scelte sessuali che hanno coinvolto l'ex governatore del Lazio (ancora oggi, a riflettori spenti, in molti ancora si chiedono come possa aver sposato una giornalista di raitre), ma tale Eufrasia Binetti di Pordenone, fornitrice diretta di panettoni senza canditi del Presidente del Consiglio.&lt;br /&gt;Visti i confortanti risultati delle consultazioni di cui sopra, che hanno mostrato il punto di sviluppo culturale raggiunto dallo Stivale, è al varo un decreto legge secondo il quale le prossime elezioni potrebbero venir effettuate tramite televoto, al costo di 90 centesimi di euro al minuto più scatto alla risposta. Bossi si è detto del tutto contrario al previsto comma secondo il quale la nota manifestazione folkloristica sarebbe collegata a "Chi vuol essere milionario", perché in realtà i concorrenti di quello show non sarebbero dei connazionali, ma semplici cassintegrati umbri appositamente selezionati e addestrati a imparare a memoria tutte le risposte, e ciò spiega la comunque accettabile percentuale di risposte errate (scalpore destò l'anno scorso la domanda "Chi ha scritto la quinta di Beethoven?"; e come ebbe a dire Brunetta, "Minchia, non tutti i peblèi ci capiscono di musica classica!"), anche in considerazione del fatto che il gettone di presenza medio per chi arriva alla nona domanda è nettamente inferiore all'importo mensile della cassa integrazione; sia detto come nota a margine che tutti i tentativi di dar vita a un Sindacato dei Concorrenti del Milionario sono miseramente falliti, in quanto i cassintegrati appena eletti a segretario del Sindacato gettavano improvvisamente via la tuta blu e iniziavano a girare in auto di lusso e a farsi dare del Vossignoria dagli ex ex compagni di lavoro.&lt;br /&gt;In questo clima di violenza, come prevenire futuri attentati al presidente del consiglio? Vietare la vendita di riproduzioni in miniatura del duomo (e già che ci siamo, di pomodori marci)? Eliminare il problema alla fonte, demolendo direttamente la nota chiesa milanese? Eliminare fisicamente tutti i comunisti?*&lt;br /&gt;Quest'ultima potrebbe essere certo una possibilità praticabile, ma resterebbe sempre da definire esattamente cosa s'intenda per "comunista". Siamo tutti d'accordo sul significato di questa parola, ovvero "Pericoloso facinoroso che non ama Berlusconi"; ma qual è il grado di tolleranza da applicare? Quando un uomo può essere definito "comunista", e quando soltanto "povero coglione confuso da correggere con dei corsi alla Scuola di Recupero Democratico Maria De Filippi"? Quanto occorre disapprovare Lui, prima di essere considerati davvero dei comunisti pericolosi?&lt;br /&gt;Chi Lo definisce mafioso, chi vuole che Egli venga processato come chiunque altro, chi lo definisce basso e brutto e un po' bolso, è evidentemente un orribile comunista; ma si può tollerare invece chi sostiene che debbano esistere altri partiti a parte il PdL e altri giornali oltre al Giornale? Si potrà tollerare chi tiene ancora raitre programmato nel terzo pulsante del telecomando? O chi, facendo zapping sperando di trovare la nona stagione di Desperate Housewives, si soffermerà per qualche istante, incolpevolmente ipnotizzato, a guardare AnnoZero? E soprattutto, come tenere sotto controllo questi comportamenti potenzialmente comunistici?&lt;br /&gt;La soluzione è in arrivo dall'America, e come tutte le cose che gli statunitensi per qualche motivo non hanno voluto (Heather Parisi, Dan Peterson, Herbalife), è sbarcata in Italia in pompa magna. Si chiama, semplicemente, Spin-8™, o come è già stato ribattezzato, lo Spinotto™.&lt;br /&gt;Finalmente tutti noi potremo avere, con appositi contributi statali, un bello Spinotto™, collegato a un server centrale, che avvertirà il server e noi stessi, con una scossa, a ogni nostro comportamento potenzialmente comunista. La brioscina al compagnetto? permessa; l'elemosina senza televoto al vecchietto per la strada? ancora ancora; un live del Teatro degli Orrori al centro sociale di Buccavalle in Mignazza di Sotto? assolutamente no. Zzzzap!, scossa dallo Spinotto™.&lt;br /&gt;Italiani, abbiate fede. Arriva lo Spinotto™. Compriamolo tutti, ci spiegheranno presto i dettagli su come usarlo e su dove potremo mettercelo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;*L'alternativa proposta da Fini al Consiglio dei Ministri di mercoledì, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;accolta da&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt; un entusiasta coro di pernacchie bipartisan,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt; è stata: "Per evitare tutta questa violenza, per dare sfogo alle frustrazioni delle persone di sinistra, occorre che queste si sentano finalmente rappresentate da qualcuno. Che dite, vi va di candidarmi come segretario del PD?".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-7643046319597274836?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/7643046319597274836/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=7643046319597274836' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/7643046319597274836'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/7643046319597274836'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2009/12/riflessioni-alla-luce-dellaggressione.html' title='Statistiche, comunisti, duomi, spinotti'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-1436459913333885774</id><published>2009-08-13T14:41:00.009+02:00</published><updated>2010-06-24T12:03:48.408+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stoccolma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>La traduzione è la traduzione è la traduzione</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Stralci da un mio intervento sul forum di &lt;a href="http://www.fantasymagazine.it/forum/viewtopic.php?p=577165#577165"&gt;FantasyMagazine&lt;/a&gt; (e da una lettera a una collega). Ci tengo a specificare (perché magari decontestualizzando si potrebbe fraintendere) che nessuno in quel forum aveva criticato il mio lavoro ma solo una frase di una collega in un'intervista e, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;en passant&lt;/span&gt;, il solo titolo dell'ultimo romanzo di Gaiman da me tradotto. E comunque il tutto con il massimo garbo, tengo a precisare anche questo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...]&lt;br /&gt;Per me il traduttore NON è uno scrittore. Io mi sento più spesso come... un direttore d'orchestra, o un cantante di karaoke, fate voi (dipende da quanto vi piace il risultato, ma anche la base musicale, suppongo). Insomma, uno che offre una sua cover, una versione sua, su una partitura altrui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una traduzione ha un difetto, un peccato originale, irrisolvibile: NON è l'originale. Se canto De André, non dovete prendervela con me perché non ho la sua voce... ma solo se non sto solo facendo del mio meglio.&lt;br /&gt;Io non sono lui. Dovrei smettere per questo? E allora De André non lo canta più nessuno? La scelta è, imparare l'inglese e leggere in originale (cosa che consiglio caldamente, anche per i libri che ho tradotto: l'originale è l'originale, insomma!) oppure accettare il gioco, rassegnarsi un po' e accettare che possa capitarvi un traduttore ignorante, irrispettoso, presuntuoso (che spero non sia il mio caso).&lt;br /&gt;E ribadisco, se potete leggete l'originale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E attenzione a non semplificare troppo le cose.&lt;br /&gt;Ci sono traduttori e traduttori, e soprattutto ci sono autori e autori, libri e libri. (E nello stesso libro, ci sono pagine e pagine, ciascuna con la sua storia e le sue scelte, le cose da sacrificare e quelle da compensare in altro modo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi si accosta a, mettiamo, un Dan Brown, DEVE correggere, aggiustare, limare. Perché Dan Brown è un ignorante assoluto, e misteriosamente non ha un editor, o il suo editor è un cugino analfabeta dell'autore, chessò. Avete mai preso in mano "Angeli e Demoni" in inglese? Aah, ve lo consiglio, la lettura comica dell'estate! Non c'è UNA parola in italiano (e sono numerosissime) che sia scritta correttamente. Roba da chiamare i carbonieri... ehm.. i carabinieri, :D  e farlo arrestare.&lt;br /&gt;Che facciamo, per rispetto di Mr. Brown ci teniamo il cardinale camerLEGNO? Ma ci sono intere frasi che sono nella loro stessa essenza assolutamente improponibili, e allora vai, giù col machete. Qualcuno si scandalizzerà? Ma dai! è quella lenza di Dan Brown, suvvìa. Non dico che non vada preso sul serio, ma è un prodotto particolare creato per essere leggero e godibile, e essergli fedeli significa anche appianare appena un po' certe cavolate già che ti capitano per le mani. Con rispetto, ma non reverenziale, ecco. Quando un traduttore parla di riscrittura, usa evidentemente un'iperbole, ma intende questo. Adattare al tempo, al luogo, oltre che alla cultura differente. E correggere le cazzate macroscopiche.&lt;br /&gt;Poi, il concetto di intoccabilità di un libro nasce dall'idea errata che un libro sia solo frutto dell'ingegno solitario di un autore. Purtroppo, o per fortuna, non è così. Ci mettono le mani decine di persone, ci sono editor, revisori di bozze... figure oltretutto ancor più nascoste del traduttore e dell'autore, ma altrettanto fondamentali (e che hanno la disgrazia di non essere mai citate, ma anche la fortuna di avere il traduttore a beccarsi comunque pure le loro colpe). Con tutto ciò, la domanda posta in questo thread era evidentemente retorica e tutti sappiamo la risposta: nessun autore sarà mai disposto ad accettare un intervento massiccio da parte di un traduttore, neanche se necessario, e lo stesso Dan Brown sosterrà che quella del camerlegno è stata una scelta sofferta che voleva esprimere la durezza e infiammabilità del personaggio, e che i carbonieri sono degli ex camerlegni rimasti un po' scottati dagli eventi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma vivaddio non c'è solo Dan Brown (che ci vuole, ma a piccolissime dosi). Ci sono anche libri meravigliosi, splendidi, che ti fanno paura solo a metterci mano, che vanno trattati con i guanti di velluto, per non sciuparne il ritmo, la poesia. Un bravo traduttore passa i suoi bei quarti d'ora (che corrispondono a kilowatt di bolletta da non sapere come pagare, sigh) a cercare l'aggettivo giusto, il finto-sinonimo che ha quella sfumatura in più.&lt;br /&gt;Alla fine devi quasi sempre sacrificare qualcosa. Ci sono giochi di parole intraducibili, e miliardi di approcci a ciascun problema. Metto una nota? Tolgo il gioco di parole? Quale delle due è la soluzione che mi tiene più fedele alle intenzioni dell'autore?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo me il libro dev'essere semplicemente bello e godibile quanto l'originale e dire la stessa cosa.&lt;br /&gt;Non necessariamente le stesse cose, ma fondamentalmente la stessa cosa, e con lo stesso tono di voce, senza sembrare tradotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondariamente, io cerco la fedeltà assoluta, ma NON credo ai discorsi sulla fedeltà.&lt;br /&gt;Nel senso che sono mal posti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fedeltà è un credo, un dogma, e un'illusione.&lt;br /&gt;Forse un ideale, una chimera, un'utopia.&lt;br /&gt;E, in quest'ottica, una cosa nella quale &lt;span style="font-style: italic;"&gt;è necessario credere&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Alla quale mirare.&lt;br /&gt;Sapendo però bene cos'è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il libro dev'essere semplicemente bello e godibile quanto l'originale e dire la stessa cosa, e con lo stesso tono di voce, senza sembrare tradotto... se, posta questa condizione, si può essere il più possibile fedeli alla frase e anche alla parola, magari alla virgola, bene.&lt;br /&gt;Altrimenti, bisogna comunque guardare al senso vero della parola dentro la frase, e della frase dentro al paragrafo, e al paragrafo nel messaggio del libro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un esempio fresco fresco dal libro al quale sto lavorando in questi giorni, una cosa per la quale troverò di certo una soluzione molto stupida (e quindi non prendetela come una lezione di traduzione, non sono all'altezza per stare su una cattedra, è solo una provocazione)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se nell'originale una ragazza dice qualcosa tipo "Wendell must have something up his sleeve", per voi come dovrei tradurlo?&lt;br /&gt;Pensateci bene per favore, se vi occorre consultate un dizionario, prima di continuare a leggere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se poi il protagonista le risponde, "Ma Wendell ha le maniche corte!"?&lt;br /&gt;(Ahaaa, problema! Allora le maniche vanno mantenute?).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se qualche rigo ancora dopo il protagonista vede Wendell e dice, "Sorrido fra me perché oggi Wendell ha le maniche corte"?&lt;br /&gt;(Uh, ma allora devo proprio mantenere le maniche? E il significato della prima frase come lo rendo?)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se, allargando il campo al libro intero, il protagonista fosse un ragazzo che soffre di un lieve autismo e ha problemi a comprendere le espressioni figurate? (Oh, ma allora ci vuole per forza un'espressione figurata che lui deve prendere alla lettera?)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se Wendell [esattamente al contrario del mio stimato collega e amico, persona deliziosa] fosse un bastardo che trama alle spalle del ragazzo? (E quindi non possiamo sostituire con un'espressione figurata presa a caso...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qual è il livello di fedeltà da mantenere?&lt;br /&gt;Qual è la cosa più importante da mantenere e quale cosa possiamo sacrificare?&lt;br /&gt;Siamo sicuri ad esempio, che per mantenere la manica, infilargli un asso sotto il polsino sia la cosa più fedele, per l'insieme del libro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E, alla fine, siamo sicuri che questo gioco di parole debba rubare un pomeriggio intero al nostro lavoro, magari trascurando il resto del libro? :-)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il succo è che la parola perfetta sembra fedele ma può uccidere il paragrafo, snaturando il libro.&lt;br /&gt;Se il termine infedele mi permette di essere fedele al senso generale della frase, o se snaturando la frase salvo il paragrafo, o se storpiando il paragrafo salvo il romanzo, con queste scelte sarò stato fedele o infedele?&lt;br /&gt;Con tutto ciò, io cerco di rispettare ogni parola, anche la virgola. Ma solo quando si può e suona naturale. Nel dubbio, ogni volta che ho un dubbio, io scelgo di essere fedele al lettore... :-)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Carusi&lt;/span&gt;, è un lavoraccio. Ok, fai una cosa splendida, di cui vai fierissimo, e non stai chiuso in una fabbrica. Puoi persino montarti la testa. Però come in ogni fiaba ci sono i cattivi. Il mutuo da pagare, la casa vuota che sembra parlarti e ti getta nell'angoscia, la frase contorta che magicamente il giorno dopo diventa semplice... e quando il lieto fine sembra arrivato, ti arriva la strega cattiva che ce l'ha a morte con l'editore perché magari prima lavorava per quella collana lì e se n'è andata sbattendo la porta ma non ha le... ovaie per attaccarlo direttamente, e dice che la traduzione, chessò, è sciatta, è legnosa (ci sono alcuni aggettivi standard, e altri un po' più ricercati, che si possono gettare a piene mani sul capo del povero traduttore: legnosa, ampollosa, mediocre, incostante, zigrinata, ermafrodita, icignica, cugruffa... un periodo andava fortissimo la parola "corrusco", poi un tizio deve averlo cercato sul dizionario e da quell'istante è del tutto scomparsa dall'uso), magari mostrando chiaramente, e in più punti, di non aver letto davvero il tuo lavoro ma solo qualche nota stampa e degli stralci dell'originale.&lt;br /&gt;Ci sono i recensori fai-da-te di certi blog, che anziché avere quell'approccio gioioso, allegro e ingenuo (dunque puro) del lettore vorace e entusiasta, si mettono a scimmiottare i recensori e le loro frustrazioni... sono i peggiori (non che bastino a rovinarti la giornata, specie se è stata una giornata trascorsa tra le righe di Susan Musgrave... però...). Ci sono quelli che, a prescindere, se amano l'autore, e l'autore ha scritto un libro con la mano sinistra, la colpa è del traduttore (non li biasimo: anch'io per certi album ho dato senz'altro la colpa al pessimo produttore; dentro di me sapevo che non era vero, ma vuoi mettere il conforto?).&lt;br /&gt;Ci sono gli editori che pagano poco e male, e quello lo sappiamo. Ci sono i colleghi che si radunano alle conferenze e si parlano addosso (ma è solo un modo per vincere la solitudine, sappiate... ore e ore tappati in casa sul significato di "polidismorfopalinclasìa", vorrei vedere voi), mentre altri colleghi seduti su un pulpito sopra una nuvoletta stile Goku sparano similitudini esistenzialiste del tipo "la traduzione è un atto d'amore", "la traduzione è sofferenza", "la traduzione è un zufrasso profumato", "la traduzione è la traduzione è la traduzione"... sono tutte cose che fanno male al nostro lavoro, che dovrebbe essere semplicemente: "mettiti lì e traduci, stronzo". Quello che dico sempre è che siamo gli odontotecnici della letteratura. Ogni tanto ci montiamo la testa perché siamo fondamentali, ma... siamo fondamentali. Sarà questa frustrazione data dal non essere scrittori, o sarà forse colpa di quest'epoca sciatta e superficiale e buzzurra, ma quello della letteratura è un mondo pieno di matti e isteriche, e il problema è che si collocano tutti nel percorso puro che dovrebbe congiungere l'autore al lettore (badate, non escludo il primo e i secondi tra i matti e le isteriche, ma la differenza sta nel fatto che sono però le uniche figure indispensabili, e spesso vittime incolpevoli della follia degli altri coinvolti nel percorso).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma alla fine, quello che resta è proprio quel rapporto autore-lettore, e il libro che avete per le mani... avete mai pensato a quanti dei libri che leggete sono tradotti? E quante volte siete andati a leggere il nome del traduttore? Quante volte vi siete chiesti "come sarà in originale?" Sono certo che moltissimi di voi lo fanno.&lt;br /&gt;Beh, adesso, grazie al dannato Feisbukk siamo tutti disponibili e rintracciabili, e potete persino cliccare sull'iconetta del regalino per mandarci a domicilio un bel pesce in faccia quando il nostro lavoro vi ha fatto un effetto Guttalax (può succedere, altroché).&lt;br /&gt;Fatelo.&lt;br /&gt;Fate questo favore alla letteratura, fateci scendere dal trono aureo sulla nuvoletta.&lt;br /&gt;Ma se possibile fatelo con semplicità, con umiltà e gentilezza, vi prego.&lt;br /&gt;Siamo presuntuosi a volte, spesso snob, ma alla fine siamo solo delle persone un po' tristi e e un po' fragili e poco abituate a vedere la luce del sole, come l'uomo di vetro di Amélie.&lt;br /&gt;E soprattutto, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;adoriamo &lt;/span&gt;parlare lungamente di noi stessi e del nostro lavoro, se ci ponete qualche semplice domanda.&lt;br /&gt;A proposito... avrò mica annoiato qualcuno? ;-)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-1436459913333885774?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/1436459913333885774/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=1436459913333885774' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/1436459913333885774'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/1436459913333885774'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2009/08/la-traduzione-e-la-traduzione-e-la.html' title='La traduzione è la traduzione è la traduzione'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-4121190364861482335</id><published>2009-07-14T16:46:00.002+02:00</published><updated>2010-06-24T12:03:48.408+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_sVRR-LQBCYA/SlyadWyI8xI/AAAAAAAAAE4/wxvE9rulYE0/s1600-h/14+luglio+sciopero+blogger.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 269px; height: 258px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_sVRR-LQBCYA/SlyadWyI8xI/AAAAAAAAAE4/wxvE9rulYE0/s400/14+luglio+sciopero+blogger.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5358327485786813202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-4121190364861482335?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/4121190364861482335/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=4121190364861482335' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/4121190364861482335'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/4121190364861482335'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2009/07/blog-post.html' title=''/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_sVRR-LQBCYA/SlyadWyI8xI/AAAAAAAAAE4/wxvE9rulYE0/s72-c/14+luglio+sciopero+blogger.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-2498318276648320201</id><published>2009-07-13T03:48:00.006+02:00</published><updated>2010-06-24T12:03:48.409+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'></title><content type='html'>Ehi, Yari. Ho poche cose da dirti, e le sento tutte stupide e inadeguate.&lt;br /&gt;Non ho moralismo da quattro soldi per te, né prediche, non voglio nemmeno essere compassionevole o serio, men che meno triste o commovente. Ti mancherei di rispetto e non voglio.&lt;br /&gt;Noi non ci conosciamo, non so niente di te, ma per me è un onore averti fatto ridere, un onore immenso e ci penso da tutto il giorno.&lt;br /&gt;Spero tanto che ripassi di qui prima possibile per leggere questa cosa.&lt;br /&gt;Vorrei solo dirti soltanto: guarda che è una cosa normale.&lt;br /&gt;Ti dico di più, è una cosa così diffusa che non ci crederesti.&lt;br /&gt;C'è quel brano dei Police, in cui un naufrago si sveglia un giorno e scopre che il mare è tutto ricoperto di s.o.s. in bottiglia, hai presente? Una marea di naufraghi. Ma superato questo momento c'è dell'altro, e non te lo puoi perdere perché ti stupirà, capisci? È un film che a un certo punto cambia totalmente trama, se sai aspettare. E se magari intanto che aspetti provi a stravolgere tutto. C'è anche gente fantastica che per lavoro si occupa di tirare la gente fuori da quel pozzo nero che sembra senza fondo né uscita, ma se te lo dico mi prenderai per uno che ti giudica o che ti tratta da persona malata, e non voglio. Però ci sono e funzionano, sappilo.&lt;br /&gt;Volevo solo essere certo di averti detto tutte queste cose. Leggile e avvertimi quando l'hai fatto, così poi decido se cancellarle. Non amo parlare di questo tipo di cose ma ci tenevo a raggiungerti.&lt;br /&gt;Ti prometto che chiusa questa parentesi torno a farti ridere con qualche altra cazzatina delle mie. Magari uno di questi giorni ti faccio una lista (a modo mio ovviamente) di tutte quelle cose che non ti puoi assolutamente perdere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-2498318276648320201?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/2498318276648320201/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=2498318276648320201' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/2498318276648320201'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/2498318276648320201'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2009/07/ehi.html' title=''/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-2596113595493007338</id><published>2009-07-11T14:24:00.003+02:00</published><updated>2010-06-24T12:03:48.410+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stoccolma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nuntereggaepiù'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Rivelazioni scioccanti su Michel Jackson</title><content type='html'>Michael Jackson sarà sepolto senza cervello: l'organo doveva essergli asportato per effettuare alcuni esami ma non è stato purtroppo trovato all'interno della scatola cranica. Gli esami post mortem in corso intendevano mostrare eventuali presenze ematiche nell'alcol venoso e rivelare delle eventuali, benché improbabili, condizioni di salute, ma la sorpresa ha chiarito ogni interrogativo, se non sulla morte, quantomeno sulla vita del noto re del pop. &lt;p&gt;La notizia, che sarà pubblicata domani in anteprima dal quotidiano londinese "Mirror", spiega infatti una volta per tutte la genesi di brani come "Heal the world", lo schiarimento della pelle, la mossa di danza del tirarsi su prendendosi per le palle, il furto della linea melodica di un brano di Al Bano, i nomi Prince Michael e Prince Michael II dati a due dei figli (ma si vocifera anche l'esistenza di un piccolo Prince Michael Remixed, allevato nei sotterranei di Neverland), e soprattutto il matrimonio con quel cesso di Debbie Rowe.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;"Adesso capisco tante cose," rivela la sorella Janet. "Ultimamente, negli ultimi trentasei anni intendo dire, era un po' strano. In questi ultimi mesi per motivi igienici non meglio specificati non voleva più usare lo spazzolino, schizzava il dentifricio per aria e cercava di strofinarcisi i denti al volo."&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Il coroner, gravemente insospettito dalla scoperta, ha rivelato la sua intenzione di proporre una tac a tappeto anche sulla scatola cranica di tutti gli individui che negli ultimi giorni, dopo esserne strafottuti alla grande per anni e avergliene dette di tutti i colori, adesso tributano omaggi, acquistano dischi, scrivono frasi idiote e commosse nei siti web e piangono per la morte del loro ex ex-idolo. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le autorità stanno anche prendendo in considerazione di porre in stato di arresto in quanto individui socialmente pericolosi tutti i deejay che nelle ultime due settimane hanno pensato bene di passare durante le loro serate almeno un brano di Jacko, e sottoporli a una perizia psichiatrica prima di rimetterli in libertà.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Intanto il mondo si raccoglie intorno alla salma recitando come un mantra le sue parole più toccanti: "And the whole world has to answer right now just to tell you once again who's bad."&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-2596113595493007338?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/2596113595493007338/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=2596113595493007338' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/2596113595493007338'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/2596113595493007338'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2009/07/rivelazioni-scioccanti-su-michel.html' title='Rivelazioni scioccanti su Michel Jackson'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-581624500014396594</id><published>2009-07-04T16:17:00.001+02:00</published><updated>2010-06-24T12:03:48.411+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stoccolma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Adamo</title><content type='html'>Dici di avermi visto prendere delle mele dall'albero!&lt;br /&gt;Vergogna!&lt;br /&gt;Con tutta la frutta che ho!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò è un'indegnità e lo dimostrerò nelle sedi apposite, che deciderò appena lo vorrò se ne avrò tempo e se non mi annoio, tanto che importa, ormai sono stato accusato ingiustamente per aver preso ogni genere di frutto, e ciò dimostra che non-posso-essere-no un ladro di mele. In secondo luogo, d'ora in poi nessuno osi farsi gli affari degli altri, soprattutto i miei, né tantomeno sorvegliare i meleti, chi lo vuole dovrà eventualmente munirsi di sistema d'allarme rotto o disattivabile da ladri autorizzati.&lt;br /&gt;Aaaah, e dici che mi hai visto. Hai visto male!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come come? Hai pure le riprese, dici? Ma non eri autorizzato!&lt;br /&gt;La gente non è stupida, e sa bene che questi complotti, orditi da io so bene chi, e so bene perché, servono solo a gettare fango su persone rispettabili che lavorano per il frutteto di tutti e si appropriano delle mele solo per verificarne il gusto e distribuire torsoli ai più bisognosi, ma ovviamente non mi metto qui a pubblicizzare queste mie opere di bene che sono affar mio. Comunque, il problema non mi tange, perché è ormai stabilito, da me, che sono innocente, e che soprattutto chi occupa il mio ruolo può mangiare tutte le mele che vuole, e nessuno mi può giudicare soprattutto se ritiene che io sia colpevole. È legge ormai! E poi tu che parli, ti piacciono le mele, no? E non vorresti un mondo in cui chiunque, trovandosi liberamente e democraticamente al mio posto, possa mangiare tutte le mele che vuole? Lasciate in pace il nostro consorzio, che ha fatto tante cose che non voglio stare a elencare e ne farà ancora che non mi vengono in mente ma sono tante, e poi sono ben altri i problemi dell'agricoltura, per esempio le grandinate, quelle sì! Stiamo provvedendo a punirle aspramente e a respingerle nei campi confinanti, tant'è che quest'anno sono diminuite del 124, no, 241, no, 412, percento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma datemi fiducia, e basta con questo pessimismo.&lt;br /&gt;Cronc, cronc, cronc.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-581624500014396594?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/581624500014396594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=581624500014396594' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/581624500014396594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/581624500014396594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2009/07/adamo.html' title='Adamo'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-2964161431336621375</id><published>2009-06-21T15:26:00.002+02:00</published><updated>2010-06-24T12:03:48.412+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stoccolma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Come preparare un'ottima insalata di pterodattilo</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Affettare e tagliare a grossi cubetti le chiappette di pterodattilo fresche (che avrete preventivamente immerso per quattordici ore in un misto di aceto di mele e succo di melastella).&lt;br /&gt;Se lo pterodattilo dovesse lamentarsi, dategli da mangiare del tofu, ne è ghiotto.&lt;br /&gt;A parte, in una terrina, mescolate succo di limone e della farina d'avena (ottenuta essiccandola e tritandola per bene), fino a ottenere un impasto simile a maionese (con la sola differenza che la maionese non canta "Noi puffi siam così").&lt;br /&gt;Gettate via l'impasto ottenuto, e friggete i cubetti di pterodattilo in abbondante olio di avocado bollente, fino a dorarli per benino. Ricuciteli uno per uno al loro posto -giustapponendo lattuga e citrangoli- sul posteriore dello pterodattilo, che disporrete su un piatto da portata dall'apertura alare di circa ventisei metri.&lt;br /&gt;Lo pterodattilo, come appositamente addestrato, girerà fra tutti i commensali porgendo le terga, premiato di volta in volta con pezzettini di tofu lanciati per aria, che la bestiola afferrerà con la lingua prensile per la gioia di tutti, grandi e piccini.&lt;br /&gt;Questa ricetta fu ideata in occasione della prima elezione, tramite televoto, del noto fotografo Fa****io Co**na a presidente della repubblica, nel lontano 2011.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;disclaimer: noi amiamo gli animali. Nessuno pterodattilo è stato realmente ferito durante la digitazione di questa ricetta.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-2964161431336621375?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/2964161431336621375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=2964161431336621375' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/2964161431336621375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/2964161431336621375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2009/06/come-preparare-unottima-insalata-di.html' title='Come preparare un&apos;ottima insalata di pterodattilo'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-1416577781899752927</id><published>2009-06-05T11:25:00.002+02:00</published><updated>2010-06-24T12:03:48.413+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='E cantava le canzoni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nuntereggaepiù'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>The Buyer</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Soccer teams and supermarkets,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;TV networks and the press,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;mass opinions, dreams and mindfuck&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;the premiership and all your debts&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;You bought it all&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;You fucked it all up&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;You bought it all&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;You fucked it all up&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;When we work, we work for you&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;what we pay, we pay it to you&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;what we had is owned by you&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;what we had is owned by&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Servants, assholes, freaks and dancers&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;unctuous kicklines of bootlickers&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;mobsters kissass priests and newsmen&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;you even bought your own adversaries&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;You bought it all&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;You fucked it all up&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;You bought it all&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;You fucked it all up&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lawyers, Judges, the laws themselves&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;the same concept of impunity&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;you even bought your own adversaries&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;they’re all bowing down to Idiocracy&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;You bought it all&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;You fucked it all up&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;You bought it all&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;You fucked it all up&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(un brano dei miei &lt;a href="http://www.myspace.com/LH3S"&gt;Long Hair In Three Stages&lt;/a&gt;, a mo' di promemoria pre-elettorale, nel caso vi foste scordati cosa sta succedendo.)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-1416577781899752927?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/1416577781899752927/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=1416577781899752927' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/1416577781899752927'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/1416577781899752927'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2009/06/buyer.html' title='The Buyer'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-4330041832240195383</id><published>2009-05-26T12:39:00.003+02:00</published><updated>2010-06-24T12:03:48.414+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nuntereggaepiù'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>"Noemi è illibata"</title><content type='html'>Come direbbe il mio compaesano: "Evviva staminchia."&lt;br /&gt;Ma in che cazzo di nazione siamo? Disgusto disgusto disgusto disgusto disgusto disgusto disgusto disgusto disgusto, questa storia mi fa schifo da tutti i lati la si guardi, mi fa schifo Berlusca, mi fa schifo tutta la famiglia Letizia, mi fanno schifo i telegiornali, la destra, la sinistra, mi fa schifo il Giornale e pure la Repubblica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-4330041832240195383?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/4330041832240195383/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=4330041832240195383' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/4330041832240195383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/4330041832240195383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2009/05/noemi-e-illibata.html' title='&quot;Noemi è illibata&quot;'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-9088304724969096786</id><published>2009-05-20T12:34:00.003+02:00</published><updated>2010-06-24T12:03:48.415+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Gaiman!!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_sVRR-LQBCYA/ShPdD7k5riI/AAAAAAAAAEw/sJpIK1i5Slo/s1600-h/2697682.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 143px; height: 220px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_sVRR-LQBCYA/ShPdD7k5riI/AAAAAAAAAEw/sJpIK1i5Slo/s400/2697682.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337853042965982754" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Eccolo qui, il nuovo Gaiman tradotto dal vostro Yako.&lt;br /&gt;Ecco la sinossi ufficiale...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Ogni mattino Bod fa colazione con le buone cose che prepara la signora Owens. Poi va a scuola e ascolta le lezioni del maestro Silas. E il pomeriggio passa il tempo con Liza, sua compagna di giochi. Bod sarebbe un bambino normale. Se non fosse che Liza è una strega sepolta in un terreno sconsacrato. Silas è un fantasma. E la signora Owens è morta duecento anni fa. Bod era ancora in fasce quando è scampato all'omicidio della sua famiglia gattonando fino al cimitero sulla collina, dove i morti l'hanno accolto e adottato per proteggerlo dai suoi assassini. Da allora è Nobody, il bambino che vive tra le tombe, e grazie a un dono della Morte sa comunicare con i defunti. Dietro le porte del cimitero nessuno può fargli del male. Ma Bod è un vivo, e forte è il richiamo del mondo oltre il cancello. Un mondo in cui conoscerà l'amicizia dei suoi simili, ma anche l'impazienza di un coltello che lo aspetta da undici lunghissimi anni..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Che altro aggiungere? Io ci ho visto anche dell'altro; immaginate un bimbo costretto dagli eventi a crescere nella collina di Spoon River, o un Harry Potter al contrario che vive da diverso, da semplice essere umano e mortale, in un mondo dove tutti possono tranquillamente attraversare i muri e svanire (anzi, Svanire) e che solo con il tempo riuscirà a comprendere il valore incalcolabile di essere vivi, e l'importanza del solo enorme potere magico che solo noi viventi abbiamo, quello di riuscire a mutare il corso degli eventi.&lt;br /&gt;Davvero un gran bel libro, da leggere tutto d'un fiato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-9088304724969096786?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/9088304724969096786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=9088304724969096786' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/9088304724969096786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/9088304724969096786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2009/05/gaiman.html' title='Gaiman!!'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_sVRR-LQBCYA/ShPdD7k5riI/AAAAAAAAAEw/sJpIK1i5Slo/s72-c/2697682.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-8870913310280083040</id><published>2009-04-20T23:41:00.003+02:00</published><updated>2010-06-24T12:03:48.415+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Oh Syd, you saw through the dark...</title><content type='html'>Quando si parla di Syd Barrett, le prime cose che vengono in mente (appena dopo il nome della sua ingombrante, fondamentale, fenomenale, idolatrata, a tratti fraintesa band) sono il suo sguardo intenso e un po' inquietante, la fragilità, la genialità, il destino tragico e ingiusto, così umano e così scioccamente favoleggiato (io stesso temo di averlo ricordato in questi termini, quando è morto); o il triste profetico appellativo "vegetable man" tratto da uno dei suoi brani (nulla di più errato, di meno puntuale, in realtà: uno schizofrenico è l'esatto opposto di un vegetale, lo dico senza alcuna retorica: è lui che corre troppo, troppo veloce, siamo noi i vegetali per lui semmai, fermi al palo e incapaci di seguire il suo pensiero).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma c'è dell'altro: c'è anche una deliziosa gioiosità in certe sue canzoni, una geniale leggerezza che spesso si dimentica, e che forse è la cifra più interessante, quella da ricordare e che forse avrebbe segnato il suo percorso musicale se la malattia mentale non gli avesse impedito di scrivere ancora.&lt;br /&gt;Ben pochi artisti al mondo, presenti e passati, si possono paragonare a Barrett, e sempre a rischio di essere linciati. Robyn Hitchcock su tutti, e pochi, pochissimi altri. Ma io oggi voglio pronunciare questa bestemmia, invitarvi all'ascolto di un brano che magari non avrà nulla di oggettivamente barrettiano (e scritto poi da una band che ha &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tutto &lt;/span&gt;da invidiare agli inimitabili primi Floyd, sia chiaro, anche se il loro album ha &lt;span style="font-style: italic;"&gt;qualcosa&lt;/span&gt;, qualcosa di stuzzicante e di semplice, di vero... sta di fatto che da una settimana continuo a canticchiare la frase "Blake's got a new face", coretti compresi, irritando tutti quelli che mi stanno intorno) ma che nondimeno mi ha stuzzicato certi neurorecettori che la generosa previdente madre natura ha predisposto nel cervello umano esclusivamente per la fruizione di Syd Barrett, e certi altri che non mi si accendevano più dai tempi dei Camper Van Beethoven di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Our beloved revolutionary sweetheart&lt;/span&gt;. Eccovi il testo (probabilmente inesatto, lo riporto come l'ho trovato in un sito): cercate, ascoltate e poi ditemi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vampire Weekend&lt;br /&gt;"Bryn"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ion displacement&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Won't work in the basement&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Especially when I'm not with you&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Here in the heartland&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A feelin so startlin'&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;I dont know what I should do&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Oh Bryn, you see through the dark&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Right past the fireflies that sleep in my heart&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;You know its easy to see&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Wait for the season to come back to me&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nights by the ocean&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A westerly motion&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;That moves California to sea&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Eyes like a seagull&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;No kansas palm beetle&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Could ever come close to that free&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Oh Bryn, you see through the dark&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Right past the fireflies that sleep in my heart&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;You know its easy to see&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Wait for the season to come back to me...&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-8870913310280083040?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/8870913310280083040/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=8870913310280083040' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/8870913310280083040'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/8870913310280083040'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2009/04/il-piacere-della-leggerezza.html' title='Oh Syd, you saw through the dark...'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-7558016978901296220</id><published>2009-04-15T10:28:00.009+02:00</published><updated>2010-06-24T12:03:48.416+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='E cantava le canzoni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Rompendo l'orizzonte di attesa (How to become a rockstar, episode 2)</title><content type='html'>Il mese di agosto del 2006 è stato uno dei più strani e appassionanti della mia vita. Non ho la più pallida intenzione di stare qui a raccontarvi cosa voglia dire diventare padre, l'hanno già detto e raccontato tutti mille volte in un milione di modi, è una cosa molto intima e personale che non voglio condividere qui, non ora, non così, e di certo non di sfuggita in un post che parla d'altro. Quel che mi serve di raccontare qui è che, se in quel momento così speciale non avessi già avuto una band (o comunque vogliate chiamare quell'accozzaglia di gente, quel progetto sconclusionato che allora era la band), di certo da quel mese di agosto non avrei avuto l'impulso, il coraggio, il tempo e probabilmente neanche il desiderio di metterne su una. Ma, tant'è, e tanto meglio, la band ("Smoothon"?) in qualche modo c'era. A settembre mi arriva un sms di Fabio, il chitarrista: Simone s'è dato, mi spiega; e mi chiede se sono ancora della partita.&lt;br /&gt;Massì, il tempo di organizzarmi un po'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci si incontra davanti al bar Etna, dove tutto è cominciato (almeno per me). È il classico bar che trovi furbescamente piazzato in un posto di passaggio, in un punto di raccordo fra i sobborghi della città, l'autostrada e le mille possibili direzioni verso i paesi dell'hinterland, dove tutti hanno un motivo per fermarsi, ma senza lo squallore che ti aspetteresti in un posto del genere, a parte quello occasionale di certi avventori. Beviamo un whisketto un po' scazzati. Bisogna trovare un nuovo batterista, e di conseguenza una nuova sala prove.&lt;br /&gt;Cominciamo una serie di session in una sala prove a ore, da un certo Edoardo, il profumo di carne arrosto (ma &lt;span style="font-style: italic;"&gt;non è &lt;/span&gt;carne arrosto) perennemente nell'aria. Mettiamo annunci sui giornali, proviamo diversi batteristi. Uno è troppo pulitino e scolastico, l'altro viscerale e selvaggio ma non riesce a tenere il tempo (e ha il coraggio di dire, con una zeppola da Guinness dei primati: "Ma carufi, shertu che appoi mi carricu e pigghia velofità, chisto è u rock!"); uno non capisce che genere facciamo (ma d'altronde, neanche noi), l'altro va bene, sì, ma c'è qualcosa che però.&lt;br /&gt;È il blues (essì, avevamo un blues... titolo esatto: "Tickin' love blues", yeah!) lo spietatissimo banco di prova per gli aspiranti drummer della band senza nome ("The Kubricks"?), davanti al quale tutti presto o tardi si arrendono. Siamo dei cazzari che a malapena sanno tenere in mano lo strumento (parlo anche delle mie corde vocali), ma abbiamo pretese elevatissime! Fuori un altro. Passano le settimane, fumata nera dopo fumata nera. Non ci accontentiamo. Non ci arrendiamo. Ma non ci crediamo quasi più. Non basta un bravo batterista. Ci vuole la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;persona &lt;/span&gt;giusta. Il pezzo del puzzle.&lt;br /&gt;Un giorno il nostro Roberto incontra a un semaforo un batterista suo amico di vecchia data, si catapulta giù dalla macchina e lo costringe a venire a provare con noi da Edoardo, appena può.&lt;br /&gt;Si chiama Emanuele, che vuol dire "Dio è con noi", e mai nome fu più calzante. Anche lui cercava una band. Alla prima prova azzecca tutto, inventa tutto il resto, pesta come un dannato, preciso come un metronomo, tribale e fantasioso. Ci guarda interrogativo. Ci guardiamo l'un l'altro anche noi, con un mezzo sorriso che è il tentativo di trattenere una risata isterica; sì, è lui.&lt;br /&gt;Non ci crede quando gli diciamo che siamo soddisfatti, che ci piace. Non ci crede, e non ci crederà per mesi e mesi. Chiunque vorrebbe un batterista così, ma lui fa le battute come un ragazzino geloso alla sua nuova fidanzata. "Sì, tanto ora mi sostituite," dice, sorridendo. Ogni volta che si parla di Simone chiede sempre com'era tecnicamente (inutile insistere a dirgli che era una capra). Ogni volta che si nomina un batterista, chiede se è meglio o peggio di lui. Non sembra rendersi conto che a nessuno di noi interessa la classifica dei batteristi, come a una ragazza innamorata non interessa chi ce l'ha più lungo; e non si rende conto di essere entrato in una band di dilettanti, e di esserne un po' la star.&lt;br /&gt;Ma da quel momento tutto cambia, siamo tutti migliori, tutti focalizzati, tutti in qualche modo... sì, tutti in qualche modo bravi, interessanti, tutti veramente dentro al progetto. La band nasce lì, in quello strano novembre, e ha già una sua chiara identità dal primo istante in cui arriva Emanuele. Iniziamo a tirar giù come niente fosse brani già compiuti, nascono di getto Hate Song #1 e Nothing ("nel finale chi entra prima? la batteria, la chitarra o il basso?" "facciamolo tre volte," dico io, "con tutte e tre le combinazioni!"). Durante le pause fumiamo decine di sigarette e parliamo dell'ambiente catanese, dei locali radical-snob e inarrivabili, delle serate live. Nominano posti di cui non avevo neppure mai sentito parlare, come il Mer, e altri ben noti anche a chi come me non frequenta da anni i pub catanesi: la Chiave, la Cartiera, la Zō. Ma te l'immagini, suonare in un locale davvero? Parliamo per l'ennesima volta del nome della band -abbiamo tutti delle proposte ma a ognuno piacciono solo le sue... io vorrei tanto "The Lesbians"- e di altre cose che ci sembrano avvincenti, distanti ed enormi, ed è divertentissimo fare questi sogni improbabili di rock'n'roll come i ragazzini di Ligabue, ma il tutto virato in colori noise-indie.&lt;br /&gt;Quando rientriamo propongo di inventarci un brano di apertura per spiazzare la gente, una cosa simile a quando i musicisti provano all'inizio dei live, ciascuno per i fatti suoi, senza badare gli uni agli altri. I ragazzi sono perplessi, ma l'idea di fare qualcosa di forte per aprire la scaletta rompendo l'orizzonte d'attesa piace. Cominciamo a improvvisare, ecco un ritmo tribale, inesorabile, il basso lo asseconda, la chitarra disegna una scala tutta sua.&lt;br /&gt;Per le mani ho l'elenco dei nomi per la band (For ladies only? Long Hair In Three Stages? Love in exile? The Singles? Metal Machine? The Playbacks? Psycho Candy? Smooth-on?) e non sapendo che fare mi metto a urlare quelle parole, nell'ordine esatto in cui le vedo scritte. Wow. Funziona. Funziona!&lt;br /&gt;Ladies and gentlemen, in this very moment we are Breaking the Horizon of (your) Expectation! Me la vedo già, la gente sconvolta, perplessa, divertita, sotto il palco.&lt;br /&gt;Chissà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[continua]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-7558016978901296220?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/7558016978901296220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=7558016978901296220' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/7558016978901296220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/7558016978901296220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2009/04/rompendo-lorizzonte-di-attesa-how-to.html' title='Rompendo l&apos;orizzonte di attesa (How to become a rockstar, episode 2)'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-5725616059977683521</id><published>2009-04-06T21:57:00.006+02:00</published><updated>2010-06-24T12:03:48.417+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>All'unnici di Jinnaru a vintin'ura a Jaci senza sonu s'abbalava cui sutta li petri e cui sutta li mura e cui a misericordia chiamava</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Guardando le immagini del terremoto in Abruzzo -quelle pochissime immagini che mi sono concesso di guardare- mi è venuto istantaneamente di chiedermi cosa succederebbe, anzi cosa succederà, quando toccherà &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: verdana;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terremoto_del_Val_di_Noto"&gt;nuovamente&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt; a Catania. Probabilmente non sapremo neppure aiutarci a vicenda a tirarci fuori dalle macerie, figurarsi ricostruire qualcosa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Da Wikipedia, voce "Terremoto del Belice".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[...]Tra i 14 centri colpiti dal sisma vi furono paesi che rimasero completamente distrutti: Gibellina, Poggioreale, Salaparuta, Montevago. Le vittime furono 370, un migliaio i feriti e circa 70 000 i senzatetto. Si ricordano gli altri paesi e cittadine che hanno subito danni ingenti: Menfi, Partanna, Camporeale, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Sciacca, Santa Ninfa, Salemi, Vita, &lt;span class="mw-redirect"&gt;Calatafimi&lt;/span&gt;, Santa Margherita di Belice.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il terremoto del 1968 mise drammaticamente a nudo lo stato di arretratezza in cui vivevano quelle zone della Sicila occidentale, in primo luogo nella stessa fatiscenza costruttiva delle abitazioni in tufo, crollate senza scampo sotto i colpi sussultori del sisma. Le popolazioni di quei paesi erano composte in gran parte da vecchi, donne e bambini, visto che i giovani e gli uomini erano già da tempo emigrati in cerca di lavoro. Questo dato rappresentava il disagio sociale che lo Stato conosceva e trascurava, così come trascurò le conseguenze del sisma, che hanno rappresentato, in fatto di calamità naturali, uno dei primi, e tristemente celebri, &lt;i&gt;casi italiani&lt;/i&gt; nella storia del dopoguerra: l'impreparazione logistica, l'iniziale inerzia dello Stato, i ritardi nella ricostruzione, le popolazioni costrette all'emigrazione, lo squallore delle baracche per coloro che restavano. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Anche i successivi e tardivi stanziamenti economici per la ricostruzione diedero luogo ad &lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;opere faraoniche spesso inutili, quali la città di Gibellina, issata a vessillo della ricostruzione in quanto progettata da famosi architetti e artisti&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;ma assolutamente mal pensata in merito al fattore più importante che sta alla base della ripresa economica, ovvero l'occupazione lavorativa per gli abitanti e i luoghi di socializzazione degli abitanti. Si pensi che&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt; la ferrovia Salaparuta-Castelvetrano che collegava la maggior parte dei centri dell'area terremotata con la zona costiera, distrutta dal sisma non venne mai più ricostruit&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;a&lt;/span&gt;, nonostante avesse un buon traffico viaggiatori.&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Venne finanziata e costruita l'autostrada Palermo-Mazara del Vallo, che venne soprannominata da molti &lt;/span&gt;&lt;i style="font-weight: bold;"&gt;l'autostrada del deserto&lt;/i&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;, al posto della viabilità ordinaria dissestata, invece di far fronte alla ricostruzione della viabilità ordinaria di collegamento tra i centri abitati, opera più essenziale ed urgente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;, che invece languì per lungo tempo&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: verdana;font-family:arial;" &gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Gli anni che seguirono il terremoto furono costellati da &lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;appalti, buone intenzioni, proclami, stanziamenti&lt;/span&gt;. Fatto sta che &lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;ancora oggi non tutto è stato ricostruito&lt;/span&gt;; e tornano così attualissime le lotte che &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Danilo_Dolci" title="Danilo Dolci"&gt;Danilo Dolci&lt;/a&gt; intraprese a favore della popolazione e contro il malaffare politico-mafioso. Leggendario l'impegno da lui profuso, le frasi scritte sui muri dei ruderi, quali: "La burocrazia uccide più del terremoto", "Qui la gente è stata uccisa nelle fragili case e da chi le ha impedito di riappropriarsi della vita col lavoro", &lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;"Governanti burocrati: si è assassini anche facendo marcire i progetti"&lt;/span&gt; per sensibilizzare l'opinione pubblica nazionale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-5725616059977683521?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/5725616059977683521/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=5725616059977683521' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/5725616059977683521'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/5725616059977683521'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2009/04/allunnici-di-jinnaru-vintinura-jaci.html' title='All&apos;unnici di Jinnaru a vintin&apos;ura a Jaci senza sonu s&apos;abbalava cui sutta li petri e cui sutta li mura e cui a misericordia chiamava'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-1532546989777697808</id><published>2009-04-06T15:31:00.004+02:00</published><updated>2010-06-24T12:03:48.418+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nuntereggaepiù'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Il mio (s)concerto*</title><content type='html'>Ma l'avete sentita?&lt;br /&gt;La versione di "Nel blu dipinto di blu" cantata da questa Silvia Di Stefano? Gente, da brividi.&lt;br /&gt;Brividi di orrore e disgusto, intendo. Un'esibizione muscolare, atletica, di canto, priva di gusto, di senso della misura, del benché minimo rispetto per il brano (e per le orecchie dell'ascoltatore, e per la Musica in genere). Una base roboante, pacchiana, orrenda, senza capo né coda, una specie di demo da tastiera Roland tutta spacchieppìrita (la Di Stefano, sicula anche lei, capirà), dance stantìa e superultraurcachestrajazzfusionminchia, sulla quale la poveraccia sbraita senza poesia (e certo senza badare alle parole, al concetto stesso di "interpretazione").&lt;br /&gt;Di certo la peggior cover che io abbia mai udito in vita mia (e ne ho udite parecchie), probabilmente la peggiore che sia mai stata fatta nella storia della musica -roba da dimenticare il già orrido sacrilegio negramariano, che slitta al secondo posto (no, terzo: "La città vuota" di Fiorello resiste in seconda posizione). Ovviamente in heavy rotation su Radio Italia, spinta dal solito hype furbetto sulle vagonate di ascolti su internet (basta dare cinque euro a due poveracci per cliccare "refresh" ogni tre secondi... ma se anche fosse vero, machissenefrega). Ma se è vero, è mai possibile che nessuno tra le millantate orde di ascoltatori sul web abbia osato dire che questa cover è un'orrenda, colossale puttanata? Uhmmm.&lt;br /&gt;Un'utilità però forse ce l'ha: è un perfetto esempio di cosa &lt;span style="font-style: italic;"&gt;non &lt;/span&gt;dev'essere un cantante -la immagino adottata in migliaia di corsi di canto come esempio in negativo- e  una dimostrazione pratica del fatto che avere una voce potente, e padroneggiare la tecnica per usarla, non basta per dire di saper cantare.&lt;br /&gt;Come diceva il professor Fontecedro di Luttazzi: Disgustorama!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;*Umberto Bindi&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-1532546989777697808?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/1532546989777697808/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=1532546989777697808' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/1532546989777697808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/1532546989777697808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2009/04/il-mio-sconcerto.html' title='Il mio (s)concerto*'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-4433355076493823279</id><published>2009-04-01T13:05:00.001+02:00</published><updated>2010-06-24T12:03:48.419+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='E cantava le canzoni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stoccolma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nuntereggaepiù'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Quindici cose che una band credibile non dovrebbe mai fare</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;1. Chiamarsi con uno di quei nomi altisonanti che finiscono per A e che in genere non significano nulla, tipo "Smalegma", "Melesgria", "Suspansia", "Fristinpsia".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;Dire stronzate tipo: "Minchia, però noi siamo molto più bravi di quelli lì!"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;3. Inserire nella line-up una tastiera da suonarsi con effetto pianoforte, o viceversa un commodore 64 con la colonna sonora di The Last Ninja per fare i fighi suburbani neo-passatisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;Inserire nella line-up &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;una di quelle cantanti olimpioniche &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;che si vestono con le borchie &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;stile Suicide Girls e ti sanno fare precisa precisa "What's up" dei Four non blondes o "Nobody's wife" di Anouk, e delle quali puntualmente s'innamoreranno (parimenti ricambiati) tanto il chitarrista che il bassista, senza che l'uno sappia dell'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;Copiare i Killers, o gli Interpol, o i Franz Ferdinand, o gli Arctic Monkeys, o gli Editors (che già tutte sono già di per sé imitazioni di altra roba peraltro molto migliore) per imitare il sound del momento (e poi magari essere costretti a rincorrere quello del momento successivo, fino allo sfinimento o alla vecchiaia).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;6. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;Fare la trecentosettesima cover punk di una sigla dei cartoni animati. Bastaaaaaa! Una volta era carino e divertente, adesso non lo è più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;7. Scrivere la settemilaottocentoseiesima pippa italiana dal titolo "Vertigine emozionale", "Spirali d'aria" o minchiate simili, magari con la precisa convinzione che tutte le radio d'Italia faranno a cazzotti per mandarla in onda.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;8. Farsi produrre negli USA da Corrado Rustici o da uno sconosciuto che però è ammericano, minchia (e magari è un ammericano che da piccolo i compagnetti gli appiccicavano le ggomme ammericane dentro le orecchie e adesso è sordo come un babbuino autistico).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9a. Dopo qualche anno di onorata carriera abbandonare (magari dicendosi amaramente delusi dal pubblico) i percorsi più difficili per tentare la via del pop.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;9b. Dopo qualche anno di onorata carriera abbandonare (magari dicendosi amaramente delusi dal pubblico) il rock per darsi all'elettronica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;9c. Dopo qualche anno di onorata carriera abbandonare (magari dicendosi amaramente delusi dal pubblico) la musica suonata per diventare deejay.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;9d. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;Dopo qualche anno di onorata carriera abbandonare la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;vita umana e ridursi a dei vegetali peggio di Syd Barrett mettendosi a suonare, ogni martedì e sempre nello stesso pub, blues pieni di svisate e la sigaretta accesa in bocca con la faccia imperturbabile come durante a una partita di scopone scientifico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;9e. Dopo qualche anno di onorata carriera (magari dicendosi amaramente delusi dal pubblico) imitare Ian Curtis e suicidarsi. Non è più di moda, basta! E poi dice che il rock porta sfiga...&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;10. Schifare gli applausi e abbandonare tutte le canzoni più melodiche o di maggior presa considerandole quasi una colpa da espiare, per concludere l'esistenza rinchiusi in uno sgabuzzino mentale foderato di stridii e feedback.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;11. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;Ubriacarsi a ogni live &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;come un tacchino ungherese "&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;per vincere l'emozione".&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;12. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;Spiegare/giustificare pubblicamente le proprie scelte, soprattutto quelle teoricamente inspiegabili, folli o imbarazzanti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;13. Suonare tristissime cover davanti a ragazze bionde lampadate in minigonna al trist'errimo Waxy's pub di Catania.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:100%;" &gt;14. Farsi delle foto con il labbro pendulo e l'espressione da rottweiler bastonato e bisognoso di coccole, virate seppia o con quella grana marroncina fasulla che dà tanto l'effetto "minchia che virili poeti suburbani".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;15. Stilare liste di cose che una band seria non dovrebbe mai fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(da &lt;a href="http://www.myspace.com/LH3S"&gt;www.myspace.com/LH3S&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-4433355076493823279?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/4433355076493823279/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=4433355076493823279' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/4433355076493823279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/4433355076493823279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2009/04/quindici-cose-che-una-band-credibile.html' title='Quindici cose che una band credibile non dovrebbe mai fare'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-4687150435892155247</id><published>2009-03-18T10:49:00.006+01:00</published><updated>2010-06-24T12:03:48.420+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nuntereggaepiù'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Quasi quasi divento stupido</title><content type='html'>Pensavo, potrei semplificarmi la vita; potrei essere un po' più semplice e più felice.&lt;br /&gt;Potrei smettere di pensare, potrei riuscirci. Potrei  diventare veramente stupido. Sono certo che la predisposizione non mi manca, basterebbe un piccolo sforzo iniziale.&lt;br /&gt;Potrei guardare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;C'è posta per te&lt;/span&gt;, tanto per cominciare, e poi a poco a poco appassionarmi a queste storie strappalacrime, chessò, la Carrà, cose così. Basta poco. Sì, basta davvero poco; basta accendere la tv dal telegiornale di mezzogiorno in poi, sentire tutte quelle storie di bimbi segregati per decenni e sbranati da cani di donne stuprate dai rumeni che già avevano causato incidenti in stato di ebbrezza. Ecco, il telegiornale sarebbe già un bel modo per cominciare a ottundermi e odiare il mondo. Poi, appunto, potrei lasciare il televisore acceso e seguire le storie di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'Italia allo specchio&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Al posto tuo&lt;/span&gt;, almeno per cominciare, e poi via con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Forum&lt;/span&gt;, e infine potrei passare definitivamente a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Uomini e donne&lt;/span&gt;. Potrei ridere, all'inizio, e sempre ridendo ascoltare i litigi, seguirne il filo, rispondere da casa alle frasi idiote di quella lì o di quell'altro là. Ridendo ancora inizierei ad addentrarmi in quel mondo, neppure me ne accorgerei. Basta tenere accesa la tv il pomeriggio, su qualunque canale, per smettere pian piano di pensare.&lt;br /&gt;O potrei iniziare a odiare, quello è un ottimo sistema. Suddividere il mondo in categorie e odiare quelle che mi sembrano responsabili dei guai miei o del mondo. E se ancora non odiassi abbastanza, potrei sempre cominciare a comprare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Libero&lt;/span&gt;. Lì sì che troverei cataste di categorie da odiare, froci, negri, romeni, terroni e puttane. E politici, certo, ma di quelli innocui.&lt;br /&gt;Sì, lo so, lo so. Avrei dovuto cominciare prima. Che occasione sprecata. Avrei potuto dire cose come "bombardiamo quei bastardi degli iracheni", sarebbe stato fantastico, mi sarei sentito parte di una grande famiglia di odiatori. Tanto, se anche avessi gridato quelle cose, oggi tiferei comunque Obama, direi comunque che mi ispira fiducia perché ha una faccia da attore negro figo alla Denzel Washington. Potrei gridare allo scandalo quando avvelenano il latte e non consumarne per un mese, e poi ricominciare a berne dicendo "ma tanto ormai tutto fa male". Potrei parlare di queste cose in autobus, commentare l'ultimo grande omicidio e invocare pubblicamente la pena di morte per quello lì perché si vede benissimo dalla faccia che è stato lui, e sarebbe una punizione esemplare, e soprattutto che cazzo, uno che ha fatto una cosa così non merita di vivere; potrei godermela mentre tutti annuiscono intorno a me.&lt;br /&gt;O potrei semplicemente scandalizzarmi, avere paura, rinchiudermi in casa e lasciare il resto del mondo a quelli, a quegli assassini e criminali e ladri e zingari, se lo vogliono che se lo tengano. Se proprio non riuscissi a diventare del tutto stupido, potrei quantomeno evitare di contagiare ad altri quel po' di intelligenza rimastami, potrei isolarmi. Potrei navigare per ore sul web come un coglione cercando su google foto di softpornostar con lunghi capelli neri occhi castani culo a mandolino e seno coppa E. Potrei televotare. Sì, potrei televotare e fare telebeneficenza, tutto da casa, sentire di avere un peso, un'importanza, sentirmi l'anima in pace per non aver mai mosso un dito in vita mia, e tutto questo senza neppure muovere un dito, anzi solo quello. Potrei guardare il Grande Fratello e fare ammenda guardando Mai Dire Grande Fratello, ma potrei anche guardare solo il secondo, che è un ottimo sistema per guardare il primo ma senza accorgersene e senza sentirsi in colpa ma senza smettere di essere dei perfetti idioti.&lt;br /&gt;Ma no, no, ci vuole qualcosa di potente. Sapete che vi dico? MTV!&lt;br /&gt;Sì, MTV... quello altroché se è efficace; mi rincoglionirei dalla mattina alla sera di rapper e tettone e efebiche giovani rockettare prime della classe con tanto di piercing al posto giusto e sguardo languido; potrei ridere con quegli spot geniali e pieni di colpi di scena, e seguire le ultime novità in fatto di tariffe telefoniche, e scaricarmi qualche suoneria, tanto per gradire, magari richiedere l'oroscopo. Ecco, sì, l'oroscopo. Ovviamente è un gioco, ma chissà, magari ogni tanto ci azzecca, e crederci che costa, in qualche modo ti dà delle attese, ti fa pensare che qualcosa, almeno oggi, accadrà. Quello non occorrerebbe scaricarlo sul telefonino, in effetti, mi basterebbe comprare qualsiasi quotidiano o settimanale per trovare l'oroscopo. Se se ne accorgesse il papa, che in tutti i giornali c'è l'oroscopo e in nessuno il padrenostro, chissà, magari s'incazzerebbe, o magari sarebbe contento. In fondo anche a lui piace che siamo tutti degli idioti. E se leggessi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Max&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;XL&lt;/span&gt;, potrei finalmente capire che esistono oggetti &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cool&lt;/span&gt;, capaci di rendermi un po' meno grigio, cose da  scaricare, da comprare e mettere in bella vista, da indossare e ostentare, orologi e pendagli di metallo e roba per farmi quel ciuffo lì che mi fa davvero notare. Impazzirei dalla voglia di andare all'ultimo live organizzato dalla Coca-cola o da Myspace, magari lì sarei tra gente che capisce quelle cose cool che ho tentato di comprare e indossare e ostentare ma che nessuno in città notava, magari qualcuno in quella folla, mentre cantano i dARI o i Gemelli DiVersi, sì, qualcuno finalmente si accorgerebbe di me. Guardando quelle cose, leggendo quei giornali (o almeno i titoli, guardando le immagini), saprei con quali tendenze essere in linea. Imparerei il verbo "sdoganare", e sdoganerei anch'io Tiziano Ferro, che ormai si è capito che ha troppo successo e nessuno gli dà più contro. Seguirei l'elettronica, mollerei il rock 'n' roll, così vecchio e stantio. Sarei all'ultimo grido, sì, sarei attuale, sarei &lt;span style="font-style: italic;"&gt;eighties&lt;/span&gt;! Potrei sentirmi alternativo e giovane ma senza idealismo, senza ribellione, senza abbandonare un attimo la stupidità. Potrei bere Redbull e ascoltare radio 105  e guardare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fast and Furious&lt;/span&gt; e ascoltare i Killers che fanno quella cover lì dei Joy Division con quei deliziosi coretti alla chipmunks, la canteremmo tutti in coro in macchina e mi piacerebbe di brutto. Potrei parlare facile senza virgole, limitare il vocabolario a bello/brutto/fa cagare/gnocca/cesso più altre cinque parole chiave variabili a seconda della moda e della comitiva, potrei mandare messaggi pieni di X e di K, e poi potrei decidere che sono fuori moda e non mandarne più, e tutto questo senza imparare un briciolo d'ortografia. Non sarei più uno qualsiasi, non sarei mai vecchio, sarei figlio della mia epoca, avrei cittadinanza.&lt;br /&gt;E tutto questo senza pensare, senza avere mai dubbi, nemmeno per un attimo.&lt;br /&gt;Mi piace, mi piace già.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-4687150435892155247?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/4687150435892155247/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=4687150435892155247' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/4687150435892155247'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/4687150435892155247'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2009/03/quasi-quasi-divento-stupido.html' title='Quasi quasi divento stupido'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-3285650374872646430</id><published>2009-03-02T12:33:00.004+01:00</published><updated>2010-06-24T12:03:48.421+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Piccoli sì, ma minchia che stile.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_sVRR-LQBCYA/SavG2CCSmQI/AAAAAAAAAEo/1JdKLxRQdPI/s1600-h/style+piccoli.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 276px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_sVRR-LQBCYA/SavG2CCSmQI/AAAAAAAAAEo/1JdKLxRQdPI/s400/style+piccoli.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5308555217347975426" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Avete paura che il pargolo non vi venga su stronzo e pneumaticamente vuoto come voi? Temete che il sangue del vostro sangue possa sposare la figlia del pescivendolo perché tra un briefing e un consiglio d'amministrazione non avete trovato il tempo per insegnargli a giudicare dal galateo? La piccolina si annoia a morte e non sapete dove mandarla in ferie con la governante? Diciamoci la verità, un po' vi siete pentiti di aver messo al mondo quelle scimmiette chiassone che vi si attaccano sempre alle gonne chiedendo questo e quello. Ma da oggi, no problem: La RCS s'è ricordata di nuovo che i marmocchi esistono! A riempire un imperdonabile annoso vuoto editoriale, c'è oggi Style piccoli, il mensile del Corriere della Sera che pensa anche a loro. Cioè, a voi, ma per loro. Insomma, ci siamo capiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Strilli di copertina dal primo numero:&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ben vestiti: &lt;/span&gt;Gli ultimi fuori classe&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;- Dopo scuola: &lt;/span&gt;fare gol nel Milan o nell'inter?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;- Passaporto: &lt;/span&gt;In Namibia con tenda, elefante e piscina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(giuro, gli strilli sono veri, stavolta non mi sono inventato nulla).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;*L'accostamento con il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;corrierino&lt;/span&gt; vi sembrerà tirato per i capelli, in fondo questa è una rivista rivolta ai genitori, direte: appunto, dico io. Appunto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-3285650374872646430?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/3285650374872646430/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=3285650374872646430' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/3285650374872646430'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/3285650374872646430'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2009/03/piccoli-si-ma-minchia-che-stile.html' title='Piccoli sì, ma minchia che stile.'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_sVRR-LQBCYA/SavG2CCSmQI/AAAAAAAAAEo/1JdKLxRQdPI/s72-c/style+piccoli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-3481572784105424626</id><published>2009-02-28T11:11:00.005+01:00</published><updated>2010-06-24T12:03:35.471+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Niente lava meglio di Dixan</title><content type='html'>Ho sognato un esercito di uomini perfetti che marciavano nella loro divisa, rigidi come marionette, bianchi e imperturbabili come statue. Ho sognato spacciatori di cd musicali a notte fonda braccati dalla polizia, e camion di topi, milioni di topi scaricati nell'oscurità da quegli immensi cassoni ribaltabili. Dalle maniche dei soldati dritti e fieri gocciolava qualcosa, i colletti tesi e perfetti erano sbaffati di una massa putrescente. A guardar bene, anche i bottoni delle camicie inamidate trattenevano a fatica quegli umori. C'erano le sirene, i nigeriani venivano rincorsi, fermati e pestati a sangue. Non capivo.  Poco più in là, una ragazza bionda camminava da sola al buio, le ho chiesto, dove vai?, mi ha risposto: "Niente lava meglio di Dixan. Niente lava meglio di Dixan. Niente lava meglio di Dixan." Sorrideva nel dirlo, ma non c'era la pur minima traccia di ironia in quel sorriso. Era felice davvero, e non sorrideva per me. Mi ha preso la mano e mi ha guidato fino a un'enorme piazza vuota. Mi ha lasciato lì e i capelli morbidi hanno seguito perfetti come una brezza, come un'onda il movimento del suo viso mentre si voltava per andarsene; mi ha rivolto un primo ed ultimo sguardo malizioso. "Niente lava meglio di Dixan," mi ha rivelato, sottovoce, ed è sparita con una risatina tra la folla vociante. Avrà avuto dodici anni. La piazza era gremita adesso, e dal palco qualcuno gridava parole di odio contro il maltempo. La gente applaudiva fragorosamente. C'erano topi dappertutto, li sentivo tra le scarpe, brulicavano sotto di me e tra la folla, solo io sembravo vederli e sentirli, sciamavano gli uni sopra gli altri, correvano e venivano schiacciati e se ne aggiungevano sempre di nuovi. Uno si era arrischiato a risalire sotto l'orlo dei miei jeans, grattando con le zampette nel calzino, scossi la gamba per farlo cadere, e facendo così ne schiacciai un altro con il tacco, schizzandomi di sangue e budella. La voce dal palco adesso inveiva contro l'afa estiva e ringraziava la grandine di Dio, e tutti intorno applaudivano ancor più forte.  I topi adesso ci arrivavano alle ginocchia, nuotavamo fra i topi, e dal palco la voce tuonava, "è festa", e tutti si misero a danzare felici tra il mare di peluria grigia. Presto non vi fu più differenza tra uomini e topi, non riuscivo io stesso a distinguere visi e dimensioni, gli uomini sembravano piccolissimi, i ratti enormi, dovevo essere un ratto anch'io, se sapevo interpretare le parole che la voce potente squittiva dal palco: "felicità...", "liberi...", "nemici...", "reddito...", "crisi...", "fede...", "futuro...". Erano parole mie, le sentivo nella testa, ero io a parlare all'unisono con lui, no, era un coro, tutti le pronunciavamo, e finalmente iniziavo a sentirmi felice, parte di quell'immenso sciamare. Nuotavo felice e libero, pronto a sconfiggere i nemici per risollevare il reddito e scacciare la crisi con fede nel futuro. Finalmente capivo."Niente lava meglio di Dixan," mi sono detto, e ho chiuso gli occhi lasciandomi trasportare da quell'onda, finalmente appagato e sereno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-3481572784105424626?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/3481572784105424626/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=3481572784105424626' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/3481572784105424626'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/3481572784105424626'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2009/02/niente-lava-meglio-di-dixan.html' title='Niente lava meglio di Dixan'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-1284158210969531588</id><published>2009-02-25T11:56:00.006+01:00</published><updated>2010-06-24T12:03:35.472+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sei ottavi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Il volo affascinante degli Shearwater</title><content type='html'>Ogni tanto spunta qualche imbecille che sostiene che la musica rock è morta. Credo sia un fenomeno ciclico. A volte lo dicono per provare a venderci qualcos'altro (chessò, l'ultima rivoluzione dance, o una conversione di massa al pop più becero o una privata ed esistenziale, a una vita da borghese nostalgico ma senza più paure e inquietudini: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fitter, happier, more productive...&lt;/span&gt;), complice l'inconsistenza assoluta delle grandi star dell'indie (Interpol, Editors, Franz Ferdinand, Rapture, Killers, Arctic Monkeys, Strokes, e via riciclando; oddioddioddio, avrò offeso qualcuno?), e come sempre c'è qualcuno che non vede l'ora di bersela.&lt;br /&gt;Ma, ragazzi, il rock non è le posettine di una sciacquetta che prova a fare il verso a Patti Smith, non è un assolo di chitarra elettrica suonato da un capellone. Non è un ciuffetto del cazzo che ti fa sentire parte di un gruppo. Al contrario, il rock è l'inafferrabile, è ben più spesso l'espressione di quell'isolamento che ti impedirà di appartenere ad alcunché. Il giovane imberbe protagonista di "Almost famous", molto più di tutte le maledette rockstar che incontra. Il rock non è una moda, non è codificabile. Non è nemmeno un genere musicale, è forse semplicemente un elemento mutageno che s'infiltra nel dna di un essere umano. È l'adolescenza, e come tale non è una fase, è qualcosa che ti cambia per sempre, è radioattività, pericolosissima.&lt;br /&gt;E puntualmente, infatti, anche in un anno di merda come questo arriva un disco come "Rook" degli Shearwater a dimostrare che c'è ancora tanto, tanto, tanto da dire, e di splendido, e in maniera incomparabile, personale, intensa, profondissima e nuova.&lt;br /&gt;Se c'è fra voi qualcuno che ama, chessò, Antony and the Johnsons, Joni Mitchell, addirittura (e chissà perché mi viene in mente) certo Jimmy Somerville, cert'altro Bruce Cockburn  (idem, chissà), gli Okkervil River (di cui questo progetto è una specie di inversione degli addendi, e il risultato cambia, eccome: stavolta è Meiburg con la sua ossessione  ornitologica, a guidare la barca), o anche nulla di tutto questo, beh, si tenga lontano da questa canzone, e da questo album.&lt;br /&gt;Il rischio è di intossicarsene e avere questa musica nel sangue per tutto il resto della vita.&lt;br /&gt;Io vi ho avvertiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;when the rooks were laid in piles&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;by the sides of the road&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;crashing into the aerials&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;tangled in the laundery line&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;and gathered in a field&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;they were burned in a feathering pyre&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;with a cold black eye&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;when the swallows fell from the eaves&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;and the gulls from the spires&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;and starlings in the millions&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;will feed on the ground where they lie&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;the ambulance men said there's&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;nowhere to flee for your life&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;so we stayed inside&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;and we'll sleep until&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;the world of man is paralyzed&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Oh the falcon heir awakes&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;to the sound of the bells&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;they're heading southbound&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;they're leaving it alive&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;and each empty cage just rings&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;and is heard like a bell&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;underneath these cold stars&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;and this troubled night&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;and the cries of man&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;let the kingdom come to nigh&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;let this dream be realized&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-1284158210969531588?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/1284158210969531588/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=1284158210969531588' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/1284158210969531588'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/1284158210969531588'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2009/02/il-volo-affascinante-degli-shearwater.html' title='Il volo affascinante degli Shearwater'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-8696537197391171299</id><published>2009-02-14T19:02:00.014+01:00</published><updated>2009-02-25T12:09:22.471+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sei ottavi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Sanremata 2009</title><content type='html'>&lt;style&gt;br /&gt;&lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal  {mso-style-parent:"";  margin:0cm;  margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:12.0pt;  font-family:"Times New Roman";  mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} a:link, span.MsoHyperlink  {color:blue;  text-decoration:underline;  text-underline:single;} a:visited, span.MsoHyperlinkFollowed  {color:purple;  text-decoration:underline;  text-underline:single;} @page Section1  {size:595.3pt 841.9pt;  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Sanremo)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;- Oh superbo ignorante...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;- Uscite discografiche&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;- Concludendo…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a name="afterhours"&gt;&lt;b style=""&gt;Sui giovani d’oggi ci scatarro su (gli Afterhours a Sanremo)&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;Gli Afterhours e Sanremo dovrebbero essere come acqua e olio. Eppure la scelta della band milanese di partecipare alla "grandekermesse della musica italiana" (virgolette grandi come una casa) stranamente non mi scandalizza affatto. Sarà che io gli Afterhours li amo e li rispetto da sempre ma non li ho mai venerati; sarà forse che non mi sono maiperso un Sanremo in vita mia, pur considerando il novantasei-novantasette percento dei brani sanremesi merda pura; per me Sanremo non è una trasmissionemusicale, è un meraviglioso puttanaio in cui tutti mostrano le chiappe con grande allegria esibendo tutte le loro aspettative e frustrazioni, è a tratti divertentissimo. Un gustoso pacchiano surreality show. Non c'è edizione di Sanremo in cui io non m'innamori di un brano o due, si tratti di perle di splendore o di casi clinici o di brani e artisti destinati a essere dimenticati dalla Storia della Musica (vi devo nominare "La croce" di Alessio Bonomo, che ogni tanto dissotterro quando qualcuno magari mi sorpassa male con la macchina? "Cose di spaccargli un legno in mezzo agli occhi! O di perdonarlo..." o Angela Baraldi? Roberto Angelini? Patrizia Laquidara, la cui bella "agisce, agisce" utilizzo non di rado per commentare l'effetto di un nuovo detersivo? Rosalinda Celentano addirittura? essì, "L'età dell'oro" mi era piaciuta). La musica italiana vera, i grandi artisti e le grandi canzoni, non passano necessariamente per Sanremo o per X-Factor, men che meno per Amici di Maria De Filippi (in quest'ultimo in particolare, è il meccanismo stesso del programma a premiare la mediocrità). Se devo ascoltare della buona musica, ovviamente, non la cerco in tv. Quella è ormai terra bruciata. I media sono tutti fottuti per l'eternità, e più sono grandi, peggio è.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt; Quello che cerco in Sanremo allora è solo quel che cerca ilresto d'Italia: un pizzico di show, un po' di sadismo, la sorpresa prevedibile, qualche disastro imbarazzante; l'idea di appartenere, come quando guardo i mondiali di calcio, alla schiera dei telespettatori qualunque; due risate su un abito o uno scivolone, una scusa per riunirmi con quattro amici e dare persinodei voti (quasi tutti inferiori al quattro meno meno); l'occasione soprattutto per ammirare l'elenco completo di tutti i tentativi più disparati e disperati per farsi notare, per non farsi dimenticare. Dal brano "impegnato" che sottintende un ricatto morale verso la critica, a quello "scomodo" che ricatta parimenti il pubblico, facendo leva su argomenti "scottanti" (con la speranza, da parte dell'artista, che il pubblico lo porti sull'altare dei vincitori per lavarsi la coscienza senza troppi sforzi), a quello che fa presa sul minimo comune denominatore dei sentimenti italici: la mamma, la famiglia, l'amore. Guardo Sanremo e mi diverto a dissezionare gli sguardi e i comportamenti, i testi, cercando di distinguere il sincero dal costruito (anche se pure quel che sarebbe sincero, già dalle prime note stampa diventa immediatamente falso; ma qualcosa può sempre salvarsi: ricordo con grande simpatia l'imbarazzo di Renga quando insistevano col dire che il brano "Angelo" era dedicato a suo figlio, e credo siano stati questi due messaggi contrastanti, oltre alla voce indiscutibilmente bella del guaglione e all'immediatezza del brano, a conquistargli la vittoria).&lt;br /&gt;E poi brani belli e incompresi, fiaschi di platino che ti fanno sentire gradevolmente snob-ma-non -troppo (devo ammetterlo, c'è un Morgan dentro di me, per quanto io cerchi di scacciarlo), ultime in classifica da incorniciare: "A che servono gli dei", "Morirò d'amore", "Primavera a Sarajevo" (beh, quella non è andata male, però chi se la ricorda più?), "Dietro la porta" (eccheppalle, lo so: tutte o quasi premio della critica; vittima anch'io del ricatto di cui sopra? però belle canzoni); e porcherie sopravvalutate (magari per via di quel ricatto e dei sensi di colpa di cui sopra) come "Ti regalerò una rosa" di Cristicchi, ragazzo di gran cuore e splendide intenzioni ma clamorosamente privo di qualsivoglia talento, a mio parere; brano importante ma orrendo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Spesso, sempre più spesso, la delusione vera sono i giovani: pallosissimi, vecchi, stereotipati, baudizzati, incellofanati, mariadefilippati (nel migliore dei casi, pallosissimamente giovanilizzati, ska-reggaizzati) prima ancora di cominciare la carriera.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;Ma tornando alla questione iniziale, alla domanda: "Che diamine ci vanno a fare gli Afterhours a Sanremo?" la risposta che mi do, e che vi offro, è semplice. A cantare e a suonare.  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;Da quando ebbi il piacere di intervistarli (sì, sto vantandomene, questo paragrafo è tutto di questo tenore, sopportate, gente, sopportate) qui nella sedicente Seattle d'Italia, nel fulgore dei primi anni novanta (in una serata fallimentare che ricorderò sempre come dimostrazione dell'illusorietà di quell'immagine-simbolo che noi catanesi abbiamo dato di noi al mondo, un'immagine errata che continua a instillare in noi stessi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;figli del Liotru&lt;/span&gt; ricordi falsati e erronee nostalgie di un bel tempo che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;non&lt;/span&gt; fu), ho capito che gli Afterhours non devono nulla a nessuno, se non a sé stessi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;In quella serata, i catanesi ammazzarono il mercoledì guardando le coppe in tv, anziché andare a vedere quella splendida stella nascente che si divertiva a massacrare un vecchio brano dei Bee Gees (quando storpiare il trash non era ancora un rituale idiota da college-postmodern-non-non-snob-band all'italiana) o omaggiare l'uomo schizoide del ventunesimo secolo di frippiana memoria (ironia della sorte: quella stessa sera avevo avuto la ventura di intervistare Robert Fripp in persona, in tour con David Sylvian, e gli avevo detto che ci sarebbe stato un live con una band milanese che aveva quel brano in scaletta; il grande Fripp parve interessatissimo ma il solito organizzatore catanesedimmerda capitato lì per caso e interessato a portarselo a cena e farsi le foto con lui minimizzò dicendo che erano una band di poco conto; se mi stai leggendo, sì, è di te che sto parlando, stronzo).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Di quella sera conservo una chiacchierata etilica attorno a un tavolo con un tizio che cianciava dell'Irlanda Libera, una copia di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Popkillsyoursoul &lt;/span&gt;donatami da zio Manuel in persona, un'intervista registrata in cui Agnelli parlava con diffidenza e lieve scazzo di questo Signor Grunge, e più di ogni altra cosa un amaro senso di desolazione e di fallimento in quel grande locale vuoto. Immagino che gli After di situazioni disperanti ne abbiano viste tante, tantissime, ma tra me e me non riesco a non collegare quella serata con il brano "Sui giovani d'oggi ci scatarro su". &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Credo che gli Afterhours siano una band seria, e che abbiano sempre fatto un percorso piuttosto onesto; ma soprattutto credo che, più di qualsiasi altro artista, non abbiano mai promesso nulla a nessuno, e che non debbano nulla a nessuno; non è stato il pubblico indie sputasentenze a salvarli dallo scioglimento, qualche anno fa, ma la musica &lt;span style="font-style: italic;"&gt;leggera&lt;/span&gt; (guarda caso, così si chiamava l'album), una cover di un loro brano eseguita da Mina, com'era stato con De André anni prima;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;e non avranno bisogno, come già quei paraculo dei Subsonica, di spiegare la loro scelta, di lanciare messaggi al loro zoccolo duro spiegando che stanno "attaccando il nemico dall'interno". Gli Afterhours sono sempre e soltanto statiun'ottima band italiana, a tratti la migliore fra le band indie "emerse"; l'unica cosa che da sempre e quindi anche oggi mi aspetto da loro (e non sempre mi accontentano, specie ultimamente, ma l'ispirazione viene e va, nella loro buona fede continuo a credere) è che facciano della buona musica, e che magari non la facciano con l'intento di strizzare l'occhio a nessuno. È questa l'unica vera integrità da chiedere a un musicista: non fare puttanate solo per far contento il pubblico. Ma se anche lo facessero, bah, scelta loro. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt; Comunque vada, a Sanremo gli Afterhours saranno come bolle d'olio nell'acqua. O magari no, magari il loro brano sarà una perfetta porcata sanremese. O magari sarà una cosa così bella che chiunque -afterhoursiano o nillapizziano- dovrà arrendersi. A volte accade anche questo. Magari il loro sarà uno di quei due-tre brani speciali di quest'anno. Magari faranno la loro canzone davanti all'Italia intera e se ne torneranno da dove venivano (che comunque non è un brutto posto né un percorso da buttare), dimenticati dai milioni dopo essersi alienati le migliaia. Magari stavolta diventano ricchi e famosi. Sicuramente arriveranno ultimi, con il contentino del premio della critica.&lt;br /&gt;Che importa.  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Io sto lì armato di popcorn e li aspetto al varco insieme agli altri, pronto ad ascoltarli, privo di preconcetti o di rimproveri a priori. Provateci anche voi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;______________________________&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;a name="povia"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Oh superbo ignorante... &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(dedicata a Povia)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;a name="povia"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;Oh superbo ignorante,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt; diponendo la tua arrogante presunzione,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt; considera la tua viltade, e guarda bene s'hai cagione di tanto,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt; insuperbiendo,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt; presumere di te medesimo! &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;(Agnolo Torini, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Brieve collezzione della miseria della umana condizione&lt;/span&gt;, 1363-64 ca.)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;______________________________&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;a name="uscite"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Uscite discografiche&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Come ben ci insegna l'esperienza di questi giorni, giudicare&lt;br /&gt;una canzone dal titolo è una cosa sciocca e superficiale...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Abbiamo avuto in anteprima esclusiva la pregnante tracklist del nuovo album di un noto artista sanremese, ma prima di pubblicarla abbiamo richiesto, onde evitare sciocche polemiche superficiali, che ogni traccia fosse accompagnata da un breve commento da parte del noto musicista. Eccola qui:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1. Ambrogio era gay&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Basta con i fraintendimenti. Come diceva il famoso Froids, non abbiamo niente contro i froci e comunque si può benissimo guarire. E comunque siete tutti scemi, la canzone è una cosa poetica che non parla di tutti i froci ma di un frocio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;specifico &lt;/span&gt;che è guarito, non è che guariscono tutti, questo lo so pure io; pure io sono stato fr... gay per un sei sette mesi ma poi sono guarito, quindi non è possibile che sono intollerante, io auguro a tutti di guarire e tornare normali come è successo a me e adesso mi piace la patonza e sono felice! No, davvero, lo auguro a tutti, di guarire, con grande simpatia e tolleranza: seriamente, anche esteticamente, c'è paragone fra la patonza e la minchia? Su, lo so, è colpa della mamma, vi è stata troppo col fiato sul collo, ma fate tutti uno sforzo e guarite, dai. Volevo dire solo questo. Ma voi giudicate dalla copertina e non avete capito niente, ma sapete che vi dico? In fondo io sono superiore e vi schifo tutti. Sì, sì, continuate, continuate, ha ha ha ha. Non vi sento, non vi sento, non vi sento!!&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;2. Quel ladro d'un ebreo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Questa canzone lo so già che porterà tante polemiche che io non volevo. Come diceva il famoso Scecspìr, io non ci ho niente contro gli ebrei, ma giuro che mi è capitato di conoscerne uno che era un ladro, ma ladro! Perciò la canzone sarà fraintesa di sicuro ma è poesia, non parla di tutti gli ebrei ma di un ebreo specifico che è un gran ladro e pure figlio di mignotta ebrea per giunta. Non strumentalizziamo ora, io sono solo un cantante, non è che sto dicendo che tutte le mignotte sono ebree né che tutte le ebree sono mignotte, ma tu pensa la sventura di essere le due cose &lt;span style="font-style: italic;"&gt;contemporaneamente&lt;/span&gt;! E questa qui era così, mignotta e ebrea e con un figlio ladro ed ebreo per giunta. Specificamente, dico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;3. Puttana Eva&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Basta con i fraintendimenti. Come diceva il famoso Danbràun, non abbiamo niente contro le puttane che anzi fanno un servizio alla comunità e spesso anche a me, anche se i prezzi sono troppo alti, e così siccome sono un musicista vario mi sono detto, devo fare un brano gèzz su questa cosa. C'era questa specifica puttana che si chiamava Eva, e anche non era ebrea (che poi sono uno tollerante)&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;mi ha ispirato poeticamente questa canzone incompresa sui prezzi alti. Ma non è che adesso tutte quelle che si chiamano Eva se la prendono con me, non strumentalizziamo: ci sono Eve puttane e Eve no, questo va detto, visto che non lo capite da soli ve l'ho detto chiaro e tondo e chiudiamola lì. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;4. Appendiamoli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;È una canzone coraggiosa sugli stupratori e gli assassini. Io dico: appendiamoli. Una bella corda e li appendiamo, così non lo fanno più. Basta con i fraintendimenti, su questo siamo tutti d'accordo. E comunque la canzone non parla di tutti gli stupratori e assassini ma pure di qualche ladro, specie se ebreo, ed eventualmente pure di qualche frocio, ma di froci specifici che non vogliono guarire, non è che poi guariscono tutti, e allora, poeticamente parlando, appendiamoli! Non vorrei però che questa cosa poi venisse strumentalizzata, io sono solo un cantante e racconto delle storie, non è che ho delle idee, anzi sono pure contro la pena di morte, però intanto uno&lt;br /&gt;li appende, poi quello che succede succede.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;5. Questa cazzo di minestra&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;In questa coraggiosa canzone prendo finalmente le difese degli uomini che tornano a casa da lavorare e non trovano la minestra pronta. Anzi, di un uomo specifico, e una specifica minestra. Il ritornello, cantato con la voce bella grattata e sofferta fatta da me nel compiuter del mio amico Cecco, dice: "Questa hazzo di minestra l'è miha pronta, la stiamo miha aspettando che fiorisca la zucchina? Lo vo' hapi' he dopo una giornata di lavoro uno smonta/ e trova te holle manimmano e piagnùholi pure, hretina?" Però basta con i fraintendimenti, io sono solo un cantante e sto solo raccontando una storia. Come diceva il famoso Pinkfloi non abbiamo niente contro le minestre, però le mogli un po' rompono il cazzo; ma voi tanto giudicate solo dalla copertina e strumentalizzate le polemiche come sempre! Tanto non vi sento, non vi sento.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;6. Questi cazzo di cinesi&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Basta con i fraintendimenti. Come diceva Stivenking, non abbiamo niente contro i cinesi, basta che però non si mettono lì ad aprire tutti sti negozi con queste scritte che non si capisce un cazzo, magari c'è scritto vaffanculo italiani e tu non lo sai e ci vai a comprare la magliettina e quelli ridono tra loro e parlano cinese senza che li capisci. E come dico nel ritornello, "E puoi contarli anche per mesi, ma poi cazzo, si potrà sapere cazzo, quanti cazzo, sono questi cazzo di cinesi?"&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Oooooh, ma siete svegli o cosaaaa? La piantiamo con le polemiche? Io sono soltanto un cantante, sto raccontando una storia e basta, e il titolo è chiarissimo, parlo di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;questi&lt;/span&gt; cazzo di cinesi, non tutti quanti, tipo chessò, quelli che stanno in Cina a me non mi hanno fatto niente. Ho detto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;questi  &lt;/span&gt;cazzo di cinesi, questi qui, non tutti quanti i cinesi, capito? La vogliamo finire con questi fraintendimenti e strumentalizzazioni?&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;7. Maremma bucaiola&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Basta con i fraintendimenti. Come diceva il filosofo Henghel, a volte una maremma può anche essere bucaiola, e non bisogna nascondersi dietro a una fettina di prosciutto fingendo di non vedere queste cose che tanto sono sotto gli occhi di tutti; ora i toscani so che stanno facendo un corteo contro di me organizzato dal mio manager, ma io queste polemiche strumentalizzate non le sopporto, c'è bisogno che lo dica o siete tutti scemi? E allora ve lo dico, non mi riferisco alla Maremma Toscana, ma a una specifica maremma che preferisco non nominare per turbare gli animi, ma vi assicuro che l'ho vista personalmente ed è bucaiola. So che questa cosa produrrà delle polemiche strumentalizzate, perché sono un portatore sano di polemiche, ma io sono solo un cantante, è solo poesia e tanto potete parlare quanto volete tanto non vi sento. Però comprate il mio disco, guardate che bella copertina, l'ho fatta io, è fantastico, vero?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;8. Moreno lo stupratore romeno&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Basta con i fraintendimenti. Come diceva lo scrittore, quello lì, Grignam, Grisciam, quello lì, vah, non abbiamo niente contro gli stupratori, basta che però non siano romeni. Voglio dire, capita a tutti di essere stupratori nella vita, io per sei o sette mesi sono stato stupratore ma poi ho incontrato questa persona speciale e sono guarito e adesso stupro solo lei, ma solo un pochino. Invece se uno è romeno è più grave, perché non puoi essere romeno solo per sei sette mesi e poi guarire. Aspettate, comunque io sto parlando di uno specifico romeno, non di tutti i romeni. Magari quel romeno lì non può guarire, gli altri magari invece sì, io sono solo un cantante e non lo so, racconto solo storie, ma questa cosa la volevo dire per dare liberamente voce a tutti quelli che liberamente la pensano come me. Però scusa tu mettiti nei panni di un padre, ecco. Un padre specifico, dico. So che questa cosa produrrà delle polemiche strumentalizzate ma tanto io non ci sento. Ma l'avete vista la copertina che bella? Compràtelo, il mio disco, dai, dai, dai! &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;9. Io ti punirò&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Basta con i fraintendimenti. Questa canzone d'amore parla in maniera poetica dell'amore di uno specifico uomo verso una specifica donna e ha aspettato con pazienza che si laureasse e ora se la vuole pure sposare, ma la specifica donna però vuole iniziare una carriera da avvocato e sarebbe pure disposta a fargli pure le pulizie e cucinare e cambiare i pannolini ai bimbi come tutte le mogli, però vuole fare pure l'avvocato, ma lui è poco persuaso, le avvocatesse stanno negli uffici con gli avvocati, e poi ci sono i giudici, tutti questi maschi intorno che gli ronzano e passano e urtano, e urta oggi e scusa domani e parla, e guarda, e un caffè, e un aperitivo che ci fa, e un happy hour in fondo che cos'è, e uno poi si rompe pure un po' il cazzo, e giustamente. Allora poeticamente io mi sono immaginato nei panni di questo specifico uomo che vede questa specifica donna, non tutte ma lei proprio specifica, e la vede con quel tailleur grigio serio serio il primo giorno di lavoro e le grida in preda alla rabbia tutto il suo amore: "Io ti spoglierò / di quel tuo paltò / donna di successo che ti credi superiore / sei grigia come un cesso ma sarò il tuo punitore / oh, sì, io ti punirò / per amore, ti punirò". Certamente la cosa sarà fraintesa e strumentalizzata, ha ha ha ha, come se io ce l'avessi con tutte le donne in carriera! Ma non è vero, è solo con quella lì specifica che me la prendo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;10. Mario era normale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Basta con i fraintendimenti. Come diceva il famoso coso, Schumacher, non abbiamo niente contro gli etero. Questa canzone poetica fraintesa e strumentalizzata che ho scritto su richiesta dell'arci-etero per fare par condicio con l'altra, è proprio tutta all'opposto e dimostra come sono aperto a tutti i messaggi e moderno. Parla specificamente di uno specifico etero che a differenza dell'altro dell'altra canzone invece lui è rimasto etero perché gli stava bene così e non aveva bisogno di guarire (e voglio dire, mi pare ovvio, cioè, voi ditemi se è normale uno che gli piace Bondi o uno che gli piace la Ferilli). Questo brano a differenza dell'altro dimostra che per me, uno, se è felice, può pure restare com'è. Il testo dice: "Mario era normale / e pure un po' maiale / girava ogni canale / in cerca di maiale/ Mario era felice / un po' meno Beatrice / lasciava a casa&lt;br /&gt;la moje / e annava a cerca' troje". Insomma, una canzone d'amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;11. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;bonus track: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Marcella era un po' mignottella &lt;span style="font-size:78%;"&gt;(idea rubata a &lt;a href="http://vitavagabonda.blogspot.com/"&gt;Wendell&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;™&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Basta con i fraintendimenti. Come diceva il grande Patchans, questa è soltanto la storia di una singola persona, una ragazza che la sera usciva con i jeans attillati e le minigonne e poi veniva stuprata, ma poi capiva di aver sbagliato e si chiudeva in casa a pregare per tutto il resto della vita, e spiego bene questa cosa profonda e poetica nel monologo del brano ("ero molto bella / e a causa dell'infanzia disagiata /  a far la puttanella ormai c'ero portata/ capitemi però mi son pentita / e non giro più svestita / la donna discinta / facilmente resta incinta / ha fatto bene quell'omone / a insegnarmi la lezione / come diceva froid da qualche parte / il corpo nudo è un'arte / ma l'arte va nascosta o ti fai la bua / sennò so' cazzi tua, l'hai fatto apposta").  Insomma, un messaggio di speranza per tutte le ragazze svergognate che mostrano l'insert coin da questi jeans a vita bassa: si può guarire! Ora io non voglio lanciare polemiche, io sono solo un cantante e non lo so cosa vuol dire tutto questo, io non capisco un cazzo, io viaggio solamente in treno e quello che sento lo racconto, le mie canzoni nascono tutte da chiacchierate nei treni (tanto per fare qualche titolo dal mio prossimo album: "So' le otto e ancora stamo a Chiavari",  "È occupato questo",  "Chiamate il capotreno c'è un marocchino senza biglietto", "Cazzo la latrina è intasata", "Che dite, abbassamo 'e cucciette?") ma questa cosa la volevo dire per dare liberamente voce a tutti quelli che liberamente sono a favore dello stupro e questa è libertà del pensiero, stiamo in democrazzìa. Voi criticatemi, ma tanto io non ci sento. Ma l'avete vista la copertina che bella? L'ho fatto io, è il mio disco, si chiama "Pallonaro di mestiere." Compràtelo, dai, dai, dai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;__________________________&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;a name="concludendo"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;a name="concludendo"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Concludendo…&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ecco, è andata anche quest’anno…ci scommetto, da me non ve l’aspettavate (o magari non ve ne fregava, ok), ma avete scoperto uno Yako sanremòfilo. Lo sono sempre stato, anche se, lo ripeto, la musica che amo è tutt’altra.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Di Povia ho già detto, e forse si è parlato pure troppo, proprio come da copione (un copione furbescamente scritto da lui, da quell'altro gran paraculo di Bonolis e dall'entourage del cantante), ma non si può proprio tacerne: ne ha dette di tutti i colori, parlando straparlando e contraddicendosi ad arte (una su tutte: secondo lui Freud "non aveva nulla contro gli omosessuali ma diceva che possono guarire"... ovviamente lo zio Sigmund era proposto come "voce intermedia", per non dire "questo è quel che penso io", e soprattutto come voce autorevole, come se certe idee bislacche del padre della psicanalisi non fossero state rinnegate ribaltate e rigirate come un calzino migliaia di volte negli ultimi cent'anni; ma lui che ne sa, gli basta inventarsi citazioni da Freud), esponendo cartelli fuori luogo e insensati, però scritti a caratteri cubitali (nel nome del "le insegne luminose attirano gli allocchi" di cccp-iana memoria) come in segno di ribellione verso chi gli negava il diritto alla parola, a lui che stava parlando a gran voce e senza alcun rispetto su un argomento delicatissimo e a lui probabilmente del tutto ignoto, facendo violenza su una categoria debole, spalando quintali di luoghi comuni e sciocchezze. Lo preferivo mille volte quando era un figlio d'agricoltori che parlava di bambini e di piccioni, di cose semplici che osservava con uno sguardo semplice e pulito. Se non fosse gravissimo quel che ha fatto, mi farebbe quasi tenerezza. Direi "una vittima della sua stessa ignoranza e presunzione", se le vittime non fossero gli italiani.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Come prevedevo, gli Afterhours hanno presentato un brano bello, rispettabile e complesso (ma devo ancora riascoltarlo), e nonostante sia stato un Festival con ben pochi brani e quasi tutti orrendi, qualcosina si è salvato. Gli After appunto, ma anche Dolcenera (sul versante più pop, ok, ma il brano funziona, anche se qualcosa mi sa di già sentito) e soprattutto la Pravo. Un po’ troppo déjà vu Tricarico, che l’anno scorso mi aveva esaltato e da cui mi aspetto il momento della verità, quello in cui davvero ci regalerà un album in cui si prende sul serio (magari qualcuno di voi quel momento lo teme)… e infine, unica vera sorpresa, la canzoncina di Arisa che mi ha preso subito soprattutto perché in mezzo a furbetti e paraculi e pornostar si è presentata, castigatissima e nuda in tutta la sua anacronistica semplicità e timidezza… ma anche lei andrà giudicata nel lungo percorso. Di certo la canticchieremo per mesi (io di certo per anni, se va come per Bonomo). Ah, Malika Ayane: cariiina. Una parolina soltanto sugli orrori: ma Claudio Baglioni cosa aspetta a denunciare Gigi D'Alessio? Moltissime delle ultime canzoni del neomelodico pentito partenopeo sono un saccheggio (e sputtanamento) ripetuto e costante di temi sonori, andamenti e trame orchestrali dai tre album della maturità del romano: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La vita è adesso&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;E tu come stai&lt;/span&gt; e soprattutto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Strada Facendo&lt;/span&gt;. Temo non esista il reato di furto di stile (probabilmente anche molta cosiddetta musica &lt;span style="font-style: italic;"&gt;indie &lt;/span&gt;finirebbe alla sbarra, dai tanto osannati Interpol ai Franz Ferdinand, passando per gli Arctic Monkeys e i  Rapture), ma certa gente ha proprio la faccia come il culo.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Alla fine, un festival tanto mirabolante nella forma quanto reazionario nei contenuti, forse ancor più del solito… la terna finale dice tutto (e del vincitore non parlo proprio, per me quel coso neppure esiste, di certo diventerà famoso come Nek, e continuerà a non esistere). Ma anche questo era nelle previsioni, o meglio nel DNA del festival... e non tocca nulla del divertimento (almeno del mio divertimento personale)...  e ora torniamo a parlare di cose serie.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-8696537197391171299?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/8696537197391171299/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=8696537197391171299' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/8696537197391171299'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/8696537197391171299'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2009/02/sui-giovani-doggi-ci-scatarro-su.html' title='Sanremata 2009'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-6461795702348385847</id><published>2009-02-10T00:09:00.003+01:00</published><updated>2009-02-21T22:40:33.969+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Dormi e sogna*</title><content type='html'>Stavo accingendomi a scrivere un nonpost -una serie di motivazioni per cui avevo rinunciato a stilare un elenco alla "ditemichenonèvero" delle cose squallide e amorali che Berlusconi avrebbe potuto ancora inventarsi su Luana Englaro dopo tutte le porcate che ha detto in queste ore. Di idee ne avevo parecchie, ma alla fine non me la sono sentita di fare il Luttazzi de noantri -solo lui sa essere così spietato su questi argomenti con quella sua particolare vena caustica; il suo sadismo cela una sofferenza profonda e una poesia che non tutti colgono, è un artista vero, non uno scribacchino della domenica come il sottoscritto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Volevo scrivere solo questo, ma collegandomi in rete leggo che il cuore di Eluana ha smesso di battere.&lt;br /&gt;Non so cosa cambi per lei, probabilmente nulla, non sta a me dire se poi questa ragazzina dal sorriso dolce, questa bambina di ventun anni in un cadavere di trentotto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fosse, &lt;/span&gt;ancora, in qualche modo. Penso di no: pur essendo in qualche modo un vago credente, o forse proprio per questo, non credo che la vita sia un battito cardiaco. Io che a differenza del papa credo nell'anima, in qualche modo sento che Eluana era già via di qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio dedicare piuttosto un pensiero stasera al padre della ragazza, Peppino, e porgergli le mie scuse da cittadino italiano. È a lui che voglio augurare di riposare. Di conservare il suo dolore in un angolo del cuore e, con quella spina dentro l'anima, di uscire da quella stanza di ospedale e continuare come può, come gli riesce, a vivere. Di ritornare alla sponda dell'esistenza dopo aver &lt;span style="font-style: italic;"&gt;nuotato nel mare della morte&lt;/span&gt; per tutti questi anni.&lt;br /&gt;Gli auguro di riuscire a piangere questi diciassette anni di lacrime arretrate, e di fare ritorno, se ci riesce, al mondo che aveva lasciato, lui, tanti anni fa, quello in cui la gente dal cartellone facile che sa per certo cos'è la vita e cos'è la morale (sempre quella altrui) gli impediva di ritornare. Gli auguro di sorridere ogni tanto, di riposare e di sognare appena può. Non di dimenticare, perché non è possibile. Ma di dormire, e di sognare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;*Avion Travel&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-6461795702348385847?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/6461795702348385847/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=6461795702348385847' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/6461795702348385847'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/6461795702348385847'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2009/02/dormi-e-sogna.html' title='Dormi e sogna*'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-4800744710302600954</id><published>2009-02-05T18:58:00.018+01:00</published><updated>2009-02-25T12:06:40.728+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='E cantava le canzoni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Anyone can play guitar* (How to become a rockstar, episode 1)</title><content type='html'>Ok, una premessa: questo post comincia col piede storto. Il titolo è quello dell'unico brano che detesto in tutta la (ormai, a pensarci bene, lunghetta) carriera dei Radiohead, una canzoncina che doveva probabilmente restare fra le demo dimenticate degli On A Friday e che invece, come il dentone di Alberto Sordi, ha avuto il culo e la sfacciataggine (complice l'ottusità della Parlophone) di finire addirittura nel Greatest Hits.&lt;br /&gt;Però, che dire. Forse è proprio questo il punto. Culo e sfacciataggine. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tutti possono suonare la chitarra&lt;/span&gt;. Dentro questa frase c'è tanto di me. Se oggi sono un traduttore è perché ho preso e mi sono messo a fare il traduttore. Non subito per lavoro, sia chiaro. Da ragazzino, senza rendermi conto della difficoltà dell'impresa, cominciai a tradurre i brani dei Cure e degli U2 nella mia stanzetta, e la sera trasmettevo quelle canzoni (con la stessa faccia tosta avevo preso e m'ero inventato speaker in radio) leggendo le mie versioni  in italiano dei testi; erano piene di errori e fraintendimenti, per carità, ma credo siano servite ad avvicinare molta gente al sacro verbo del rock. Quando ho frequentato il corso di traduzione, quello vero, sono stati i trucchetti e le piccole scoperte che avevo fatto direttamente sul campo, non certo una predisposizione genetica, a facilitarmi il percorso. Forse.&lt;br /&gt;Ma se anche quei pomeriggi passati a tradurre anziché studiare non avessero portato a nulla, avrei fatto comunque bene. Tutti dovrebbero fare quel che vogliono, gettarsi a capofitto nelle loro passioni, senza chiedere il permesso, senza aspettare di aver acquisito il diritto e appreso la teoria. Tutti dovrebbero imbracciare la chitarra come uno strumento alieno, tutti dovrebbero ballare come scimmie, senza studiare i passi né curarsi del giudizio altrui, per il solo piacere di farlo. Almeno per assaggiare, almeno all'inizio, senza attese, senza pretese.  Giusto per farlo.&lt;br /&gt;Io adoro i dilettanti, gli autodidatti, quelli che non conoscono la calligrafia. Perché nella stragrande maggioranza dei casi creeranno degli aborti, ma che ci volete fare, preferisco gli aborti ai ricalchi, alle dimostrazioni di bravura, alla tecnica fine a sé stessa. Preferisco l'ignorante appassionato al primo della classe che fa tutto solo per sentirsi dire bravo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella che inizio a raccontarvi oggi è la storia, no, la saga, l'epopea della band più sfigata e meravigliosa che possiate immaginarvi, la cricca di delinquenti sonici più sincera, appassionata e sgangherata che si sia mai vista nella storia del rock. E se ogni tanto dovesse scapparmi la mano e in qualche punto del racconto (a partire da... un rigo fa) doveste sentire il sapore dell'agio-auto-bio-grafia, sappiate che l'intenzione non è quella. Voglio solo raccontarvi la divertente storia del mio gruppo rock preferito di tutti i tempi, poco conta che poi si tratti del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mio &lt;/span&gt;gruppo rock. L'entusiasmo che ho per questa band non ha nulla a che vedere con il fatto che vi appartengo, né d'altro canto è inficiato dalla stima altalenante che ho per i suoi membri, me in primis. Siamo tutti e quattro molto peggiori  delle cose che facciamo. Semplicemente, capita a tutti nella vita di essere fan di una band scalcagnata; perché a qualcuno non dovrebbe poter capitare la fortuna sfacciata di essere fan di una band e farne &lt;span style="font-style: italic;"&gt;anche &lt;/span&gt;parte?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È stata tutta colpa di un paio di scarpe.&lt;br /&gt;Ero in uno stato di depressione caspica da alcuni mesi, mi sentivo svuotato e privo di stimoli, e avevo messo, decisamente più per non morire che per celia, una serie di annunci su un giornale, nei quali mi proponevo nientepopodimenoché come cantante. Avrei potuto scegliere qualsiasi altra cosa, rimettermi a disegnare fumetti, o scrivere il mio romanzo, ma di tutte le cazzate artistiche cantare era l'unica che desideravo da sempre e non avevo mai tentato, e soprattutto quella in cui ben difficilmente mi sarei mai potuto trovare veramente coinvolto fino al punto di essere giudicato da qualcuno. Voglio dire, tra me e un microfono su un palco vedevo un abisso insormontabile, e l'assurdità abissale, l'improponibilità di quel &lt;span style="font-style: italic;"&gt;worst case scenario &lt;/span&gt;mi rassicurava alquanto; avrei fatto semmai qualche provino in qualche garage, avrei fatto sghignazzare qualche sconosciuto che difficilmente avrei mai reincontrato, me ne sarei tornato  a casa a cercare un qualsiasi altro genere di antidepressivo (alcol? pornografia on-line? barbiturici? bungee jumping?).&lt;br /&gt;Il primo provino in effetti andò più o meno così. Mi proposi come mezzoSting per una tribute-band dei Police (l'altro mezzoSting era un bassista stempiato e panciuto, un po' triste, che a metà di quel doppio provino già non ne poteva più: "Ma &lt;span style="font-style: italic;"&gt;davvero&lt;/span&gt; dobbiamo suonare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;soltanto &lt;/span&gt;canzoni dei Police?" come dargli torto?); i brani li conoscevo già tutti a memoria da... da sempre, quello era un aspetto a mio favore; l'aspetto negativo era che il vostro alpinista autodidatta voleva cominciare dall'Everest. A metà della mia &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Next to you&lt;/span&gt; stridula e isterica il batterista dovette interrompersi per un accesso incontrollabile di risate, peraltro condivise da noi altri tre. Fu un fallimento molto più buffo e divertente del previsto, però, e a suo modo incoraggiante: nel senso che peggio di così non sarebbe &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mai &lt;/span&gt;potuta andare.&lt;br /&gt;Trovai così quel giornale di annunci in un negozio di scarpe. Diceva che cercavano un cantante per un gruppo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;noise&lt;/span&gt;. Uau. Sono cresciuto a omogeneizzati di Police, ma è bevendo il caffè amaro dei Sonic Youth che mi sono cresciuti i peletti nelle ascelle. Mi presento al provino davanti al bar Etna e vedo due ragazzini sui vent'anni, più o meno come i Police de noantri. "Siete voi?" faccio, i ragazzini mi guardano stupiti.&lt;br /&gt;"Eh, no... sono io."&lt;br /&gt;Si avvicina quest'altro personaggio improbabile, pelato e coi baffi; è Fabio, quello con cui avevo parlato per telefono.&lt;br /&gt;Il posto prova è un garage minuscolo, siamo sotto casa di Simone, il batterista, un tipo magro basso e scuro, capelli neri e ricci, occhi vispi da mediorientale; il bassista è un ragazzotto dalla facciona simpatica. Il microfono è una specie di Fisher-Price, una roba di plastica, forse uno di quelli che i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;lapari&lt;/span&gt; di qui usano per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;vanniare le verdure&lt;/span&gt;. Improponibile. Fantastico. Anch'io sono improponibile! Mi piace trovarmi in una specie di "zona cazzoni" dove non rischio troppo di sfigurare. Sono tutti autodidatti, le canzoni un intruglio di blues-punk-noise piene di cambi incongrui, davvero fuori di testa. Non sul genere "ehi, che roba strana e inusitata", e nemmeno del tipo "mi auguro di non avere mai un incidente stradale annunciato da uno stridìo di copertoni del genere." Orrende e basta.&lt;br /&gt;Ascolto qualche nota e, bof, ok, proviamo: mi metto a improvvisare delle urla rauche e sgraziate, di quelle che tutti vorremmo fare almeno una volta o due nella vita per esorcizzare magari tutti gli spettri e le frustrazioni covate negli ultimi due o tre anni. E funziona. Nel senso che funziona come sfogo, mi fa stare bene, e anche nel senso che Fabio e Roberto, il bassista, si guardano, e sembrano... apprezzare. Capisco subito che sono finito a giocare nella mia categoria. Ci piaciamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due volte alla settimana, per tutta la primavera del duemilaesei, va così: entro in quel garage il tardo pomeriggio con dei foglietti fitti di testi assurdi per delle musiche impossibili, e ne esco la sera completamente afono, svuotato, appagato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[continua]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;*radiohead&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-4800744710302600954?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.myspace.com/LH3S' title='Anyone can play guitar* (How to become a rockstar, episode 1)'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/4800744710302600954/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=4800744710302600954' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/4800744710302600954'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/4800744710302600954'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2009/02/anyone-can-play-guitar-how-to-become.html' title='Anyone can play guitar* (How to become a rockstar, episode 1)'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-123668435071317839</id><published>2009-02-03T00:00:00.005+01:00</published><updated>2009-02-21T22:40:33.970+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Walking with J.*</title><content type='html'>Avevo cinque o sei anni, ricordo che mia madre mi mandava a messa alla piccola parrocchia di San Francesco con le mie sorelle. Arrivavamo sempre in ritardo e ci toccava di assistere alla messa all'impiedi, in fondo alla sala. Stare in piedi aggiungeva tortura alla tortura, la stanchezza e il formicolio ai piedi e quel rituale sempre uguale, il tempo che non passava mai, anche se toglieva l'imbarazzo di ricordare quando alzarsi in piedi, quando mettersi a sedere, quando stare in ginocchio.  C'era però una parte che mi piaceva, ed erano le letture. Mi piaceva quella figura di Gesù, così intelligente e fuori dalle righe, che faceva amicizia con le donne del malaffare e i lebbrosi, che giocava con i bambini e scacciava i mercanti dal tempio e non si preoccupava di strappare l'erba di sabato se era necessario per passare. Tutti intorno a lui sembravano seguire alla lettera i dettami della bibbia senza coglierne il senso vero. Gesù invece capiva tutto e lo sapeva spiegare, era scioccante nella sua linearità, faceva tutto semplice, diceva "ama il prossimo tuo come te stesso", ed era tutto lì. E poi spiegava tutto a via di parabole. Mi piacevano decisamente più quelle dei miracoli. Ma anche quando faceva i miracoli, li faceva con nonchalance da vera divinità che non ha nulla da dimostrare, mica con effetti speciali da "I dieci comandamenti"; la sua era una semplicità, un'umiltà che era uno schiaffo in faccia alla sua stessa condizione divina, e che veniva fuori dalle pagine ruvida e scioccante come fosse stata appena vista e raccontata; la vista al cieco gliela ridava con una semplice lavata agli occhi, al morto diceva, "alzati e cammina". Ero un bambino e non mancavo di notare come il fariseo e il pubblicano fossero proprio lì, accanto a me nella navata. L'ho già raccontato, vedevo le signore impellicciate battersi il petto durante l'atto di dolore, e anche se ero solo un bimbo coglievo la piega di disprezzo nelle loro labbra. Non è che fossi speciale, è che i bambini capiscono tutto, si annoiano quando gli adulti si fermano a fare convenevoli e li tirano via: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;smettila con queste smancerie fasulle, &lt;/span&gt;sembrano dire, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;si è capito che non te ne frega niente di parlare con questa persona; su, andiamo via, papà: mi annoio!&lt;/span&gt; I bambini vanno al sodo.&lt;br /&gt;Oggi ho visto in tv un sedicente cristiano che parlava degli omosessuali; li paragonava alle coppie "normali", e utilizzava questo aggettivo, "normale" con grande disinvoltura, come se la normalità fosse stata qualcosa di oggettivo, come se al mondo esistesse poi qualcosa di oggettivo e di normale. Io vorrei che si fosse visto, dentro a quel teleschermo, in quel momento, la tensione e il fastidio che gli sprizzavano da tutti i pori, il desiderio di annullare quel che non riusciva a concepire. A me, che pure non capisco cosa voglia dire l'aggettivo "normale", lui tanto normale non sembrava. Di certo mi sembrava poco &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cristiano&lt;/span&gt;. Faticavo, semplicemente, a vederlo nel ruolo di chi lava i piedi alla peccatrice, di chi allontana l'adultera dicendo "chi è senza peccato scagli la prima pietra". Mi chiedo sempre, quando leggo dei cattolici della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bible Belt&lt;/span&gt; americana che credono così tanto nel potere risolutivo della pena di morte, che credono nella legge del taglione, nell'assassinio degli assassini, cosa sia rimasto del cristianesimo. Me lo chiedo ogni volta che vedo la faccia del papa o che lo sento parlare. Cosa rimane di Gesù Cristo nella chiesa moderna? Nella stragrande maggioranza dei casi, solo dei rituali da farisei, temo, quel battersi il petto per poi andare in giro per il mondo da intolleranti portatori di una verità unica e sola e indiscutibile. Ecco, cosa non era &lt;span style="font-style: italic;"&gt;normale&lt;/span&gt;: quell'uomo solo era un'armatura cattolica, priva della polpa umana e senziente. Ma anche tra quei cristiani che professano &lt;span&gt;la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;tolleranza &lt;/span&gt;(altra parola orrenda), non è che sia rimasta grande traccia delle parole di quel tizio vissuto (o inventato, poco importa, perché in quell'invenzione ci sarebbe comunque dietro un genio dell'umanità e della comunicazione) duemila anni fa.&lt;br /&gt;Il problema del rapporto tra gli omosessuali e il resto della popolazione, a mio avviso, è che non riusciamo a rispecchiarci in loro (forse per paura che la loro diversità sia un po' la nostra? che il branco dei normali nel quale cerchiamo di infilarci sin dalle scuole medie per paura della nostra unicità, possa in qualche modo non riconoscerci più, dopo esserci specchiati in quell'immagine?),  non riusciamo a toglierci dalla testa le barzellette e i film con Bombolo, non riusciamo, diciamolo chiaro, a non infilarci nel letto di questa gente. Non riusciamo a dire "omosessuale", "gay", "lesbica", "trans" senza pensare al sesso. Non riusciamo a proiettarli nella quotidianità, nel vivere di ogni giorno, in quel che facciamo tutti noi.&lt;br /&gt;Quando dico a qualcuno che uno dei brani della mia piccola band si chiama "Lesbian", ad esempio, percepisco puntualmente un subitaneo moto di curiosità, un'aspettativa distorta; molti immaginano che la canzone racconti di temi scabrosi,  di sesso droga e cha cha cha; che si tratti di una canzone in qualche modo (un modo furbetto, suppongo) provocatoria, o nel migliore dei casi che si tratti di un inno in favore della causa omosessuale. Mah. Sarò strano ma per me la parola "lesbica" è una parola, beh, una parola "normale", che non mi evoca nulla di particolare.&lt;br /&gt;Come ho detto in un'intervista a una radio universitaria, quel brano parla di tutt'altro, e io se penso "lesbian" quel che vedo sono due donne che la mattina prendono il caffè, si danno un bacio e vanno in ufficio, cose così, più o meno quel che accade a casa mia ma con protagoniste due donne anziché me e mia moglie. Credo di non essere il solo, credo che per molti l'immagine dell'omosessualità stia cominciando ad essere questa, ma è solo l'inizio di un percorso culturale molto lungo e complesso; solo da pochi anni (appena un paio) parliamo serenamente della vita e dei diritti di gay e lesbiche, riferendoci a loro come a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;delle persone&lt;/span&gt; e ai loro &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sentimenti&lt;/span&gt;; solo adesso le pavide fiction "formato famiglia" mostrano tranquillamente uomini che amano gli uomini; sì, abbiamo appena cominciato un percorso culturale che ci porterà, si spera presto, lontano dai letti, dal sesso, dalla vita intima di queste gente.&lt;br /&gt;Ma tocca anche a noi etero, e soprattutto a noi che ci definiamo "cristiani", cominciare a chiederci, tanto per cominciare, come la penserebbe Cristo in merito a certe questioni; ci penso spesso, sarei curioso di sapere cosa ne penserebbe dei gay, come delle guerre di religione, dell'accanimento terapeutico, della pena di morte. Le risposte a queste semplici domande forse sono tra le righe stesse del Vangelo, e se solo sapessimo leggerle, nella loro ovvietà, potrebbero lasciarci di stucco.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;*Motorpsycho&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-123668435071317839?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/123668435071317839/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=123668435071317839' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/123668435071317839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/123668435071317839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2009/02/walking-with-j.html' title='Walking with J.*'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-3179508622086582253</id><published>2009-01-08T09:08:00.001+01:00</published><updated>2009-02-25T12:09:22.472+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sei ottavi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Twist</title><content type='html'>Twisted on destiny, fate and three wishes&lt;br /&gt;We fuck and we fight, someone else does the dishes,&lt;br /&gt;and meantime my memory reminisces and twists,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;It's that blonde blue eyed boy,&lt;br /&gt;Your leech or your lover,&lt;br /&gt;One of these days you will be, one or the other,&lt;br /&gt;There's just one or two things you're about to discover,&lt;br /&gt;About me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;There was a time when we were filled with laughter,&lt;br /&gt;Haplessly hoping happy ever after,&lt;br /&gt;Did we string up a heart, let it swing from the rafters&lt;br /&gt;And bleed.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;There's blood on your legs ,I love you&lt;br /&gt;There's blood on your legs, I love you&lt;br /&gt;There's blood on your legs, I love you&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Evoke the rich tapestry of love and devotion,&lt;br /&gt;Emote the sweet saccharine of all that devotion,&lt;br /&gt;Forget all about that and fall in this ocean with me,&lt;br /&gt;With me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Twist, snap, I love you&lt;br /&gt;Twist, snap, I love you&lt;br /&gt;Twist, snap, I love you&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;There's blood on your legs, I love you&lt;br /&gt;There's blood on your legs, I love you&lt;br /&gt;There's blood on your legs, I love you&lt;br /&gt;I love you, I love you, I love you&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(I Am Kloot)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-3179508622086582253?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/3179508622086582253/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=3179508622086582253' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/3179508622086582253'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/3179508622086582253'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2009/01/twist.html' title='Twist'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-7541250832065630842</id><published>2008-12-07T19:44:00.006+01:00</published><updated>2009-02-25T12:09:22.473+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sei ottavi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='E cantava le canzoni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>I wanna beeeee a lesbiaaaan!</title><content type='html'>Da un paio d'anni ho una band, ci chiamiamo Long Hair In Three Stages. Credo di non averne mai parlato qui sul blog (a parte il link qui accanto, che suppongo abbiate già visitato). Magari uno di questi giorni vi racconto qualcuna delle nostre mirabolanti avventure.&lt;br /&gt;Il brano che vi presento è uno di quelli che abbiamo sempre preso meno sul serio nella nostra scaletta (forse erroneamente) e quest'incisione non è che ci convinca tanto; il video poi è un mio esperimento di montaggio rozzissimo e kitsch di riprese fatte da mia sorella... ma che importa, il risultato credo sia carino, e ha raccolto ben cento visioni nelle prime sette ore dall'upload... mica male, no? Ah, la voce sexy è della cara collega Maria Antonietta Ferro, che mi ha anche dato qualche dritta per la pronuncia...&lt;br /&gt;Buon ascolto e buona visione!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/T_In0De4krc&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/T_In0De4krc&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="344" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;ah, qualora vogliate inserirlo nelle vostre paginette, ecco il codice:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;textarea 25="" 40=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/T_In0De4krc&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/T_In0De4krc&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/textarea&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-7541250832065630842?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/7541250832065630842/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=7541250832065630842' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/7541250832065630842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/7541250832065630842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2008/12/i-wanna-beeeee-lesbiaaaan.html' title='I wanna beeeee a lesbiaaaan!'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-2596559713869000057</id><published>2008-12-03T19:45:00.004+01:00</published><updated>2009-02-21T22:40:33.985+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Nuove Ficscionn</title><content type='html'>Le reti Rai e Mediaset, ancora nel pieno del periodo di garanzia 2008/2009, annunciano già i titoli delle ficscions per la stagione 2009/2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccone alcuni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il capo dei capi dei capissimi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le sanguinose e simpatiche avventure di Cuncettu Tagghiacugghiuna, il boss dei boss dei boss (interpretato da Kaspar Caparoni), ma così boss che nessuno può nominarlo e nessuno aveva neppure mai saputo che esistesse. Ovviamente nel telefilm il nome (benché appositamente falsificato) non viene mai pronunciato, ma appare solo in sottotitolatura, per non incorrere nelle ire dei numerosi sponsor di area cosanostriana. È probabile che questa serie però salti per motivi non ancora specificati, e venga sostituita con la seguente:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il capissimo dei capissimi dei capissimissimi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Remake della serie precedente, in cui però le scene in cui appare Cuncettu Tagghiacugghiuna (interpretato da non si può dire chi) sono state tagliate; la trama racconta così di un tizio che va al bar per bere un caffè, ma viene ammazzato, e non si sa da chi, e non ci fa niente, andiamo tutti in discoteca, è capodanno, fuochi d'artificio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Medici coraggiosi&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Fiction che parla di medici coraggiosi che curano &lt;/span&gt;&lt;span&gt;vili &lt;/span&gt;&lt;span&gt;malattie, sconfiggendole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pazienti morenti&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Fiction che parla di pazienti coraggiosi curati da &lt;/span&gt;&lt;span&gt;vili &lt;/span&gt;&lt;span&gt;medici, restandone sconfitti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Morti incurabili&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Fiction che parla di avvocati coraggiosi che assistono parenti di pazienti morti a causa di &lt;/span&gt;&lt;span&gt;vili &lt;/span&gt;&lt;span&gt;medici che non sapevano curare &lt;/span&gt;&lt;span&gt;malattie coraggiose, restandone sconfitti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vilipendìo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Storia di una comica italiana (interpretata da Guia Ielo) che non può più andare in tv e s'incazza, allora offende il Papa e poi per la rabbia si suicida gettandosi con un paracadute sgonfio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un frocetto in famiglia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La deliziosa storia di tolleranza a lieto fine di una famiglia italiana (interpretata da Lorenzo Crespi e Gabriella Pession) che accoglie a casa propria un ragazzino diversamente sessuale (interpretato da Beppe Fiorello) che alla fine si ravvede e diventa etero.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un negretto in famiglia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La deliziosa storia di tolleranza a lieto fine di una famiglia italiana (interpretata da Romina Mondello e Terence Hill) che si vede arrivare in casa un bimbo diversamente cromatico con in mano delle verdure in busta, che alla fine si ravvede e diventa bianco.&lt;br /&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Psico&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Remake italiano del celebre film di Hitchcock. Per la messa in onda in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;prime time&lt;/span&gt;, il protagonista Normanno Batti (interpretato da Paolo Conticini) non è psicopatico ma solo affetto da una lieve demenza, e l'accoltellamento sotto la doccia è stato sostituito con un innocuo schiaffetto sul viso durante un bidet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bacetti e la città&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Remake italiano della serie Sex and the city, che farà parlare di sé per la scena scabrosa in cui le due protagoniste commesse esperte di faschcion (interpretate da Nancy Brilli e Sarah Felberbaum) si raccontano di quando il Signor Grossi ha dato un passaggio con la MiniCooper nera nuova fiammante alla terza commessa (interpretata da Vittoria Belvedere) la quale l'ha poi invitato a casa a bere uno scabroso e scellerato caffé con la sambuca.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Casalinghe un po' stanchine&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Remake italiano della serie Desperate Housewives, che farà parlare di sé per la scena scabrosa in cui le due protagoniste mogli di ricconi (interpretate da Valentina Ciccillo e Miz Taylor) si raccontano del nuovo intimo color vinaccia della terza moglie (splendido cammeo di Milla Jovovich) di un riccone, riccone che però poi si ravvede, fa annullare il matrimonio dalla Sacra Rota e diventa Papa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pio XII: Il papa che insomma vabbeh.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; La coraggiosa biografia di un coraggioso papa anti-anti-anti-anti-anti-anti-anti-anti-fascista nell'intensa interpretazione di Terence Hill.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Benedetto XVI: Il papa che non torturiamoli però non ci rompano i coglioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La coraggiosa biografia del coraggioso papa che seppe finalmente porre un argine alla cosiddetta carità cristiana, nell'intensa interpretazione di Flavio Insinna.&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-2596559713869000057?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/2596559713869000057/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=2596559713869000057' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/2596559713869000057'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/2596559713869000057'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2008/12/nuove-ficscionn.html' title='Nuove Ficscionn'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-8882950357401735015</id><published>2008-11-01T13:02:00.001+01:00</published><updated>2009-02-21T22:40:33.986+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>La succubanza. I quotidiani siciliani e la mafia</title><content type='html'>&lt;div class="Section1"&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt; di Antonello Mangano, da www.terrelibere.org&lt;br /&gt;&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Una “studiata strategia” di depistaggio. Un cronista “processato” per aver dato del mafioso al mafioso. Nomi che non si possono nominare. L’intervista a Nitto Santapaola, e la lettera vittimista che quattordici anni dopo manda il figlio Vincenzo, esprimendo identici concetti. Sono le vicende surreali che accompagnano la storia recente del quotidiano “La Sicilia”. Più a nord, episodi simili per la “Gazzetta del Sud”, il giornale più venduto in Sicilia nord-orientale e Calabria. Fotogramma dopo fotogramma, i pezzi di una storia che diventa ritratto impietoso della borghesia siciliana&lt;/null&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;br /&gt; &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal" null="text-align:right" align="right"&gt;&lt;null null="font-size: 11.0pt;font-family:Arial"&gt;"Tutti i nodi vengono al pettine,&lt;br /&gt;se c’è il pettine"&lt;br /&gt;Sciascia&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal" null="text-align:right" align="right"&gt;&lt;null null="font-size: 11.0pt;font-family:Arial"&gt;"Questa città non riesce a dimenticare"&lt;br /&gt;Santapaola Jr.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla prima lettera di don Vincenzo ai catanesi: “Questa città non riesce a dimenticare pagine di cronaca e di storia ormai lontane e chiuse. […] Egregio direttore, mi trovo in un carcere di massima sicurezza, detenuto in regime di 41 bis, proprio quel regime creato per i detenuti considerati più pericolosi, capaci di dare ordini ad associazioni criminali, anche dal carcere: un regime che anche nel mio caso è assolutamente ingiustificato, come ingiustificata è la mia detenzione […]”. &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;E' un passaggio della lettera che Vincenzo Santapaola, figlio del capomafia Nitto, ha inviato da un carcere del Nord Italia al quotidiano “La Sicilia”, pubblicata integralmente e senza alcun commento il 9 ottobre del 2008. &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Un fatto grave, considerando che il 41 bis nasce per il massimo isolamento dei mafiosi e che la presunta autorizzazione della magistratura di Catania è stata smentita con forza dai diretti interessati. Un ingenuo errore isolato, ha detto qualcuno. Isolato?&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt; &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;null null="font-size:12.0pt;font-family:Arial"&gt;La colpa è dei giornalisti&lt;/null&gt;&lt;/h3&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;“Una pausa del processo consente il faccia a faccia [...]. Ed è la prima volta dal giorno della sua cattura che acconsente di parlare con un giornalista”. Siamo nell’ottobre del 1994, “La Sicilia” intervista Nitto Santapaola.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" null="margin-left:35.4pt"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt; font-family:Arial"&gt; “‘Praticamente mi hanno accusato di tutto quello che è successo in Sicilia negli ultimi 15 anni. Persino di avere partecipato a una riunione dove si è deciso di ammazzare Falcone. Eppure tutti sanno, e l’ho ripetuto migliaia di volte, che sono contrario a questo tipo di violenza. […] Il nome Santapaola fa effetto. Basta dire Santapaola per essere credibile. Voi giornalisti a volte non sbattete in prima pagina la foto di Santapaola per vendere di più?’ &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" null="margin-left:35.4pt"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt; font-family:Arial"&gt;‘Un attacco alla stampa ?’&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" null="margin-left:35.4pt"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt; font-family:Arial"&gt;‘No. La stampa è importante, ma i giornalisti devono avere più coscienza quando scrivono. Voi giornalisti dovete fare gli investigatori, scoprire la verità e scriverla. Invece spesse volte riportate quello che dicono gli altri, anche se in quelle frasi ci sono molte falsità [...]’ &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" null="margin-left:35.4pt"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt; font-family:Arial"&gt;‘Esiste questo mito [Santapaola]?’ &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" null="margin-left:35.4pt"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt; font-family:Arial"&gt;‘No, il mito l’hanno creato la stampa e i pentiti’”&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftn1" name="_ftnref1" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;[1]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt;&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt; &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Quattordici anni dopo la Sicilia è nuovamente lo strumento del vittimismo dei Santapaola:&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" null="margin-left:35.4pt"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt; font-family:Arial"&gt;“C'è gente che con pregiudizio mi giudica e mi considera in base a ciò che si è detto e scritto su di me, additandomi come un criminale.... C'è gente che crea leggende sul mio conto e sui miei familiari. […] &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" null="margin-left:35.4pt"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt; font-family:Arial"&gt;Purtroppo debbo constatare che il nome che porto è per me (come per mio fratello Francesco) una continua fonte di guai, a causa di persone, che, anche senza conoscermi, anzi nella quasi totalità senza conoscermi, usano e abusano del mio nome e di quello della mia famiglia”&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftn2" name="_ftnref2" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;[2]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt; &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Perché è stata pubblicata questa lettera? E, soprattutto, quale il percorso seguito dalla cella di massimo isolamento alla redazione del giornale?&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Le regole del 41bis prevedono una rigida censura della corrispondenza. Un’Ansa dell’11 ottobre sostiene che la lettera è stata autorizzata dal Gip del Tribunale di Catania, dopo un contorto viaggio: dalla galera alla sorella, dai legali al giornale&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftn3" name="_ftnref3" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;[3]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt;. &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;In una lettera del giorno dopo, Rodolfo Materia, capo dell'ufficio Gip del Tribunale di Catania, smentisce decisamente: “nessun membro dell'ufficio ha autorizzato la comunicazione".&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" null="margin-left:35.4pt"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt; font-family:Arial"&gt;“Lo scorso 9 ottobre è stata pubblicata sul quotidiano "La Sicilia" una lettera fatta pervenire dal detenuto Santapaola Vincenzo, sottoposto al regime carcerario speciale di cui all'art. 41 bis O.P.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" null="margin-left:35.4pt"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt; font-family:Arial"&gt;La notizia che di per sé ha creato sconcerto nell'opinione pubblica è diventata ancora più inquietante quando il successivo 12 ottobre è stato pubblicato un altro articolo che spiegava come detta lettera fosse uscita dal carcere. Già il titolo anticipava: ‘Autorizzato dal Gip l'invio della lettere di Santapaola junior’, seguivano, poi, più specifiche indicazioni con ulteriori precisazioni che ‘i passaggi (erano stati) ricostruiti dal Dap’, avvalorando, in tal modo la veridicità della notizia.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" null="margin-left:35.4pt"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt; font-family:Arial"&gt;Poiché questa ricostruzione dei fatti non risponde a verità, invito ai sensi dell'art. 8 della legge sulla stampa a pubblicare la presente rettifica volta a ripristinare la verità dei fatti.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" null="margin-left:35.4pt"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt; font-family:Arial"&gt;Nessuno dei Magistrati del mio Ufficio, succedutisi nella trattazione del processo a carico di Santapaola Vincenzo, ha mai autorizzato l'invio di qualsiasi missiva del predetto Santapaola, destinata, seppur indirettamente, agli organi di stampa.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" null="margin-left:35.4pt"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt; font-family:Arial"&gt;Pertanto, la notizia così come pubblicata risulta gravemente lesiva della dignità e professionalità dei Magistrati dell'Ufficio Gip di Catania, i quali con tanto senso di responsabilità operano quotidianamente al servizio della Giustizia”&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftn4" name="_ftnref4" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;[4]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Ecco la risposta della Sicilia:&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" null="margin-left:20.25pt"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt; font-family:Arial"&gt;“L'articolo da noi pubblicato il 12 ottobre riproduceva un testo diffuso dall'agenzia Ansa il pomeriggio del giorno precedente”&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftn5" name="_ftnref5" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;[5]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" null="margin-left:20.25pt"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt; font-family:Arial"&gt; &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;null null="font-size:12.0pt;font-family:Arial"&gt;L’appellativo&lt;/null&gt;&lt;/h3&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Un giorno nell'ufficio di Mario Ciancio si presenta Pippo Ercolano - padre di Aldo e cognato di Santapaola - per protestare su un pezzo del giorno precedente in cui lo si definisce ‘boss mafioso’. &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;L’articolo riferiva dei controlli effettuati dal Nucleo operativo ecologico dei carabinieri all'interno dell'Avimec, una ditta di trasporti riconducibile agli Ercolano.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;“Sono convocati il capo cronista Vittorio Consoli e l’autore del pezzo, Concetto Mannisi.”&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftn6" name="_ftnref6" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;[6]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt; “In presenza dell'Ercolano, il direttore del giornale contestava al giornalista il tono non imparziale del suo articolo ed invitava il medesimo, per il futuro, a non attribuire l'appellativo di boss mafioso all'Ercolano e gli altri componenti della sua famiglia, anche se tali affermazioni provenissero da fonti della Polizia e dei Carabinieri"&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftn7" name="_ftnref7" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;[7]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;È un episodio richiamato molte volte nelle cronache de “I Siciliani”, in un rapporto dei carabinieri datato febbraio 1994 ed in diversi atti giudiziari, visto lo spessore di Aldo Ercolano,  per lunghi anni braccio destro di Santapaola. Secondo la procura di Catania, il fatto è “emblematico della succubanza&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftn8" name="_ftnref8" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;[8]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt; in cui la società civile ha vissuto e vive al cospetto della protervia della ‘famiglia’ mafiosa”&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftn9" name="_ftnref9" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;[9]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt; &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;null null="font-size:12.0pt;font-family:Arial"&gt;Il depistaggio&lt;/null&gt;&lt;/h3&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Il pentito Maurizio Avola si accusa di aver ucciso Giuseppe Fava e di aver fatto parte del commando che uccise Dalla Chiesa. La prima notizia è vera, la seconda è falsa. Secondo “La Sicilia”, Avola mente su tutto, perché all'epoca del delitto Dalla Chiesa non era uomo d'onore&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftn10" name="_ftnref10" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;[10]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;L'articolo è firmato da un corrispondente da Messina, mentre l’esperto di mafia del giornale, Tony Zermo, firma lo stesso giorno un identico articolo pubblicato da “Il Giorno" di Milano. Il successivo 3 giugno, “La Sicilia” insiste nella sua tesi, nonostante le autorevoli smentite  dei magistrati catanesi. La “Gazzetta del Sud” di Messina dice che Avola  è un sedicente  pentito, perché ha  dichiarato di aver ucciso Dalla  Chiesa, di conseguenza è un pentito-killer inventato da Cosa Nostra&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftn11" name="_ftnref11" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;[11]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Nei giorni precedenti l’allora ministro Maroni aveva parlato di falsi pentiti infiltrati dalla mafia. Il sostituto procuratore catanese Amedeo Bertone  dichiara che Avola non si è mai  accusato dell'omicidio Dalla Chiesa. La DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) di Catania denuncia notizie “irresponsabilmente diffuse nell’ambito di una studiata strategia diretta a delegittimare il pentitismo”.  Una settimana dopo Claudio Fava invia alla Procura della Repubblica un esposto in cui si ipotizza il reato di favoreggiamento nei confronti dei mandanti dell’omicidio del padre.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" null="margin-left:20.25pt"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt; font-family:Arial"&gt; &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;null null="font-size:12.0pt;font-family:Arial"&gt;Il necrologio&lt;/null&gt;&lt;/h3&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Il 28 luglio 1985 è ucciso Beppe Montana, commissario di polizia. Nell’agosto del 1986, per l’anniversario della morte, i familiari inviano alla ‘Sicilia’ un necrologio: la pubblicazione viene rifiutata, in quanto le espressioni verso “la mafia ed i suoi anonimi sostenitori” sono giudicate “troppo polemiche”. &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Il 3 settembre 1982 è ucciso il generale Dalla Chiesa. Il giorno dopo “La Sicilia” è l’unico quotidiano che omette il nome di Santapaola (che peraltro sarà successivamente assolto) dalla lista degli indiziati. Qualche settimana più  tardi il giudice Giovanni Falcone spicca per lui un mandato di cattura. &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;“La Sicilia” si riferisce al boss con contorte perifrasi:&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" null="margin-left:35.4pt"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt; font-family:Arial"&gt;“Nell’ottobre del 1982, quando tutti i quotidiani italiani dedicheranno i loro titoli di testa all’emissione dei primi mandati di cattura per la strage di via Carini, l’unico giornale a non pubblicare il nome degli incriminati sarà La Sicilia. Un noto boss, scriverà il quotidiano di Ciancio. Nitto Santapaola, spiegheranno tutti gli altri giornali della nazione. &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" null="margin-left:35.4pt"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt; font-family:Arial"&gt;Il nome del capomafia catanese resterà assente dalle cronache della sua città per molti anni ancora: e se vi comparirà, sarà solo per dare con dovuto risalto la notizia di una sua assoluzione. O per ricordarne, con compunto trafiletto, la morte del padre. […] (Tutto questo) con risultati giornalisticamente grotteschi: i minorenni arrestati per uno scippo finivano in cronaca con nome, cognome e foto; i luogotenenti di Santapaola invece erano sempre ‘giovani incensurati’, il loro arresto maturava in ‘circostanze poco chiare’ […].”&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftn12" name="_ftnref12" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;[12]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt;&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt; &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;null null="font-size:12.0pt;font-family:Arial"&gt;Donne e debiti&lt;/null&gt;&lt;/h3&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;L’8 gennaio del 1993 Beppe Alfano è ucciso a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina. Era insegnante, sindacalista Cisnal, tesserato Msi, collaboratore di “Telenews”&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftn13" name="_ftnref13" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;[13]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt; e soprattutto corrispondente per “La Sicilia”. Inizia un lungo e difficile procedimento giudiziario. Si indaga persino sulla vita privata di Alfano, e per alcuni la vittima deve diventare colpevole.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Solo col tempo si fanno strada ipotesi più solide: gli articoli sullo scandalo dell’AIAS di Milazzo, la micidiale vicinanza di Santapaola, latitante a Barcellona ospite delle potenti cosche locali.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Durante una fase del processo, la “Gazzetta del Sud” (il quotidiano locale più diffuso nella zona) titola, nelle pagine di cronaca: “Donne e debiti di gioco: due piste non seguite?”&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftn14" name="_ftnref14" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;[14]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt; &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Un titolo a nove colonne: l’occhiello attribuisce la tesi ai legali difensori, il catenaccio aggiunge che “la mattina del delitto [Alfano] si sarebbe recato a Messina per ottenere un prestito di sei milioni”.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;L’avvocato Franco Calabrò, difensore di Merlino, l’uomo accusato di essere il killer, arriva ad ipotizzare “relazioni extraconiugali con donne e con minorenni” e dichiara: “la mattina dell’omicidio Alfano andò via in tutta fretta - lo confermerà il preside - perché doveva recarsi a Messina per ottenere un prestito di 6 milioni”. La smentita è contenuta nello stesso corpo dell’articolo. Scipione De Leonardis, vice commissario a Barcellona nel periodo dell’omicidio, ribatte infatti che Alfano fu ritrovato con poco più di un milione in tasca e con un assegno, ma i debiti erano “di lievissima entità, dell’ordine di qualche centinaio di migliaia di lire. […] Non abbiamo trascurato alcuna pista, anzi le abbiamo perseguite tutte, anche quelle che riguardavano la vita privata dell’ucciso, proprio per poterle eventualmente escludere. Questa delle donne era infatti la voce più ricorrente, non si può dire se provenisse da un ambiente piuttosto che da un altro; era vox populi. […]. In ogni caso non era nulla di eclatante, per questo l’abbiamo abbandonata”.&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftn15" name="_ftnref15" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;[15]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt; &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;null null="font-size:12.0pt;font-family:Arial"&gt;Paradiso etneo&lt;/null&gt;&lt;/h3&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt; “Quando la città era invidiata perché cresceva, perché il benessere era sotto gli occhi di tutti, sì, allora l’economia era florida. La disoccupazione era solo quella fisiologica, non mancando il lavoro, la delinquenza era limitata agli ‘intrallazzisti’ o a pochi borsaioli. Erano anni in cui l’edilizia trainava ogni settore, gli anni dei palazzinari che edificavano in ogni angolo. Erano anni in cui i gruppi industriali come Costanzo, Rendo, Graci, Finocchiaro o Parasiliti incrementavano il loro fatturato e contestualmente reclutavano mano d’opera e professionisti. Da sempre queste aziende hanno rappresentato i datori di lavoro di questa città, riuscendo ad avere organici fino a 20mila unità.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;La mafia, allora, era lontana o, se era vicina, non la si vedeva, o, se vogliamo, si faceva finta di non vederla. Comunque Catania godeva del benessere. [...] Gli appalti venivano quasi sempre affidati ai ‘datori di lavoro catanesi’, ossia a quelle aziende che qui operavano. E anche tra loro c’era la pax dovuta alle eque spartizioni”.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Ma poi gli imprenditori etnei cercarono “impegni altrove”, a causa di “iniziative trasversali che a tutti i costi dovevano criminalizzare l’imprenditoria locale”. Ma ci fu “una sentenza ‘storica’ in cui, oltre ad assolvere gli imprenditori, [si] sostenne che la loro non era contiguità con la mafia ma una sorta di soccombenza obbligata al potere mafioso che, anche qui a Catania, comanda più del potere legale”&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftn16" name="_ftnref16" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;[16]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt;. &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Si tratta probabilmente della più entusiasta agiografia del “sistema dei cavalieri”, pubblicata dal corrispondente catanese della “Gazzetta del Sud” all’interno dello speciale che festeggiava i quarant’anni del quotidiano ed al contempo dedicava un “ritratto” ad ogni provincia siciliana. Era il 1992, e Giuseppe Fava era stato assassinato da 8 anni.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;null null="font-size:12.0pt;font-family:Arial"&gt;Donne sposate&lt;/null&gt;&lt;/h3&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Il buio della sera di gennaio, il freddo dell’inverno, pochi colpi di fucile caricato coi micidiali pallettoni usati in Aspromonte per la caccia al cinghiale. Un modo crudele di uccidere, ma anche una firma inequivocabile. Pochi momenti che diventano lo spartiacque per la borghesia di una città che da sempre si illudeva di poter facilmente controllare le “infiltrazioni”, cioè le due - tre famiglie locali, gli ndranghetisti, i mafiosi della vicina Barcellona, i catanesi e i palermitani e tutti i delinquenti che hanno scambiato la punta dello stretto per una zona franca da conquistare.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;All’inizio del gennaio 1997 viene ucciso nella maniera più plateale possibile il professor Matteo Bottari, endocrinologo, genero del vecchio rettore dell'Università di Messina Stagno D'Alcontres e stretto collaboratore dell’allora “magnifico” Diego Cuzzocrea.  Una figura chiave tra cliniche private, Università e Policlinico, ovvero una “stazione appaltante” che fa gola a troppi, compresa la ‘ndrina installata dall’altra parte dello Stretto.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;I gruppi criminali calabresi non vogliono soltanto imporre la propria presenza all’interno dell’Università, sostanzialmente incontrastata negli anni ’70, ma i propri metodi: sottomissione totale, definizione delle controversie a bombe e pistolettate, prima si spara poi si discute.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Una lunga serie di omicidi, attentati, minacce e deflagrazioni che scuote l’Italia ma viene ridotta a “episodi marginali” da un corpo accademico diviso tra paura ed omertà. Possiamo gestircela, tutto sotto controllo, sembra che pensino.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Poi arrivano quei colpi all’uscita della clinica, e sono il segnale più chiaro che si è andati oltre. Sono i giorni della paura, i momenti del terrore. Sono ore di confusione.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;All’inizio si tenta prima di far passare l’ipotesi che si sia trattato di un "errore di persona" (espressione usata, tra gli altri, dal direttore amministrativo del Policlinico). &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Nella cronaca della Gazzetta del Sud si legge tra l’altro: “I due colpi hanno spappolato una parte del volto del prof. Bottari (che piaceva anche a donne sposate)”&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftn17" name="_ftnref17" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;[17]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt;. &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" null="margin-left:18.0pt;text-indent:0cm"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Il giorno successivo i redattori prendono le distanze dall'autore della frase incriminata: "Purtroppo ieri, anche questo giornale, a causa della inspiegabile mancata cancellazione elettronica di un appunto (piaceva anche a donne sposate) tra quelli necessari per la sintesi di prima pagina, ha involontariamente dato credito alla voce [del delitto d’onore, nda], e nel peggiore dei modi. Per questo avvilente infortunio porgiamo le sincere scuse ai familiari e ai lettori, i quali sanno che non ci piace indulgere né allo scandalismo né allo sciacallaggio informativo. Teniamo pure a precisare che quella sintesi non è stata redatta da nessuno dei cronisti che stanno seguendo le indagini".&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Sabato 17, il Giornale di Sicilia spiega così i tanti interrogatori in Questura: "Bottari, probabilmente inconsapevolmente, aveva intrecciato una relazione sentimentale con una donna legata a qualche boss locale. Per questo motivo, i poliziotti hanno interrogato a lungo amici e colleghi del professionista, ai quali il medico aveva fatto qualche confidenza".&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Lunedì 19 gennaio arriva un invito a non frequentare la questura: "Gli interrogatori avvengono nei locali della Mobile, con cui collabora la Criminalpol", scrive la Gazzetta. "Sicché il cittadino o la cittadina appartenente alla categoria dei “noti” corre il rischio, se vista da qualche “osservatore” a caccia di scoop di essere additato come “persona informata” dei fatti. Per cui si consiglia di non frequentare, in questi giorni, la Questura...".&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt; &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;null null="font-size:12.0pt;font-family:Arial"&gt;Perché?&lt;/null&gt;&lt;/h3&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Catania ai tempi di Santapaola era una piccola repubblica autonoma con leggi, strumenti di informazione e tribunali propri e particolarissimi. &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;I mafiosi non sono tutti uguali. I famigerati corleonesi erano e sono rimasti contadini sanguinari, che riassumono il loro progetto politico in una sola frase che tramandano di padre in figlio: “rompere le corna allo Stato”. Sono stati cancellati dal loro delirio di onnipotenza, dal desiderio di determinare il destino dell’Italia, di controllare tutti gli appalti dell’isola ed il traffico internazionale degli stupefacenti pur vivendo come topi nelle masserie del palermitano, cibandosi di ricotta e cicoria.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Santapaola no. Pur nascendo a San Cristoforo, quartiere degradato ma in pieno centro, Santapaola inventa la mafia catanese, non proviene da famiglie mafiose e non ha tradizioni particolari da consolidare.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Unisce modi relativamente signorili alla ferocia del delinquente, capace di far strangolare dei ragazzini rei di aver scippato la madre. Frequenta deputati e sindaci, funzionari ed imprenditori. È imprenditore lui stesso, e non solo del crimine: gestisce una concessionaria Renault, mentre la moglie è titolare di una cartoleria del centro. Gioca a carte e scrive in corretto italiano, quanto basta per allontanarlo dal solito cliché del mafioso rozzo. Ci sono fotografie di Santapaola col sindaco e col presidente della provincia, col consigliere comunale e col deputato socialdemocratico.  &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;È il perno di un sistema politico-economico sanguinario ma a suo modo efficiente. Grandi palazzi e colate di cemento, viadotti e banche, televisioni ed imprese. Catania è un caso unico, un modello per alcuni, un concentrato di sangue e violenza per altri.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;***&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Storicamente, la borghesia siciliana ha concepito la mafia come quei cani ferocissimi ma utili per difendere la proprietà, intimorire i sottoposti, annientare i comunisti o aggirare le regole garantendosi un appalto. Proprio come cani da guardia nascono i mafiosi: sono i campieri del latifondo. Il film “In nome della legge” di Pietro Germi descrive bene il rapporto contorto e complesso tra classi dominanti isolane e gruppi mafiosi.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Come tutti i cani feroci, non è raro che mordano il padrone. E questo va messo in conto. Ed è accaduto spesso: dal delitto Mattarella a quello di Salvo Lima e dei fratelli Salvo. Fatte le debite proporzioni e sottolineate le notevoli differenze, il delitto Bottari a Messina.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Sono i momenti in cui la “cultura della convivenza” o la certezza di essere al posto di comando inevitabilmente vacillano. Allora entra in crisi anche la storica diffidenza nello Stato, e nella sua polizia. Meglio un’armata privata, sciolta da vincoli, efficace ed immediata. Meglio, finché non ti si rivolta contro.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Sciascia scrisse: “Cos’è il fascismo per i proprietari terrieri? E quelli rispondevano: la proibizione di fare sciopero”. Mi parve un’ottima risposta. Per essi, l’essere di destra non coincideva coi valori guerreschi o con gli eroismi, preferendo di gran lunga una vita paciosa punteggiata da mangiate di pesce e conversazioni sulla qualità della ricotta, bensì con la possibilità di sottomettere il prossimo. Per essi, il fatto di essere nati in condizione di privilegio, o peggio ancora un’arrampicata sociale coronata dal successo, coincide con la volontà di Dio, e Dio è il nome nobile che attribuiscono al caso.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Allo stesso modo, per i proprietari siciliani la mafia è stato uno strumento  - all’inizio forse estremo, poi diventa un’incrostazione culturale – che avrebbe impedito il sovvertimento dell’ordine sociale. Poi le cose presero strade diverse, come sappiamo.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;***&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Le stragi del 1992 sono una scossa che incrina una radicata convinzione, e cioè che la mafia abbia delle regole, che queste siano basate sull’onore, o che comunque esista una vecchia mafia sostanzialmente utile ma progressivamente imbastardita dall’avidità delle nuove generazioni criminali. A Palermo questa distinzione ha spesso assunto i caratteri della spocchia del cittadino: i cafoni provinciali corleonesi – &lt;i&gt;piedi ‘ncritati&lt;/i&gt;, cioè sporchi di terra – hanno rovinato la vecchia mafia urbana dai modi civili. &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" null="margin-left:18.0pt"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt; font-family:Arial"&gt;“Faccio parte di un popolo tanto ricco di antiche civiltà e pure ridotto all’infamia per colpa di pochi spregiudicati che per continuare ad arricchirsi sul malaffare hanno perduto qualsiasi senso dell’onore. Sentimento che un tempo era vanto della mafia che teneva gelosamente a questa reputazione e che ora ha gettato nel fango, anzi nella fogna, anche questa antica prerogativa”&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftn18" name="_ftnref18" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;[18]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt; &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Fatte queste premesse è possibile comprendere l’articolato rapporto tra i giornali siciliani e la mafia, non riducibile alla solita indistinta mafiosità degli isolani.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Dopo la stagione della grandi stragi, parte della magistratura sembra intenzionata ad intaccare un sistema che fino a quel momento era apparso perfetto, indistruttibile. Nella prima metà degli anni ’90 si scatena una dura campagna contro giudici e pentiti, che del resto non si è mai interrotta ed ha coinvolto tanti media nazionali.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!-- &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="'font-size:11.0pt;font-family:Arial'"&gt;Abbiamo così – tra le tante perle - l’esaltazione del magistrato “che la sera torna a casa con la propria auto e può dormire con la porta aperta e senza gendarmi davanti all’uscio”&lt;a href="#_ftn19" name="_ftnref19" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="'font-size:11.0pt;font-family:Arial'"&gt;[19]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, collaboratori di giustizia definiti “fior di mascalzoni prima di battersi il petto a pagamento - e forse anche dopo [...]”&lt;a href="#_ftn20" name="_ftnref20" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="'font-size:11.0pt;font-family:Arial'"&gt;[20]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, oltre che “prezzolati”&lt;a href="#_ftn21" name="_ftnref21" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="'font-size:11.0pt;font-family:Arial'"&gt;[21]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, oppure  “Giuda” “impazziti soltanto nel sentire il tintinnio dei trenta denari”,  con “l’iscariotismo nel sangue”&lt;a href="#_ftn22" name="_ftnref22" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="'font-size:11.0pt;font-family:Arial'"&gt;[22]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; --&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;A volte sono commenti legittimi seppure opinabili, a volte forse qualcosa di più. Nel 1995 il collaboratore Vincenzo Scarantino inizia a parlare della strage di Via D’Amelio alla Procura diretta da Caselli. La moglie aveva accusato la questura di aver estorto la confessione con la tortura, le donne della famiglia sono arrivate ad incatenarsi di fronte al Palazzo di Giustizia. Puntutali arrivano altre voci, tutte smentite dai magistrati: “Alla larga dai pentiti […] A Palermo sostengono che [Scarantino] abbia voluto alzare il prezzo con lo Stato perché la famiglia ha bisogno di una nuova abitazione. Se fossimo al ministero di Grazia e Giustizia ci metteremmo dentro la famiglia Scarantino e butteremmo via la chiave. Senza pentirci”&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftn23" name="_ftnref23" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;[21]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt; &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;null null="font-size:12.0pt;font-family:Arial"&gt;La libertà&lt;/null&gt;&lt;/h3&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;I giornali siciliani sono gestiti con una mentalità che deriva direttamente dalla tradizione feudale. Un padre padrone, la successione ereditaria, casate di tradizione secolare – i Ciancio Sanfilippo a Catania, gli Ardizzone a Palermo -, direttori che dirigono ma non esercitano, cioè non scrivono, perché si sentirebbero come i latifondisti messi a zappare la terra, redazioni sotto controllo ed una isola rigidamente divisa nelle tre zone d’influenza dei monopoli.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Il direttore/editore de “La Sicilia” ribatte alle “azioni di disturbo” abbinando ad un silenzio glaciale la calma di chi sa di essere il più forte. Il direttore della “Gazzetta del Sud” di Messina persegue dal 1968, anno fatale da cui è in carica, una scientifica strategia, ovvero la querela in sede civile usata come arma contro chiunque osi criticare lui e/o il suo giornale.&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Un saggio come quello che avete appena letto, pur basandosi su fatti veri ed inoppugnabili, potrebbe essere accusato di “maliziosi accostamenti”, “sintesi scorretta”, “subdole estrapolazioni”. &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt;font-family:Arial"&gt;Un magistrato non indipendente – ce ne sono tanti - potrebbe abbozzare un atto esordendo: “Effettivamente…”. L’autore dell’articolo, oberato da spese insostenibili e dalla  prospettiva di un iter giudiziario pluridecennale, potrebbe aver voglia di scrivere “non più che le previsioni del tempo” (Giuseppe Fava). Per poi magari incontrare qualche amico del Nord che gli chiede: ma da voi perché nessuno si ribella?&lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" null="text-indent:0cm"&gt;&lt;null null="font-size:11.0pt; font-family:Arial"&gt; &lt;/null&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div&gt;&lt;br /&gt;  &lt;hr align="left" size="1" width="33%"&gt;  &lt;div id="ftn1"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftnref1" name="_ftn1" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;"&gt;[1]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt; &lt;i&gt;Sono un mito creato dalla stampa&lt;/i&gt;, la Sicilia,  26 ottobre 1994, pagina 3&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn2"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftnref2" name="_ftn2" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;"&gt;[2]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt; Lettera di Vincenzo Santapaola alla Sicilia, 9 ottobre 2008.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn3"&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftnref3" name="_ftn3" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;"&gt;[3]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt; &lt;i&gt;Mafia: invio lettera Santapaola jr autorizzato da Gip&lt;/i&gt;, ANSA 11 ottobre 2008.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn4"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftnref4" name="_ftn4" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;"&gt;[4]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt; Lettera pubblicata su “La Sicilia” il 17 ottobre 2008, pagina 33.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn5"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftnref5" name="_ftn5" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;"&gt;[5]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt; La difesa appare ancora meno esaustiva se si considera che Mario Ciancio è consigliere d’amministrazione dell’ANSA nazionale, mentre la sede catanese dell’ANSA è in via Oderico da Pordenone 50, che è anche la sede de “La Sicilia”. Ciancio è tutt’altro che un imprenditore locale. Oltre ad essere stato presidente della FIEG, possiede o ha posseduto importanti partecipazioni azionari nei media di tutta Italia, tra cui “MTV”. &lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn6"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftnref6" name="_ftn6" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;"&gt;[6]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt; &lt;i&gt;Cfr&lt;/i&gt;. Fabio Gallina - Sebastiano Gulisano, &lt;i&gt;Catania dopo Santapaola&lt;/i&gt;, "I Siciliani nuovi", marzo 1996&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn7"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftnref7" name="_ftn7" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;"&gt;[7]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt; Procura di Catania, Atti dell'operazione "Orsa Maggiore"&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn8"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftnref8" name="_ftn8" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;"&gt;[8]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt; Termine originale usato dai magistrati.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn9"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftnref9" name="_ftn9" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;"&gt;[9]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt; &lt;i&gt;Ibidem&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn10"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftnref10" name="_ftn10" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;"&gt;[10]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt; La Sicilia, 2 giugno 1994.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn11"&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftnref11" name="_ftn11" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;"&gt;[11]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt; Gazzetta del Sud, 3 giugno 1994.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn12"&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftnref12" name="_ftn12" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;"&gt;[12]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt; Claudio Fava, &lt;i&gt;La mafia comanda a Catania 1960/1991&lt;/i&gt;, Laterza 1991&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn13"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftnref13" name="_ftn13" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;"&gt;[13]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt; Una emittente barcellonese il cui proprietario - Antonino Mazza - sarà ucciso nel luglio ’93.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn14"&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftnref14" name="_ftn14" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;"&gt;[14]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt; Cfr. Gazzetta del Sud, 13 maggio 1995, pagina 5&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn15"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftnref15" name="_ftn15" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;"&gt;[15]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt; Ibidem.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn16"&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftnref16" name="_ftn16" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;"&gt;[16]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt; &lt;i&gt;1952-1992 I nostri quarant’anni&lt;/i&gt;, supplemento alla “Gazzetta del Sud”, 9 giugno 1992, pagina 141&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn17"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftnref17" name="_ftn17" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;"&gt;[17]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt; &lt;i&gt;Killer non messinesi. Nebuloso il movente&lt;/i&gt;, “Gazzetta del Sud”, 17 gennaio 1997, articolo non firmato in prima pagina&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn18"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftnref18" name="_ftn18" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;"&gt;[18]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt; “Vittima della devozione”, Gazzetta del Sud 20 giugno 1992, pagina 1&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;!-- &lt;div id="ftn19"&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="#_ftnref19" name="_ftn19" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="'font-size:10.0pt;font-family:"&gt;[19]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Gazzetta del Sud, 3 novembre 1993, pagina 2&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn20"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a href="#_ftnref20" name="_ftn20" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="'font-size:10.0pt;font-family:"&gt;[20]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Gazzetta del Sud 23 luglio 1995, pagina 2&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn21"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a href="#_ftnref21" name="_ftn21" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="'font-size:10.0pt;font-family:"&gt;[21]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Gazzetta del Sud 20 ottobre 1995, pagina 2&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn22"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a href="#_ftnref22" name="_ftn22" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="'font-size:10.0pt;font-family:"&gt;[22]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Gazzetta del Sud 3 novembre 1993, pagina 2&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt; --&gt;  &lt;div id="ftn23"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&amp;amp;riga=276#_ftnref23" name="_ftn23" title=""&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;null null="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;"&gt;[21]&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/null&gt;&lt;/a&gt; Gazzetta del Sud 30 giugno 1995, pagina 95. L’editoriale è apparso in contemporanea su il Resto Del Carlino, La Nazione, Il Tempo.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;/div&gt;   &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;Antonello Mangano. "La succubanza. I quotidiani siciliani e la mafia". Terrelibere.org, 2008-10-25&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-8882950357401735015?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/8882950357401735015/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=8882950357401735015' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/8882950357401735015'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/8882950357401735015'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2008/11/la-succubanza-i-quotidiani-siciliani-e.html' title='La succubanza. I quotidiani siciliani e la mafia'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-8064130121929281706</id><published>2008-10-30T13:42:00.002+01:00</published><updated>2009-02-21T22:40:33.987+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Un camion carico di spranghe e in piazza Navona è stato il caos</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;&lt;span class="txt12"&gt;di CURZIO MALTESE, da www.repubblica.it&lt;/span&gt;                                    (30 ottobre 2008)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="fotosxb"&gt;                    &lt;!-- inizio FOTO1 --&gt;&lt;img src="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-4/camion-spranghe/fran_14251603_48040.jpg" alt="Un camion carico di spranghe e in piazza Navona è stato il caos" width="230" /&gt;&lt;!-- fine FOTO1 --&gt;                                                          &lt;p&gt;&lt;!-- inizio DIDA --&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Gli scontri di ieri a Roma&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Caschi, passamontagna e bastoni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E quando passa Cossiga un anziano docente urla: "Contento ora?"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La rabbia di una prof: quelli picchiavano e gli agenti zitti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;!-- fine DIDA --&gt;&lt;/p&gt;                                    &lt;/div&gt;                                                   &lt;!-- inizio TESTO --&gt; AVEVA l'aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il mercatino di Campo de' Fiori colmo di gente. Certo, c'era la manifestazione degli studenti a bloccare il traffico. "Ma ormai siamo abituati, va avanti da due settimane" sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla, in pochi minuti un'onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di Campo dè Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati, paonazzi.&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. La polizia, a due passi, non si muove.&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano "Duce, duce". "La scuola è bonificata". Dicono di essere studenti del Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i trent'anni, ma quello che ha l'aria di essere il capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate. Un'altra carica colpisce un gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e dell'università di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene colpito alla testa, cade e gli tirano calci. "Basta, basta, andiamo dalla polizia!" dicono le professoresse.&lt;br /&gt;                                                                             &lt;!--inserto--&gt;&lt;div class="ad-box"&gt;&lt;!-- OAS AD 'Middle' - da inserire per 200x200 --&gt; &lt;script language="javascript" type="text/javascript"&gt; &lt;!-- OAS_RICH('Middle'); //--&gt; &lt;/script&gt; &lt;/div&gt;&lt;!--/inserto--&gt;                                           &lt;br /&gt;Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il funzionario capo. "Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!" protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: "E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!". Il funzionario urla: "Impara l'educazione, bambina!". La professoressa incalza: "Fate il vostro mestiere, fermate i violenti". Risposta del funzionario: "Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra". C'è un'insurrezione del drappello: "Di sinistra? Con le svastiche?". La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande crocifisso che porta al collo: "Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un'azione di violenza da parte dei miei studenti. C'è gente con le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c'entra se sono di destra o di sinistra? È un reato e voi dovete intervenire".&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;Il funzionario nel frattempo ha adocchiato una telecamera e il taccuino: "Io non ho mai detto: quelli sono di sinistra". Monica, studentessa di Roma Tre: "Ma l'hanno appena sentito tutti! Chi crede d'essere, Berlusconi?". "Lo vede come rispondono?" mi dice Laura, di Economia. "Vogliono fare passare l'equazione studenti uguali facinorosi di sinistra". La professoressa si chiama Rosa Raciti, insegna al liceo artistico De Chirico, è angosciata: "Mi sento responsabile. Non volevo venire, poi gli studenti mi hanno chiesto di accompagnarli. Massì, ho detto scherzando, che voi non sapete nemmeno dov'è il Senato. Mi sembravano una buona cosa, finalmente parlano di problemi seri. Molti non erano mai stati in una manifestazione, mi sembrava un battesimo civile. Altro che civile! Era stato un corteo allegro, pacifico, finché non sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. Sotto gli occhi della polizia. Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se, dico la verità, se non l'avessi visto, ma soltanto letto sul giornale, non ci avrei mai creduto".&lt;br /&gt;                                        &lt;br /&gt;Alle undici e tre quarti partono altre urla davanti al Senato. Sta uscendo Francesco Cossiga. "È contento, eh?" gli urla in faccia un anziano professore. Lunedì scorso, il presidente emerito aveva dato la linea, in un intervista al Quotidiano Nazionale: "Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno (...) Infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti all'ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine sì".&lt;br /&gt;                                        &lt;br /&gt;È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un'azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. "Lei dove va?". Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto è memorabile: "Non li abbiamo notati".&lt;br /&gt;                                        &lt;br /&gt;Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: "Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!". L'altro risponde: "Allora si va in piazza a proteggere i nostri?". "Sì, ma non subito". Passa il vice questore: "Poche chiacchiere, giù le visiere!". Calano le visiere e aspettano. Cinque minuti. Cinque minuti in cui in piazza accade il finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti della Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla piazza. Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le saracinesche, e li scagliano contro quelli di destra.&lt;br /&gt;                                        &lt;br /&gt;Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti di scontri non sono pochi, s'affaccia la polizia. Fa cordone intorno ai sessanta di Blocco Studentesco, respinge l'assalto degli studenti di sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro. Un gruppo di studenti s'avvicina ai poliziotti per chiedere ragione dello strano comportamento. Hanno le braccia alzate, non hanno né caschi né bottiglie. Il primo studente, Stefano, uno dell'Onda di scienze politiche, viene colpito con una manganellata alla nuca (finirà in ospedale) e la pacifica protesta si ritrae.&lt;br /&gt;                                        &lt;br /&gt;                                                 &lt;!-- do nothing --&gt; A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini con la testa fra le mani, sporche di sangue, sedie sfasciate, un tavolino zoppo e un grande Pinocchio di legno senza più una gamba, preso dalla vetrina di un negozio di giocattoli e usato come arma. Duccio, uno studente di Fisica che ho conosciuto all'occupazione, s'aggira teso alla ricerca del fratello più piccolo. "Mi sa che è finita, oggi è finita. E se non oggi, domani. Hai voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le lezioni in piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete. Da stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passerà l'idea che comunque gli studenti vogliono il casino. È il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                 &lt;!-- do nothing --&gt;&lt;!-- fine TESTO --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-8064130121929281706?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/8064130121929281706/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=8064130121929281706' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/8064130121929281706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/8064130121929281706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2008/10/caschi-passamontagna-e-bastoni.html' title='Un camion carico di spranghe e in piazza Navona è stato il caos'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-2930343392119820639</id><published>2008-10-28T10:04:00.005+01:00</published><updated>2009-02-21T22:40:33.988+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nuntereggaepiù'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Like Suicide*</title><content type='html'>Trovo internet e tutto quel che vi gira intorno sempre più alienante.&lt;br /&gt;Badate, non dico che riesca a farne a meno. Anzi, il problema è proprio l'opposto, trovo difficilissimo staccarmene, e questo non fa che accrescere il mio desiderio di starne lontano. Sarà un fatto caratteriale, deriverà dal mio vissuto, ma ho una sorta di allergia per tutte quelle cose che, passando attraverso l'abitudine o sottili blandizie, finiscono per diventare via via più invadenti e costrittive, diventando parte integrante del tuo tempo. Ecco: odio chi mi ruba il tempo. Mi dico sempre che vorrei essere una Iena televisiva per prendermela con i ladri di tempo, quelli che ti rubano preziosi attimi di vita nei quali potresti semplicemente far altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se telefono alla Simpatica Compagnia Telefonica e devo aspettare cinque minuti -a sentire messaggi di benvenuto, promemoria sulle ultime offerte, e via dicendo- per accedere al menù, il quale mi inviterà a chiamare a un numero a pagamento per segnalare un guasto -ma io so benissimo che devo arrivare al servizio clienti per un'altra via, digitando qualche altra voce che mi porti a parlare comunque con un operatore- mi sento preso per i fondelli, derubato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se a pranzo, dopo il telegiornale -quelle volte che lo guardo, e accade sempre più di rado- il televisore resta acceso e mi ritrovo a fare zapping con una mano e mangiare i maccheroni con l'altra in cerca di qualcosa che non sia completamente idiota -&lt;span style="font-style: italic;"&gt;festaitalianacongigidalessio, zap, litaliaallospecchioelultimogiallochisaràilcolpevole, zap,  forumunavecchiettadenunciailmaritochelehadatodabereloliomotoredelsuomotozappa, zap uominiedonnegigggitroveràlanimagemellaentroildodiciaprile, zap&lt;/span&gt;- la cosa che davvero mi manda in bestia non è tutta quell'immane poltiglia di merda che passa attraverso il teleschermo, e forse, in quel preciso momento, neppure il fatto che attraverso tutta quella stupidità la gente intorno a me si sta trasformando negli Ultracorpi di Don Siegel (ultracorpi che peraltro decidono chi deve governare per me): no, quel che mi fa sbarellare è il fatto di accorgermi d'improvviso che ho dovuto raccogliere con tutte le mie forze un momento di razionalità per comprendere che il televisore poteva benissimo stare spento e dovrebbe esserlo per default. La cosa che mi fa impazzire è quella sgradevole alienante -e sempre più frequente- sensazione di andare alla deriva, di non essere consapevole del mio tempo e delle mie scelte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco: io non ho scelto di iscrivermi su Facebook. Ok, mi ci sono iscritto io, ma non so come ci sono finito. No, d'accordo, lo so com'è andata. Dev'essere stato per via di un amico spagnolo che non vedevo da anni, e il piacere di sapere come stava. O qualche ex collega dell'università. Partendo da lì, è bastata una semplice velocissima iscrizione per ritrovarmi a rivedere facce di gente che non sentivo da secoli. Mi ha fatto un immenso piacere, sulle prime. Poi ho iniziato a ricevere richieste di amicizia da parte di simpatici colleghi che non conosco molto bene, gente che stimo. Bene. Qualche parente. Fantastico. Ed ecco arrivare richieste da parte di gente che non ho mai sentito nominare. Amici di amici. Facebook mi invita a segnalare ai miei amici quali altri miei amici potrebbero essere o diventare loro amici. Perché?, mi chiedo. Saranno capacissimi di trovarsi da soli, magari potrei sembrare maleducato a inviare mail alla gente. Oppure saranno contenti, chissà. Sì, nella stragrande maggioranza dei casi saranno contenti. O comunque non avranno nulla da protestare. E già questo mi spaventa.&lt;br /&gt;Mi "iscrivo" a una "causa" contro l'omofobia, mi sembra una cosa giusta. Per farlo devo cliccare una roba che serve per attivare questo genere di "applicazioni", dice che sto dando i miei dati a dell'altra gente. Uhm. Poi mi dico, bah, ma che problema c'è? Lo fanno tutti...&lt;br /&gt;In breve le richieste di amicizia e le proposte di far richiesta d'amicizia (aarggggh?) travestite da richieste d'amicizia (aspetta, perché devo attendere che sia accettata? aah, ma allora non era Tizio che mi aveva contattato? Lo sto contattando io?) si moltiplicano. Se volessi potrei pure cliccare su un'iconetta raffigurante un dono e inviare un regalino a chi voglio. Senza neppure aver bisogno di comprarlo, impacchettarlo, toccarlo con le mie mani. Doolce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, avete ragione, non è un dramma, non c'è nulla di male, in fondo è solo un bel sistema per creare e tenere in piedi una bella rete sociale con il mondo. Eppure tutto questo mi sembra maledettamente fuori dal mio controllo, mi accorgo che ci sono finito dentro praticamente senza volerlo, senza sapere cosa fosse e che -molti miei contatti lo confermano- è così che accade a quasi tutti. L'ultima goccia è il messaggio, peraltro simpatico, buffo, di una collega:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"vuoi solo la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità?  non ricordavo nemmanco di averti chiesto di diventare mio amico! [...] mi sa che ormai gli inviti si incrociano anche a insaputa dei diretti interessati..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diamine, no, no, no... questa roba non fa per me.&lt;br /&gt;Mi sono ritrovato incluso, mio malgrado, all'interno di una rete troppo grande, agorafobica, per il mio carattere riservato. Esagero? Oh, sì, lo so che esagero. Ma io sono fatto così, non mi va di collegarmi per sapere che "Gianna sta facendo la torta". E se ne preparo una io, invito qualche amico in carne e ossa a mangiarla e si parla di quattro cazzate, ma di persona. Io voglio cinque amici cinque, o magari cento, ma gente cui stringere la mano, al limite telefonare. Ho una piccola famiglia, una bella band (vi racconterò, promesso), un blogghino che trascuro da tempo e un myspace (non personale, giammai! è quello della band di cui sopra),  un gruppo per traduttori silenziosissimo (e meno male), un indirizzo e.mail. Non voglio nient'altro. Chi mi vuole, sa dove trovarmi. E, a dirla tutta, non è che io abbia tutta 'sta voglia di essere reperibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma no, non è neppure nulla di tutto questo; come non è paura della tecnologia, nostalgia delle vecchie missive cartacee. In fondo, non sto scrivendo in un blog? Sarà forse la quantità, l'abitudine, il tempo, il fatto di ritrovarmi ad avere dei contatti con più gente di quella che vorrei? L'abuso della parola "amico"? La dimensione, l'incontrollabilità di tutto quanto? Se su myspace la cosa mi va anche bene, perché è la semplice vetrina di una band e siamo in tre a gestirla, e chi ci visita in qualche modo è interessato a noi, commenta i nostri brani, su Facebook mi sembra tutto veloce, distratto, superficiale. E ancora, e soprattutto: fuori dal mio controllo. Qualcuno di voi sarà d'accordo, qualcuno mi darà del paranoico, e credo che in fondo il succo stia proprio in questo, forse, in una questione di gusto personale, e che tutto questo discorso possa risolversi in una frasetta semplice semplice:&lt;br /&gt;Ho capito che Facebook non mi piace, ma proprio per niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poco male, mi dico, ci sarà un modo per cancellare l'iscrizione. Eppure la paginetta di "disattivazione" dell'account è un po' ambigua, non parla di cancellazione, dice addirittura che potrò riattivare  in qualunque momento l'account e ritrovare tutto come prima, e che per farlo mi basterà accedere al sito con nome e password.&lt;br /&gt;Eeeeh? Cazzo dite, potrò riaccedere con nome e password e tutto torna come prima?&lt;br /&gt;Ma che diamine!&lt;br /&gt;Ho detto che io voglio cancellare l'account, avete capito o no? C-A-N-C-E-L-L-A-R-E, eliminare, forever, bye, disintegrate, piùpiù, zzzappp!, amen!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sensazione di cybersoffocamento aumenta cercando su Google la frase "cancellare il proprio account su Facebook". Scopro che è quasi impossibile, che è proprio come avevo capito, cliccando su "deactivate account" i miei dati resteranno comunque presenti nei loro server nel caso che in un secondo momento io possa decidere di ritornare (aaarrghhh!!). E c'è chi sostiene che i dati personali resteranno accessibili anche a estranei e malintenzionati. Meno male che non ho avuto il tempo (e la voglia) di inserire quasi nulla, nella mia paginetta...&lt;br /&gt;Questo della cancellazione dei dati personali, scopro, è un problema annoso di tutti i siti di social networking, ma pare che Facebook sia particolarmente ostinato.&lt;br /&gt;Per sparire davvero dal simpatico sito di social networking bisogna cancellare tutti i propri dati, foto, messaggi, dati vari, poi mandare una serie di mail e rispondere a un'altra serie di mail, ballare il sabba sotto la luna piena bevendo unghie di pipistrello o (a scelta) pregare Sant'Ignazio di Loyola. Un simpatico blogger, Steven Mansour, ha pure raccontato tutta la saga della cancellazione del suo account in un post dal titolo buffo e disperante: &lt;a href="http://www.google.com/url?sa=t&amp;amp;source=web&amp;amp;ct=res&amp;amp;cd=4&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fwww.stevenmansour.com%2Fwritings%2F2007%2Fjul%2F23%2F2342%2F2504_steps_to_closing_your_facebook_account&amp;amp;ei=0t8GSZWKDJSq1gbSi8yYBw&amp;amp;usg=AFQjCNErY4mI4aOq7asBjFoXcTazu0folQ&amp;amp;sig2=i_LAG0BxZPtGy-pmSVVHKQ"&gt;2504 Steps to closing your Facebook account&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fortuna, dopo un bel po' di smanettamenti, il vostro Yako scova &lt;a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=16929680703"&gt;un gruppo di Facebook che si chiama "How to permanently delete your Facebook account"&lt;/a&gt;. Uahaaa! Il verme dentro la mela!&lt;br /&gt;Basta fornire la propria password (aaargghhh! cosa se ne faranno? mi fido? Massì, va, non c'è nessun numero di carta di credito, hanno solo la mia data di nascita e qualche messaggio scazzato, e l'alternativa è lasciare tutto com'è...) e premere un tasto gridando "Non mi avrete, bastardi!". In quindici giorni pensano a tutto loro, mail, contro-mail, richieste, tutto. Una specie di patronato del web, di class-action della rete.&lt;br /&gt;Funzionerà?&lt;br /&gt;Ehi... funziona!&lt;br /&gt;Giuseppe Iacobaci è appena scomparso da Facebook, ultimo (per ora) di una ventina di migliaia di ex-iscritti. Qualcuno, entusiasta, lo definisce un cyber-suicidio di massa. Ahaa. Sono il piccolo lemming della rete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, no, aspettate un attimo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cyber suicidio&lt;/span&gt;? Volete dire che... quella era una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cyber-vita&lt;/span&gt;?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pheeeewww... più ci penso, più mi dico che mi sono salvato per un pelo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;*Soundgarden&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-2930343392119820639?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/2930343392119820639/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=2930343392119820639' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/2930343392119820639'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/2930343392119820639'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2008/10/like-suicide.html' title='Like Suicide*'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-2787335612436174060</id><published>2008-06-15T22:36:00.002+02:00</published><updated>2009-02-21T22:40:33.989+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Rom, verso la pulizia etnica anche in Sicilia? (da Terrelibere.it)</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: 14px; color: rgb(73, 70, 63); line-height: 19px; margin-left: 30px; font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;        La pratica delle “identificazioni” perpetrate all’alba da un nugolo di poliziotti armati che non rispettano neppure i diritti dei minori, rischia di accrescere la clandestinizzazione di quei rom che, seppure privi del permesso di soggiorno, erano impegnati in faticosi percorsi di inserimento sociale, avevano figli nati in Italia, svolgevano comunque una attività lavorativa lecita e garantivano la frequenza dei minori a scuola.&lt;/span&gt;  &lt;br /&gt;    &lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2409/2062881939_b3debdff58_m.jpg" alt="Rom, verso la pulizia etnica anche in Sicilia?" align="right" border="0" hspace="7" vspace="7" width="200" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;   &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Lombardia, Lazio e Campania sono state le prime &lt;/strong&gt;regioni nelle quali il nuovo Governo ha affrontato la “questione nomadi”. Secondo il ministro dell'interno, Roberto Maroni. «è iniziata l'azione di identificazione di chi vive nei campi abusivi e abbiamo un programma di azioni che in pochi mesi porterà alla soluzione della questione: chi ha diritto di stare vivrà in condizioni umane, chi non ha diritto sarà rispedito a casa». La pratica delle “identificazioni” perpetrate all’alba da un nugolo di poliziotti armati che non rispettano neppure i diritti dei minori, rischia di accrescere la clandestinizzazione di quei rom che, seppure privi del permesso di soggiorno erano impegnati in faticosi percorsi di inserimento sociale, avevano figli nati in Italia, svolgevano comunque una attività lavorativa lecita e garantivano la frequenza dei minori a scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="border: 0pt none ; margin: 9px; float: left;" src="http://farm3.static.flickr.com/2084/2139711210_d5cc49630b_m.jpg" alt="" /&gt;&lt;strong&gt; Le associazioni impegnate nella difesa dei &lt;/strong&gt;diritti dei rom peraltro disponevano già di un censimento della maggior parte dei campi, effettuato per fornire garanzie ad una minoranza sempre a rischio di esclusione e di discriminazione, e non per preparare espulsioni di massa. Il vero scopo del censimento voluto dal ministro dell’interno è quello di terrorizzare i rom privi di permesso di soggiorno e costringerli alla fuga, in modo da agevolare la chiusura o il ridimensionamento dei campi, anche di quelli regolari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; Nel corso di una visita a Venezia in cui ha &lt;/strong&gt;incontrato il prefetto della città, Maroni ha detto di avere "intenzione di chiudere i campi nomadi abusivi"."Questo è quello che stiamo facendo a Milano, a Roma e a Napoli. Su tutto ciò che è abusivo e illegale si deve intervenire”. A Roma, dove continuano gli sgomberi avviati negli anni scorsi da Rutelli e da Veltroni, adesso anche in danno dei campi abitati da rom cittadini italiani, le attività di censimento producono deportazioni violente dal chiaro sapore simbolico, anche là dove era in corso una trattativa con le isitituzioni, come nel recente caso del campo ubicato a Foro Boario. Secondo il prefetto di Roma «Il nostro obiettivo è quello di monitorare e censire i campi, dando la precedenza quelli non autorizzati. Il censimento riguarderà l'intera area regionale: mi incontrerò con i prefetti del altre province per coinvolgerli». Certo, perché ad ogni operazione di rimozione di un campo, senza che le istituzioni garantiscano una qualsiasi soluzione alloggiativa il problema si sposta e si aggrava a pochi chilometri di distanza. Ad ogni “censimento”, da Milano a Roma, seguono arresti e trasferimenti coattivi con l’obiettivo di terrorizzare i rom e indurli ad abbandonare i territori urbani. Ed i risultati di questo clima di terrore, che alimenta anche la mano degli incendiari, si vedono.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt; A quanto risulta molti rom hanno deciso di lasciare l’Italia&lt;/strong&gt; per trasferirsi in Francia, in Belgio, in Germania, dove in fuga dal pogrom italiano hanno trovato immediata accoglienza presso le loro comunità, già bene inserite in quei paesi. Chi richiama pretestuosamente le legislazioni di altri paesi per giustificare l’imbarbarimento della legislazione italiana sull’immigrazione tace che negli stessi paesi un numero di rom ben superiore a quelli presenti in Italia ha trovato accoglienza ed integrazione.Ovunque in Italia si fomenta impunemente l'odio razziale e, dopo episodi di cronaca che rimangono ancora assai incerti, si criminalizzano etnie in quanto tali, applicando la legge del taglione ed il principio della responsabilità collettiva. A Ponticelli, vicino Napoli, nessuno ha impedito attacchi incendiari ai campi dei rom, che sono stati scacciati con le spranghe e con le bottiglie incendiarie, mentre a Mestre si giunge ad impedire all’amministrazione comunale l’avvio dei lavori di sistemazione di un campo per rom cittadini italiani e si tollera che un manipolo di razzisti militanti della Lega, coperti dall’attuale ministro dell’interno, blocchi decisioni democraticamente e legittimamente assunte dalle istituzioni locali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; La situazione dei rom e dei sinti in Italia è ormai &lt;/strong&gt;fuori controllo. Le operazioni di sgombero procedono inesorabili e non si fermano neanche di fronte alla richiesta delle famiglie rom di aspettare il ritorno dei bambini da scuola, come è successo a Roma. Le “identificazioni” procedono anche con il rilievo forzato di dati biometrici e con schedature collettive anche in danno dei rom cittadini italiani, con una evidente lesione del principio di parità di trattamento.&lt;br /&gt;Associazioni umanitarie internazionali e importanti rappresentanti del Parlamento Europeo ribadiscono come non sia accettabile che gli interventi di sgombero delle “forze dell’ordine” nei campi rom siano effettuati senza alcun preavviso e soprattutto senza alcuna proposta di sistemazione alternativa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="border: 0pt none ; margin: 9px; float: left;" src="http://farm1.static.flickr.com/59/228321637_74b06ef78e_m.jpg" alt="" /&gt;&lt;strong&gt;Gli sgomberi dei campo “nomadi” in corso in queste settimane in&lt;/strong&gt; Italia si stanno svolgendo in violazione del Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, ratificato dall'Italia con la Legge 881 del 25/10/ 1977, che sancisce il divieto di sgomberi senza alternative di alloggio. Tutte le convenzioni internazionali a protezione dei minori vengono sistematicamente violate proprio da quelle stesse autorità che poi individuano nella persecuzione dell’accattonaggio l’unica forma di tutela dei bambini rom.In Sicilia la situazione dei rom non è meno grave che in altre parti d’Italia, anche se si tratta di poche centinaia di persone, in maggior parte donne, bambini, profughi di guerra per i quali non sarebbe difficile trovare una sistemazione dignitosa. Nella provincia di Trapani diversi rom provenienti dal Kosovo, per quanto titolari di permessi per protezione internazionale, vivono in case fatiscenti in una situazione di totale abbandono.A Messina nel campo ubicato alla periferia nord della città sono rimaste solo alcune famiglie. Il campo di Agrigento ubicato sopra una discarica è stato completamente distrutto da anni ma la conseguente clandestinizzazione dei rom ha prodotto soltanto una recrudescenza di microcriminalità. A Catania si è verificato uno “sgombero fantasma” con la intimazione da parte di “falsi”agenti di polizia ad abbandonare un campo temporaneo abitato da Rom rumeni, prontamente seguito, da un rogo che ha distrutto completamente l’insediamento. Subito dopo i fatti, il Prefetto di Catania ha negato che vi fosse stata una intimazione ufficiale ad abbandonare il campo, ed anzi che vi fosse stata una vera e propria operazione di sgombero da parte della polizia, sostenendo che i rom si sarebbero allontanati volontariamente. Di certo non appena usciti dal campo i rom, mani anonime hanno appiccato il fuoco a tutto quello che restava nell’area appena abbandonata, senza che nessuno intervenisse. Una vicenda sulla quale la stampa e la magistratura devono fare ancora chiarezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; In qualche caso si è giunti all’espulsione ed al &lt;/strong&gt;trattenimento di rom già titolari del permesso di soggiorno per motivi umanitari, che non avevano potuto rinnovare tempestivamente il loro titolo di soggiorno. Anche perché ò consuetudine della Questura di Palermo, in caso di rinnovo, trattenere per mesi i permessi di soggiorno già pronti e consegnarli agli interessati solo in prossimità della loro scadenza. A Palermo si rincorrono da tempo gli allarmi che, tra breve tempo, si procederà allo sgombero del campo della Favorita, in via del Fante. Risulta che già da settimane agenti di polizia e carabinieri (veri) minacciano i rom affermando che per lo sgombero del campo è solo una questione di tempo, con il risultato che alcune famiglie montenegrine, terrorizzate da questi “avvertimenti”, e dagli ostacoli frapposti dalla locale questura al rilascio dei permessi di soggiorno per motivi di salute, o al rinnovo dei permessi per motivi umanitari, hanno abbandonato il campo, probabilmente dirette all’estero.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Eppure il campo Rom della Favorita di Palermo non si può definire un campo “abusivo”,&lt;/strong&gt; essendo stato “creato” dal Comune nel 1994, ed essendo stato lo stesso Comune a trasferirvi allora i rom già presenti i città, precisamente allo ZEN ( Zona espansione Nord) ed in via Messina Marine. Da quella data il campo ha una sua storia, di impegni mancati, una storia documentata da provvedimenti amministrativi, come l’Ordinanza del Municipio di Palermo n. 573 del 12 febbraio 1999, tra le altre, con la quale si stabiliva in premessa di “ assicurare la vivibilità delle aree assegnate alla popolazione nomade, in particolar modo sotto il profilo igienico sanitario” e si impartivano disposizioni al Direttore dell’Azienda del gas, al Direttore dell’Azienda dell’acqua (AMAP), al Direttore dell’azienda per la rimozione dei rifiuti (AMIA) di adottare interventi per garantire acqua, luce e servizio rimozione rifiuti agli abitanti del campo. La stessa ordinanza intimava al Direttore generale dell’azienda trasporti urbani “ di mettere a disposizione del competente ufficio Igiene Pubblica dell’ASL 6 un mini/autobus per il trasporto delle persone presso centri opportunamente individuati dagli operatori sanitari”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="border: 0pt none ; margin: 9px; float: left;" src="http://farm1.static.flickr.com/248/524674277_d34713c899_m.jpg" alt="" /&gt;&lt;strong&gt; Da allora ad oggi il campo della Favorita ha vissuto&lt;/strong&gt; una situazione di progressivo degrado, con l’abbandono quasi totale da parte dell’amministrazione comunale, che, salvo saltuari interventi di derattizzazione, in qualche caso con conseguenti morti sospette, si è limitata a garantire negli anni la fornitura di acqua e luce ad una parte del campo. E nella stagione estiva gli autisti delle autobotti svuotavano solo a metà il loro carico che poi andavano a vendere ai privati per le loro ville. Numerosi bambini rom sono stati morsi dai topi, in un caso con esito letale, e non si contano le malattie e le morti sospette. A otto mesi di distanza dal decesso non sono stati ancora consegnati i risultati dell’autopsia disposta dalla magistratura sul corpo di Vera Selimovic, una rom montenegrina morta lo scorso anno dopo una derattizzazione del campo, per cause ancora non chiare, malgrado tre giorni di vani tentativi di cura da parte dei sanitari. I Rom non hanno neppure diritto a conoscere le cause di un decesso avvenuto in ospedale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; I percorsi di integrazione che a Palermo hanno&lt;/strong&gt; portato alla scolarizzazione di quasi tutti i minori ed alla scomparsa di qualsiasi fenomeno di microcriminalità sono rimasti affidati al lavoro quotidiano delle associazioni alle quali non si è neppure garantito un tempestivo sostegno finanziario. Da parte delle istituzioni sono arrivate soltanto periodiche minacce di sgombero e ricorrenti tentativi di divisione e di delegittimazione delle associazioni operanti accanto ai rom, ai quali si è prospettato il rischio di ritorsioni ove le azioni di protesta avessero denunciato le inadempienze e gli abusi della pubblica amministrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; Secondo le “categorie” assunte dal Ministro&lt;/strong&gt; dell’interno Maroni nella qualificazione dei “campi nomadi”, a fronte dell’imponente documentazione amministrativa che lo contempla, il campo della Favorita di Palermo non si può definire un campo “abusivo”, anche se insiste su un area successivamente destinata a riserva naturale. Estenuanti tentativi di individuare un area alternativa per l’alloggiamento dei rom presenti a Palermo, in gran parte provenienti dalla ex Jugoslavia, in particolare profughi kosovari, sono rimasti senza risultati concreti, soprattutto per l’opposizione dell’Assessorato regionale territorio ed ambiente, tanto negli incontri presso la Prefettura, a partire dal 2000, quanto nelle periodiche riunioni del Consiglio territoriale per l’immigrazione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt; Adesso si teme che da Roma arrivi la direttiva&lt;/strong&gt; di procedere allo sgombero del campo della Favorita e non si ha notizia delle determinazioni che starebbe per assumere il Comune o la locale Prefettura, presso la quale sembra che da tempo sia in discussione il problema di un “trasferimento” dei Rom attualmente insediati nel campo in via del Fante, in una zona sulla quale peraltro insistono forti pressioni speculative. Le ipotesi fin qui proposte, come il possibile trasferimento nella periferia orientale della città, zona ad altissima densità mafiosa, hanno suscitato la minaccia di reazioni violente da parte degli abitanti del quartiere. Sono a rischio comunque le attività di integrazione e di assistenza medica, che in caso di un trasferimento forzato sarebbero irrimediabilmente compromesse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; Le associazioni umanitarie operanti a&lt;/strong&gt; Palermo in difesa dei diritti del popolo rom hanno creato una rete di collegamento permanente per denunciare immediatamente tutti gli abusi che dovessero essere commessi ai danni della comunità rom e per attivare immediatamente strumenti di controinformazione e di difesa legale, individuale e collettiva. Occorre che qualsiasi decisione venga adottata dalle autorità amministrative sia conosciuta per tempo e divenga oggetto di una contrattazione preventiva con le associazioni e con gli stessi rom, al fine di individuare soluzioni generalmente condivise che non pregiudichino il lavoro di integrazione portato avanti con grande fatica da molti anni.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt; Se anche a Palermo dovesse prevalere la&lt;/strong&gt; logica militare dello sgombero forzato le conseguenze sul piano della lesione dei diritti fondamentali e delle prospettive di convivenza pacifica e nella legalità sarebbero incalcolabili. La sicurezza dei cittadini palermitani è la stessa sicurezza dei rom, molti dei quali nati proprio a Palermo. La sicurezza non si difende con i muri, con il filo spinato e con le deportazioni. E soprattutto, il principio di legalità vale per tutti, cittadini, immigrati ed amministrazioni pubbliche.&lt;/p&gt;Fulvio Vassallo&lt;br /&gt;  Università di Palermo, esperto di immigrazione&lt;br /&gt;da www.terrelibere.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(l'autore di questo blog riporta l'articolo basandosi sul fatto che sul sito originario era prevista la possibilità di condividerlo attraverso vari canali, ma si dichiara disponibile a cancellarlo immediatamente in caso di espressa richiesta dell'autore)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-2787335612436174060?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.terrelibere.it/terrediconfine/index.php?x=completa&amp;riga=03605&amp;msg=on#' title='Rom, verso la pulizia etnica anche in Sicilia? (da Terrelibere.it)'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/2787335612436174060/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=2787335612436174060' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/2787335612436174060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/2787335612436174060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2008/06/rom-verso-la-pulizia-etnica-anche-in.html' title='Rom, verso la pulizia etnica anche in Sicilia? (da Terrelibere.it)'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2409/2062881939_b3debdff58_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-681040557659874748</id><published>2008-06-08T16:25:00.005+02:00</published><updated>2009-02-21T22:40:33.989+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>The empty song*</title><content type='html'>Ragasuòli, qui in Sicilia fa caldo e mi rompo a fare l'intelligente tutti i giorni.&lt;br /&gt;Ecco un giochino allegro e canzonato, senza la esse, che prende spunto dal blog di&lt;a href="http://www.compilation.splinder.com/"&gt; Samuele&lt;/a&gt;... il blog è carinissimo, l'idea nello specifico non è niente di più che uno di quei giochini che girano via mail tra gli adolescenti... ma che importa.&lt;br /&gt;Habemus papam... ecco i miei brani! Se vi va, ditemi un po' i vostri...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;QUARANTA CANZONI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) QUELLA CHE VORRESTI AVER SCRITTO TU:&lt;br /&gt;Rino Gaetano - Sfiorivano le viole&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) QUELLA CHE VORRESTI FOSSE STATA SCRITTA PER TE:&lt;br /&gt;De Gregori - Pezzi di vetro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) QUELLA CHE TI FA VENIRE IN MENTE LA TUA INFANZIA:&lt;br /&gt;Bennato - Il gatto e la volpe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) QUELLA CHE RIASSUME LA TUA ADOLESCENZA:&lt;br /&gt;R.E.M. - The wrong child&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) QUELLA CHE TI FA VENIRE IN MENTE UN'EX "AMANTE":&lt;br /&gt;R.E.M. - Losing my religion&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6) QUELLA CON CUI VORRESTI SVEGLIARTI:&lt;br /&gt;Camper Van Beethoven - One of these days&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7) QUELLA CHE VORRESTI PER UN TRAMONTO:&lt;br /&gt;Nick Drake - The thoughts of Mary Jane&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8) QUELLA DA SUONARE CON GLI AMICI SULLA SPIAGGIA:&lt;br /&gt;Vinicio Capossela - Con una rosa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9) QUELLA CHE TI FA VENIRE VOGLIA DI BALLARE:&lt;br /&gt;Anita Ward - Ring my bell&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10) QUELLA CHE NON VUOI SENTIRE MAI PIU':&lt;br /&gt;Ligabue - Certe notti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11) QUELLA CHE ODIAVI MA ADESSO AMI:&lt;br /&gt;Gemelle Kessler - Da da umpa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12) QUELLA CHE VORRESTI AL TUO MATRIMONIO:&lt;br /&gt;The Cure - Pictures of you&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13) QUELLA CHE VORRESTI AL TUO FUNERALE:&lt;br /&gt;Radiohead - Street spirit (Fade out)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14) QUELLA CHE DESCRIVE PERFETTAMENTE UN MOMENTO DELLA TUA VITA:&lt;br /&gt;The Police - Darkness&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;15) QUELLA CHE TI PIACE NELLA COLLEZIONE DEI TUOI GENITORI:&lt;br /&gt;Massimo Ranieri - 'O ccafé&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;16) QUELLA CHE PIACE AI TUOI GENITORI NELLA TUA COLLEZIONE:&lt;br /&gt;U2 - Where the streets have no name&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;17) QUELLA CHE NON CONOSCERESTI SE NON FOSSE PER UN TUO AMICO:&lt;br /&gt;Polish Child - Calabrese bumblebees&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;18) QUELLA CHE TI FA VENIRE IN MENTE LA PRIMA COTTA:&lt;br /&gt;Madness - Sweetest Girl&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;19) QUELLA CHE TI FA PENSARE AL SESSO:&lt;br /&gt;Jimi Hendrix - Foxy lady&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;20) QUELLA CHE TI FA PENSARE ALLA SOLITUDINE:&lt;br /&gt;The Cure - A reflection&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;21) QUELLA PER QUANDO SEI INCAZZATO:&lt;br /&gt;Nirvana - Gallons of rubbing alcohol flow through the strip&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;22) QUELLA CON IL MIGLIOR FINALE:&lt;br /&gt;The Dream Syndicate - Boston&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;23) QUELLA CON IL MIGLIOR INIZIO:&lt;br /&gt;Red Hot Chili Peppers - Under the bridge (osate dire di no?)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;24) QUELLA CHE PIU' TI ESTRANIA DALLA REALTA':&lt;br /&gt;Mike Watt - Maggot Brain (cover del brano dei Funkadelic)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;25) QUELLA PIU' TRISTE:&lt;br /&gt;Portishead - Roads&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;26) QUELLA CHE QUANDO LA SENTI TI FA SENTIRE UN GRAN FICO:&lt;br /&gt;Jimi Hendrix - Hey Joe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;27) QUELLA PIU' BRUTTA CHE HAI IN CASA:&lt;br /&gt;Laura Pausini - La solitudine&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;28) LA MIGLIORE DI UNA COLONNA SONORA:&lt;br /&gt;Beck - Everybody's got to learn sometime (da "The eternal sunshine of the spotless mind")&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;29) LA MIGLIORE COVER:&lt;br /&gt;Nirvana - The man who sold the world (Bowie)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;30) LA MIGLIORE DA SENTIRE IN VIAGGIO:&lt;br /&gt;Pat Metheny - Last train home (lo so, scelta banale)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;31) QUELLA PER USCIRE CON GLI AMICI E FARE BARACCA:&lt;br /&gt;Ma va fan zum, ma vaaa (da "Amici miei")&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;32) QUELLA CHE ASCOLTERESTI MENTRE SEI NELLO SPAZIO E SI SGANCIA IL CORDONE CHE TI LEGA ALLA NAVICELLA (TANTO SAI CHE VENGONO A RIPRENDERTI):&lt;br /&gt;Radiohead - Lucky&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;33) QUELLA CON CUI SOSTITUIRESTI "WE ARE THE CHAMPIONS"&lt;br /&gt;La società de' magnaccioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;34) QUELLA CHE TI METTE ADDOSSO OTTIMISMO:&lt;br /&gt;Meat Puppets - Never to be found&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;35) QUELLA CHE FA PIU' PAURA AL BUIO:&lt;br /&gt;Goblin - da Profondo rosso, quella con quel giro di basso incredibile :-) o meglio ancora la cantilena da bambini dello stesso film&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;36) QUELLA DA CANTARE SOTTO LA DOCCIA:&lt;br /&gt;Jeff Buckley - Grace (ovviamente versione stonatissima)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;37) QUELLA PER LA TUA CITTA':&lt;br /&gt;Long Hair in Three Stages - Hate song #1 :-)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;38) QUELLA CON IL MIGLIOR DUETTO:&lt;br /&gt;Chimenti/Sylvian - Ti ho aspettato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;39) QUELLA CON IL TESTO PIU' ORIGINALE:&lt;br /&gt;Camper Van Beethoven - When I win the lottery&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;40) QUELLA CON IL TESTO PIU' BELLO CHE HAI MAI SENTITO:&lt;br /&gt;Pol/Brassens/De André - Les passantes/Le passanti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;*il titolo di questo post lo userò un giorno per un brano della mia band...&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-681040557659874748?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/681040557659874748/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=681040557659874748' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/681040557659874748'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/681040557659874748'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2008/06/empty-song.html' title='The empty song*'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-3561981085290878909</id><published>2008-05-26T12:23:00.002+02:00</published><updated>2009-02-21T22:40:33.990+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Un appello a tutti i blogger</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Su richiesta di RaiNet", YouTube ha cancellato il video tratto da AnnoZero in cui Giuseppe La Venia denunciava gravissimi fatti sull'informazione in Sicilia. Ma se youtube è un sito centralizzato e controllabile, e deve rendere conto a chi detiene il copyright sulle immagini (e a chi gli chiede di farne uso) nessuno, eccetto lo stesso giornalista, può impedirmi di postare qui le sue parole semplici, chiare e dirette; ed eccovele, dunque, sbobinate apposta per voi. Vi prego di copiare e incollare questo post, compresa la presente introduzione, nei vostri blog, e a incitare i vostri amici a fare la stessa cosa, perché questo pezzo si diffonda e si moltiplichi in maniera non più controllabile. Ovviamente la mia iniziativa non è stata in alcun modo sollecitata dal giornalista, ma dal semplice desiderio di giustizia, perché quando dei giornalisti vengono ridotti al silenzio, siamo tutti a rimetterci, e nessuno meglio di un blogger può aiutare a rompere quel muro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Giuseppe La Venia denuncia ad AnnoZero il monopolio di Mario Ciancio Sanfilippo&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"Sento sempre parlare del sistema informativo nazionale, il monopolio, si spara su Berlusconi, ma mi sembra che a livello locale nessuno focalizzi... invece ci sono tanti monopoli, tanti casi da analizzare: io e dieci miei colleghi abbiamo perso il posto di lavoro per mantenere la nostra libertà, la libertà di scrivere, di pensare, di raccontare ciò che vedevamo. E ci abbiamo rimesso il posto di lavoro senza che nessuno abbia detto nulla.&lt;br /&gt;"L'editore si chiama Mario Ciancio Sanfilippo, lo sanno tutti ma nessuno lo dice, è il più importante editore siciliano, uno dei più importanti editori italiani, possiede il principale quotidiano a Catania e ha le principali emittenti siciliane.&lt;br /&gt;"È stato lui a licenziarci, perché noi continuavamo a pensare con la nostra testa, volevamo raccontare la Sicilia, forse in maniera diversa rispetto a quello che fanno gli altri colleghi. Avevamo una storia e un modo di raccontare, quel gruppo storico dell'emittente, che evidentemente non andava bene. E allora l'editore ha detto che c'erano problemi economici che andavano risanati. Per risanarli si è aperta una lunga trattativa, eravamo disposti anche a rinunciare a due mesi di stipendio, ci ha detto che tutto ciò non bastava, siamo stati licenziati. &lt;br /&gt;"L'azienda non è fallita, aveva due milioni di attivo in bilancio, e a distanza di alcuni mesi dai nostri licenziamenti sono state assunte altre persone. Un'interpellanza parlamentare chiedeva spiegazioni e il Sottosegretario alle Telecomunicazioni ha detto che secondo il Prefetto di Catania i motivi del licenziamento non erano affatto economici. Spiegateci perché ci hanno licenziati.&lt;br /&gt;"Dopo l'episodio non sono più riuscito a lavorare in Sicilia. Io oggi lavoro a RaiUno, alla trasmissione La Vita in Diretta, alla quale avevo mandato un curriculum come ho fatto per le altre testate siciliane. In Sicilia nessuno mi ha detto che potevo continuare a lavorare, a RaiUno mi hanno detto di sì, con un contratto stagionale ma lavoro. &lt;br /&gt;"Se succedesse in una qualsiasi altra città, probabilmente si aprirebbe un caso: a Catania questo editore ha le principali televisioni, i giornali, le principali emittenti radiofoniche. Succede una cosa molto strana... 'La Repubblica' ha un'edizione siciliana, che stampa a Catania, negli stabilimenti di questo editore. Il giornale a mezzanotte dopo essere stato stampato viene portato via, viene caricato nei furgoni, viene portato via, l'indomani alle sette del mattino in edicola non trovo l'edizione di 'La Repubblica', l'edizione siciliana non c'è.&lt;br /&gt;"Perché? Perché il monopolio funziona se non c'è un'altra voce, altrimenti non è monopolio. Trovi solo il giornale locale, poi trovi Repubblica, ma nazionale, non l'edizione locale."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, ecco un nuovo link del video, ovviamente potrebbe fare la stessa fine del primo, ma a noi non importa più, vero?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://youtube.com/watch?v=gzY2nJOiEFE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi raccomando, conto su di voi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-3561981085290878909?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/3561981085290878909/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=3561981085290878909' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/3561981085290878909'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/3561981085290878909'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2008/05/un-appello-tutti-i-blogger.html' title='Un appello a tutti i blogger'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-1766938367881687555</id><published>2008-05-10T13:06:00.007+02:00</published><updated>2009-02-21T22:40:33.991+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Chiedo Venia</title><content type='html'>Lasciate che vi presenti Giuseppe La Venia, cacciato da Telecolor insieme all'intera redazione del telegiornale semplicemente perché sa fare il suo mestiere, simbolo di tutto quel che a Catania non funziona e del motivo per cui non funziona. Una persona onesta e seria, semplicemente, neppure un giornalista "scomodo", solamente una persona capace e senza appoggi, una persona libera.&lt;br /&gt;Sono felice di sapere che esistono giornalisti così, vorrei fossero di più; e lasciatemi essere fiero, fierissimo, di essere un suo fraterno amico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="355" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/TRsM4s_GKVo&amp;amp;hl=it"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/TRsM4s_GKVo&amp;amp;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="355" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANNO ZERO: COLLEGHI LA VENIA, CI AUTODENUNCIAMO CON LUI  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'editore catanese Mario Ciancio Sanfilippo, direttore del quotidiano La Sicilia, ha minacciato la querela nei confronti dell'ex giornalista dell'emittente Telecolor Giuseppe La Venia che, durante la trasmissione di giovedì, lo ha accusato di aver salvato la rete cacciando pretestuosamente dei giornalisti liberi. ' Parte da subito la risposta, di fronte all'annuncio di querela dell'editore Mario Ciancio Sanfilippo gli ex giornalisti di Telecolor si autodenunciano pubblicamente sottoscrivendo una per una tutte le affermazioni fatte dal collega Giuseppe La Venia in occasione dell'ultima puntata di AnnoZero'. Dunque Ciancio informi i suoi legali perche' provvedano di conseguenza'. Lo affermano i giornalisti licenziati in una nota congiunta.'Inoltre, visto che Mario Ciancio lamenta la mancanza di contraddittorio lo invitiamo, lui che e' il padrone di tutti i mezzi di informazione di Catania - continua il comunicato - a confrontarsi pubblicamente in una delle sue emittenti sulle ragioni dello smantellamento di Telecolor, sulla proprieta' di fatto di questa e di altre testate e, piu' in generale, sulle condizioni di asfissiante monopolio che soffoca Catania. Se poi Michele Santoro fosse disposto a dedicare uno spazio al sottovalutato tema della mancanza di pluralismo nell'informazione in Sicilia - conclude la nota - saremmo ben lieti di confrontarci noi, altri interlocutori e lo stesso Mario Ciancio anche nell'ambito di una trasmissione a livello nazionale'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(tratto dal sito &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Catania Oggi&lt;/span&gt;, sabato 03 maggio 2008)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;***IL POST SI CHIUDEVA CON LE SEGUENTI PAROLE, MA PURTROPPO IL LINK DI YOUTUBE È STATO CANCELLATO (SI VEDA POST SUCCESSIVO)***&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;"Vi prego di accludere questo video nei vostri blog, magari con un link a questo sito, in modo che altra gente possa vederlo e diffonderlo.&lt;br /&gt;Non  fatelo per lui (non me l'ha chiesto lui, non ho avuto l'occasione di sentirlo dopo AnnoZero, non credo conosca il mio blog), fatelo per me che a Catania devo viverci e non ne posso più di questo monopolio dell'informazione che ci chiude gli occhi e ci nega ogni contatto con la nostra invivibile realtà (A guardare un qualsiasi telegiornale catanese si ha l'impressione di vivere a Topolinia) e dunque ogni possibilità di mutarla."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-1766938367881687555?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/1766938367881687555/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=1766938367881687555' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/1766938367881687555'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/1766938367881687555'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2008/05/chiedo-venia.html' title='Chiedo Venia'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-956511284211871440</id><published>2008-04-16T19:34:00.004+02:00</published><updated>2009-02-21T22:40:33.991+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>La faccia dei perdenti</title><content type='html'>Vedo in tv un tizio tutto contento intervistato davanti a una sede della Sinistra Arcobaleno: "Sono venuto qui perché volevo godermi la faccia di quelli che hanno perso!" dice.&lt;br /&gt;Quelli che hanno perso, sì, divisi, polverizzati, cancellati da una legge assurda che in nome della cosiddetta &lt;span style="font-style: italic;"&gt;stabilità di governo&lt;/span&gt; elimina con un colpo di spugna centinaia di migliaia di voti ed espelle dalla vita politica tutte le voci di minoranza. Come se il 3 o il 4 percento (no: gli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;svariati &lt;/span&gt;tre o quattro percento, che sommati fanno una bella quota di rappresentanza) di una nazione non contasse nulla, come se questa gente e chi li ha votati non esistesse proprio e non fosse mai esistito. Guardo bene in faccia il lietissimo stronzo e mi torna alla mente una frase di Albert Camus.&lt;br /&gt;"Stare comunque dalla parte  dei perdenti, non fosse altro che per la tracotante arroganza dei vincitori."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-956511284211871440?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/956511284211871440/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=956511284211871440' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/956511284211871440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/956511284211871440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2008/04/la-faccia-dei-perdenti.html' title='La faccia dei perdenti'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-1269437664021857159</id><published>2008-04-16T19:27:00.002+02:00</published><updated>2009-02-21T22:40:33.992+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>What's in the mail today...*</title><content type='html'>Wanna pass an unforgettable night?&lt;br /&gt;4 girls from our site want to meet you&lt;br /&gt; your wife/girl will SCREAMMM!! claim your 7-inchesPenis here lj2mpz1wwv6v&lt;br /&gt;Hello, Beautiful Russian women waiting to meet YOU! anachronism&lt;br /&gt;About us and our penis enlargement pills.&lt;br /&gt;WhoppingErectileorganVirginia&lt;br /&gt;Comprate la forza per il pene, e salvate 85 %.&lt;br /&gt;Safely and effectively add length, width, and strength to man's penis&lt;br /&gt;SantiagoLargishPenis&lt;br /&gt;One of the common stories is that men from different cultures or races have penis length differences&lt;br /&gt;GRADUAL penis enlargement is the key to effective, permanent results&lt;br /&gt;The cells in the Corpora Cavernosa are filled with blood until an erection is achieved&lt;br /&gt;You can also forget about losing your erection in the middle of sexual&lt;br /&gt;intercourse&lt;br /&gt;CockQueen-sizeJeannette&lt;br /&gt;MaePenisBulky&lt;br /&gt;Add up to 4 inches to yours penis oiibh&lt;br /&gt;does she like cum in her face? bust out massive amounts of semen so she can slurp it up&lt;br /&gt;      Re:Full the nights of your lobe with a real male power&lt;br /&gt;unleash the man in you&lt;br /&gt;Part of the physiological process of erection involves the parasympathetic nervous system causing the release of nitric oxide (NO) in the corpus cavernosum of the penis&lt;br /&gt;      I liked you greatly so I decided to write you&lt;br /&gt;Cure for your penis problems.&lt;br /&gt;Super porno sites&lt;br /&gt;unread message from ladie for you&lt;br /&gt;You will be able to penetrate deeper&lt;br /&gt;      lonely lesbian olenka&lt;br /&gt;Gotta to make it better&lt;br /&gt;ereobieh&lt;br /&gt;detaomek&lt;br /&gt;aukin&lt;br /&gt;      taiheiyo&lt;br /&gt;      ttipelto&lt;br /&gt;selawnug&lt;br /&gt;Got a raise lately&lt;br /&gt;notnnyl&lt;br /&gt;      dwangsom&lt;br /&gt;nightage&lt;br /&gt;      Last chance to supercharge your performance&lt;br /&gt;How are u doing&lt;br /&gt;      Your order pending&lt;br /&gt;      Home-based business opportunity. Local representatives wanted.&lt;br /&gt;      End the annoying obesity now&lt;br /&gt;I confess it is my shame to be so fond, but it is not in my virtue to amend it&lt;br /&gt;For example, use lstrcmp instead of strcmp&lt;br /&gt;Don't remaining your time&lt;br /&gt;Don't be left out, join masses of men in the revolution&lt;br /&gt;      Wonderful sex? It is thinkable!&lt;br /&gt;Something else?&lt;br /&gt;Still need it huh&lt;br /&gt;It now recognised this will in Kutsi and obeyed it&lt;br /&gt;Hambly has a "conceptual locker room" in her mind, where her repertoire of characters rest between stories, sometimes for a long time&lt;br /&gt;We’d like to offer you the vacant position in our company&lt;br /&gt;absentee bloat charleston&lt;br /&gt;Olny this 5 days special price on pharma for you dear customer&lt;br /&gt;cognition dharma committal&lt;br /&gt;brick bogota archae&lt;br /&gt;We selling branded watches&lt;br /&gt;You can be young again!&lt;br /&gt;Begin second youth in your life!&lt;br /&gt;      Say "I can have sex all night long"!&lt;br /&gt;          Don't be the "little guy" in the club&lt;br /&gt;Beware of fake pills&lt;br /&gt;And I show you how far the rabbit hole goes...&lt;br /&gt;Best Meds! GET THEM HERE!&lt;br /&gt;          Found it, whoa&lt;br /&gt;      She will love you more than any other guy&lt;br /&gt;New vacancies in our company&lt;br /&gt;Become the man you have always wanted to be&lt;br /&gt;Are you insecure?&lt;br /&gt;Pills with incredible power&lt;br /&gt;Nothing is more important than your health&lt;br /&gt;Just listen to u heart&lt;br /&gt;      Big pills with small price&lt;br /&gt;      Got it. No reason to hide&lt;br /&gt;Make her worship you&lt;br /&gt;          Life is short... so make the most of it&lt;br /&gt;      Not burleson between matawan&lt;br /&gt;      It mustoe before divernon&lt;br /&gt;Wanna be more man? Check this dude&lt;br /&gt;Pay 70% less on the meds you need than you used to!&lt;br /&gt;      Girls like that&lt;br /&gt;and not, to die: in three? I, told the thing (did you Twer).&lt;br /&gt;      Tell whether you like it&lt;br /&gt;Great stuff. Love it&lt;br /&gt;You asked for it&lt;br /&gt;Single man rose and a second and found space! I am, not appeal to have can don't know you're a&lt;br /&gt;      With is bordulac&lt;br /&gt;      Happy with the answer&lt;br /&gt;      And so failure&lt;br /&gt;Nuclear techniques of the Commdor of over His shoulders, his pillow for instance my deah fellow;&lt;br /&gt;The day: rule the same thing did why do with infinite scorn, a cigarette. The few seconds; to the&lt;br /&gt;I'll explain it was somber I am remember, with the Argolid temple on the man, as&lt;br /&gt;With guns, were too&lt;br /&gt;rembrandt bluebill dora-&lt;br /&gt;cvstodia&lt;br /&gt;was room. Not the cruiser I think we soon, as yours who would wipe out all: out&lt;br /&gt;      No comparable good a certain whether the Convention, we are; under the circle of.&lt;br /&gt;      forming a great science that was released the haggard and true?&lt;br /&gt;      Through without any high I might took him; and went on Terminus. 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href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/1269437664021857159'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/1269437664021857159'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2008/04/so-many-people-are-looking-for-me-each.html' title='What&apos;s in the mail today...*'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-1338782932705496999</id><published>2008-03-09T16:21:00.000+01:00</published><updated>2009-02-25T12:09:22.474+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sei ottavi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Il mio amico</title><content type='html'>Io mi ricordo che&lt;br /&gt;noi stavamo sempre assieme&lt;br /&gt;lui ci faceva vedere&lt;br /&gt;quello che sapeva fare&lt;br /&gt;ecco, per esempio volava&lt;br /&gt;e i muri, i muri, lui li attraversava&lt;br /&gt;poi in inverno di colpo&lt;br /&gt;i fiori, li faceva fiorire&lt;br /&gt;sapeva anche scomparire&lt;br /&gt;e i gatti morti risvegliare&lt;br /&gt;fino a che, un giorno,&lt;br /&gt;l'han portato via di colpo&lt;br /&gt;e gli hanno aperto la testa&lt;br /&gt;per cercare di capire&lt;br /&gt;i suoi poteri speciali&lt;br /&gt;ma non li hanno capiti&lt;br /&gt;e ora che è tornato indietro&lt;br /&gt;io vedo le cicatrici&lt;br /&gt;lì, tutt'intorno alla testa&lt;br /&gt;e allora non sa più far niente&lt;br /&gt;sembra un deficiente&lt;br /&gt;allora io piango&lt;br /&gt;io credo che in fondo&lt;br /&gt;ora è come morto&lt;br /&gt;e meglio morto&lt;br /&gt;corre sopra il prato&lt;br /&gt;non gl'importa niente&lt;br /&gt;canta trallallalla&lt;br /&gt;mentre lei lo guarda&lt;br /&gt;e allora ricordo&lt;br /&gt;quando lo guardavo volare&lt;br /&gt;e trasformare le cose&lt;br /&gt;e farle volare...&lt;br /&gt;...la lala lalalalala la lalalalala...&lt;br /&gt;...la lala lalalalala la lalalalala...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Tricarico)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-1338782932705496999?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/1338782932705496999/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=1338782932705496999' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/1338782932705496999'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/1338782932705496999'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2008/03/il-mio-amico.html' title='Il mio amico'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-5360794090535600454</id><published>2008-02-03T13:11:00.000+01:00</published><updated>2009-02-21T22:40:33.993+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Come affrontare i debitori insolventi</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(frammenti tratti da "Viaggio al termine di una stanza" di Tibor Fischer, traduzione mia.)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aspetto quest’assegno da ormai un anno. Non è una grossa somma di denaro. È una piccola somma. È buffo, ma il fatto che la Mord &amp;amp; Fuggy Productions non mi abbia pagato questa piccola somma di denaro mi infastidisce allo stesso modo che se mi avessero negato una grossa cifra. Per quanto sgradevole e riprovevole possa essere, il perché non ti paghino una grossa somma di denaro lo si può capire: vogliono tenersi la grana per più tempo possibile. Sta di fatto che la Mord &amp;amp; Fuggy è una grande e fiorente azienda. Il mangime di un giorno per il pesce rosso che hanno nella reception potrebbe costare loro più della somma in questione.&lt;br /&gt;Sono fortunata. Non ho bisogno di questi soldi. E, cosa più importante, se pure ne avessi bisogno, non potrei farmene granché, tanto è insignificante la cifra. Ma il motivo per cui la cosa mi infastidisce tanto è presto detto.&lt;br /&gt;Sono stati loro a cercarmi. Non li ho cercati io. Telefonarono per un lavoretto da poco. La tizia con la quale parlai era disperata. Lo feci a titolo di cortesia. Era il corrispondente in disegno di una lavata di piatti. Mandai una fattura, da professionista. E lì iniziò l’attesa.&lt;br /&gt;Prima di tutto ci fu la fase delle fatture scomparse. Dovetti inviarne tre. A complicare le cose si aggiunse la sparizione degli addetti con i quali parlavo. Iniziai con una certa Heather, proseguii con una certa Dawn che divenne rapidamente una certa Gail, poi qualcuno di cui non ricordo il nome e una Nicola. Nessuna di loro sapeva nulla della faccenda del mio pagamento e nessuna di loro era granché intenzionata a risolverla.&lt;br /&gt;Telefonavo solo ogni tre settimane o giù di lì, non volevo disturbare, e facevo delle gradevoli chiacchiere con le ragazze, chiedevo come se la passavano, se avevano trascorso un buon weekend, mostrando interesse nei loro confronti. Con Gail ebbi pure una lunga chiacchierata sulle scarpe da corsa: chiacchieravo perché mi piace essere cordiale. Credo che la cortesia non costi nulla, dobbiamo tutti stare al mondo, e poi mi illudevo che la gentilezza potesse anticipare l’arrivo dell’assegno.&lt;br /&gt;Il miglior trucco, quando non vuoi pagare qualcuno, è dirgli che lo paghi. Se avessero cominciato da subito con il dire: “Ci taglieremmo le gambe piuttosto che sganciarti un penny” almeno mi sarebbe balenata per la mente l’eventualità di adire vie legali, anche se la somma in questione non mi sarebbe bastata nemmeno per pagare il battito di palpebre di un avvocato.&lt;br /&gt;E la cosa più fastidiosa è che non lo fanno per infastidirmi. Sono solo degli arruffoni. La fase in cui mi consideravo ora era quella del “questo giovedì”. Adesso, ogni volta che telefonavo e spiegavo di non aver ancora ricevuto l’assegno, mi veniva risposto con incredulità e fastidio, con l’evidente sottinteso che, a qualche recondito livello, la colpa era mia: ero io a portare iella a un procedimento semplice. La mia interlocutrice tirava un sospiro profondo e diceva: “Faccio una verifica”. Restavo per dieci minuti in attesa, poi una voce esasperata sbuffava: “Verrà emesso questo giovedì”.&lt;br /&gt;Mi rimbocco le maniche per fare una telefonata. Il lavoro di Nicola adesso è svolto da un certo Mabarak. Il cambio di sesso mi rincuora. Ripercorro la cronologia degli eventi e l’inesistenza dell’assegno. Mabarak non sbuffa, né si spazientisce durante l’esposizione. «Faccio una verifica e la richiamo al più presto» dice. Di solito protesterei di fronte a un benservito in piena regola come questo. Voglio credere.&lt;br /&gt;Quel giorno stesso, più tardi, richiama davvero.&lt;br /&gt;«Ha commesso un errore: non ha fatto alcun lavoro per noi.»&lt;br /&gt;«Prego?»&lt;br /&gt;«Ho verificato, non ha svolto nessun lavoro per noi.»&lt;br /&gt;«Le dico di sì.»&lt;br /&gt;«Ho controllato, non ne ha fatti. Ci starà scambiando con qualcun altro. Temo di non poter fare altro per aiutarla.»&lt;br /&gt;Sono sbigottita. Questa mi ha stesa. Fosse premeditata, sarebbe una tattica fenomenale. Prendi della gente per tinteggiarti l’appartamento e, quando è ora di pagare, neghi senza batter ciglio che abbiano svolto il lavoro. Come potranno dimostrare di aver dipinto di giallo quel muro? Valuto l’eventualità di mollare l’osso. Ormai devo aver già speso in telefonate l’equivalente della parcella. Mi siedo un momento e valuto se riesco a digerire la prospettiva della resa. Nello stomaco mi si forma un grumo di fastidio e si gonfia pian piano. Le mie budella non ci stanno. Vorrei mandar giù, ma loro non vogliono saperne. E con le proprie budella c’è poco da ragionare.&lt;br /&gt;Mi viene in mente che, sebbene non mi abbiano pagato, e anche se non ho fatto altro che buttar giù una manciata di pixel, per qualche strana ragione il mio nome appare nel colophon del loro sito web.&lt;br /&gt;Parlo con Mabarak e lo invito a consultare la homepage dell’azienda, dove il mio nome appare distintamente in mezzo a una marea di altri che ci si sono gingillati. Mabarak non trova più scuse da opporre. Questa prova inconfutabile della mia ragione lo indispettisce. Resto in linea per altri dieci minuti o giù di lì. Infine ritorna: «Le manderanno un assegno giovedì prossimo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Come pensi di muoverti… non userai la forza, vero?» L’idea del personale della ditta che si becca una sonora razione di pedate è piuttosto allettante, ma so che se una cosa del genere dovesse davvero accadere, in realtà ci starei male. E poi, è difficile risalire al vero colpevole. I vari imbecilli che mi hanno piantata in asso sono indisponenti, ma non sono responsabili della gestione dell’azienda, né di certo lo sono i dirigenti. La colpa va ricercata da qualche parte tra le crepe. Non mi dispiacerebbe procurare qualche umiliazione agli impiegati, ma malmenarli sarebbe troppo.&lt;br /&gt;«Sei mai stata dentro?»&lt;br /&gt;«Dentro?»&lt;br /&gt;«In prigione. Ci vuole una buona ragione per finire in prigione, a meno che uno non sia uno svitato. Se picchi la gente finisci dentro. Minacciare di picchiare la gente può funzionare, ma il gioco non vale la candela. Non intendo finire dentro perché c’è uno che non vuole pagare dodici telefonate che ha fatto alla fidanzata in Australia.»&lt;br /&gt;Indica il mio televisore e lo stereo. «Mi pare di capire che tu non abbia bisogno di quei soldi.»&lt;br /&gt;«No.»&lt;br /&gt;«Vedi, la maggior parte dei miei clienti è come te. Non sono i soldi a indisporli, ma il fatto che qualcuno se la rida alle loro spalle. Il punto non è farli pagare, ma fargliela pagare. O, per qualcuno dei miei clienti, mandare un segnale. Il mio intervento è risolutivo, ma non costa poco.» Audley mi spiega che la sua tariffa corrisponderebbe a circa una ventina o trentina di volte il mio credito, a seconda del tempo necessario per ottenere la resa incondizionata da parte dell’azienda.&lt;br /&gt;«Dispongo di una squadra e di volta in volta schiero l’elemento più adatto. Un caso come il tuo, grossa spocchiosa società dagli uffici sfavillanti, è perfetto per Wilf. Se mi presento io e chiedo di parlare con qualcuno, passerò tutta la giornata a guardare la vasca del pesce rosso all’ingresso, e se anche riuscissi a parlare con qualcuno, mi risponderebbero picche, e se insistessi ancora chiamerebbero la polizia.&lt;br /&gt;«Ma se si presenta Wilf, è un altro paio di maniche. Wilf è quest’attorucolo in pensione. Gli dai uno sguardo e vorresti chiamare l’ambulanza. Anche quando non recita, è un fragile ottantenne avvizzito e tremante. Fai entrare Wilf zoppicante, con passo lento e dolente, sulle stampelle, in abiti pulciosi da povero pensionato.&lt;br /&gt;«Gli addetti all’ingresso lo vedono fare avanti e indietro per la sala, rantolare e stralunare gli occhi per mezz’ora. Poi fa: “Buongiorno. Mi spiace tanto di rubarvi del tempo, so quanto sarete occupati, ma dovete dei soldi a mia nipote”. E sei a cavallo. Non conta quel che farà l’azienda a questo punto, sono fottuti. Non possono vincere. La cosa migliore che possano fare a questo punto è firmare un assegno seduta stante. Se lasciano Wilf lì all’ingresso, sarà un disastro. Uggiolerà piano, si metterà a piangere, in casi estremi se la farà addosso. Se provano a buttarlo fuori, saranno altri guai. Persino la polizia si metterebbe dalla parte di Wilf. “Mi scusino tanto. Sono così desolato di essere di disturbo e di darvi incomodo. So quanto lavoriate duramente, ma mia nipote…” Ci fu un titolare che non voleva sganciare neppure dopo una settimana delle migliori prestazioni di Wilf: tutti i suoi impiegati rassegnarono le dimissioni.»&lt;br /&gt;Audley mi lascia il suo biglietto da visita. Credo che mi avvarrò delle sue prestazioni. Mi sorride:&lt;br /&gt;«Detesto andare al di là delle mie competenze, ma potresti fatturare loro del lavoro che non hai fatto».&lt;br /&gt;«In che senso?»&lt;br /&gt;«Il mio amico Phil si guadagna da vivere con le fatture fasulle. Manda fatture alle aziende e alcune pagano. Quel che ci vuole, dice, è una grossa azienda e un importo alto abbastanza perché valga la pena, ma non così elevato da destare l’attenzione dei contabili. Spedisci semplicemente una fattura per dei servizi, niente di troppo specifico, al reparto contabilità. La maggior parte delle aziende le ignora, ma basta che anche poche di loro mandino l’assegno. Fa una vita agiata, ma passa tutta la giornata chiuso in casa a sfornare fatture. Sarei tentato di provarci anch’io, ma mi piace stare in giro.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricevo una telefonata riguardo all’assegno scomparso. Stavolta è una certa Val a occuparsi di me. Avevo scritto un’altra lettera di rimostranze, ma devo dire che mi sorprende si siano presi il disturbo di telefonarmi.&lt;br /&gt;«Abbiamo esaminato attentamente la questione dei suoi soldi» dice. Perché il preambolo? Perché non può dire semplicemente abbiamo spedito l’assegno, ci scusiamo per il ritardo? «Il problema è che il suo pagamento è andato a una certa Marcia East.»&lt;br /&gt;«Chi è Marcia East?»&lt;br /&gt;«Non ne ho idea.»&lt;br /&gt;«Neanch’io ho idea di chi sia Marcia East. Non ho mai sentito parlare di nessuna Marcia East. Perché mai avreste spedito i miei soldi a qualcun altro?»&lt;br /&gt;«Ovviamente c’è stato uno scambio di persona.»&lt;br /&gt;«Perciò mi manderete i soldi?»&lt;br /&gt;«Sì. Non appena li riavremo indietro da Marcia East.»&lt;br /&gt;«Aspetti un momento. Mandate i miei soldi a una perfetta estranea e devo aspettare finché non li avrete riavuti indietro da lei?»&lt;br /&gt;«Sì. La rintracceremo. Non dovrebbe volerci molto.»&lt;br /&gt;Non ho parole per rispondere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli telefono e discutiamo dell’incarico. Ha un sacco di idee.&lt;br /&gt;«Preferisci imbarazzo, umiliazione o degradazione totale?» chiede. «Mi corre l’obbligo di avvertirti che la degradazione totale richiede mesi, anni, è fuori budget per la gran parte dei clienti e viene portata a termine dietro formale preavviso di rischio. Bisogna rifletterci bene prima di fare quella scelta. E svolgo lavori del genere solo se sono del tutto persuaso che il debito sia di gravità estrema.»&lt;br /&gt;Mi chiedo chi dovrei prendere di mira. Il direttore della Mord &amp;amp; Fuggy? In fin dei conti la responsabilità è sua. O il direttore dell’ufficio contabilità? La colpa è più che altro sua. D’altro canto, è stato il direttore ad assumere il direttore della contabilità. Potrà anche essere innocente per i soldi che mi spettano, ma è colpevole.&lt;br /&gt;Essere liberi professionisti è dura. Se sei al vertice della carriera va bene, ma altrimenti è deprimente. Devi lavorare duro per ottenere del lavoro, devi lavorare duro per fare un buon lavoro nella speranza che ti diano dell’altro lavoro, e poi, inevitabilmente, devi lavorare duro per farti sganciare i soldi.&lt;br /&gt;«In cosa consiste l’imbarazzo?» chiedo.&lt;br /&gt;«Lascia che ti faccia un esempio. Mandiamo Wilf tutto claudicante nella sua migliore tenuta urinata, a trascinarsi singhiozzando a un costoso pranzo d’affari, e a dire, chiamando il direttore per nome: “Pete, perché non vuoi parlare con il tuo povero padre?”, “Perché fingi che io non sia tuo padre?” e altre ciance tali da suggerire una conoscenza diretta e intima. Ora, il nostro bersaglio potrà sempre dire che Wilf è un matto e forse gli crederanno; ma forse no. Io telefono e dico: pagate? Wilf non ha mai dovuto presentarsi a pranzo più di una seconda volta.»&lt;br /&gt;«E l’umiliazione in cosa differisce?»&lt;br /&gt;«Mettiamo che il nostro bersaglio sia un uomo sposato e che stia uscendo da solo da un locale o da un ristorante. Mandiamo al nostro uomo una giovane bella ragazza e, che lui la assecondi o meno, che accada sulla soglia di una porta o nell’appartamento della nostra infiltrata, lei gli chiede di tenerle la giacca e, veloce come un lampo, si sfila il top. La mia spogliarellista di fiducia, Stacey, riesce a toglierselo così rapidamente che quasi non te ne accorgi. Appoggia il top sulla giacca, così che, quando l’altro nostro complice scatta la foto, sembra proprio che il bersaglio tenga in mano entrambe le cose in un momento di palpeggiamento in preda ai fumi dell’alcol. Ora, se non ci fosse di mezzo un credito da riscuotere, qui staremmo in bilico sulle sgradevoli paludi del ricatto. Faccio la telefonata e chiedo: pagate? E anche qui, il nostro bersaglio potrà dire che è stato incastrato. Forse gli crederanno, ma forse no. Pagare è più semplice. Gli diciamo, molla i soldi e la foto sparirà. L’udito adora udire quel che brama d’udire.»&lt;br /&gt;«Non mi sembra umiliante.»&lt;br /&gt;«Ma dopo che ha pagato mandiamo lo stesso la foto alla moglie.»&lt;br /&gt;«Okay. E la degradazione totale?»&lt;br /&gt;«Be’, in genere non divulghiamo questa cosa, non senza un contratto firmato.»&lt;br /&gt;«Okay.»&lt;br /&gt;«È roba pesante.»&lt;br /&gt;«Okay.»&lt;br /&gt;«Non voglio che la gente si metta strane idee in testa.»&lt;br /&gt;«Okay.»&lt;br /&gt;«Ma forse tu capiresti. Ho messo in atto la degradazione totale solo due volte. Te ne racconterò una. Fu per un amico. Il suo ragazzino era stato investito da un automobilista ubriaco, che fu punito con sei soli ridicoli mesi di prigione, il che vuol dire che dopo tre mesi passati a giocare a Scarabeo era di nuovo fuori. Immaginerai come si sia sentito il mio amico. Dissi… vorrei darti una mano, non so se mi spiego. Non fare gesti avventati, gli dissi. Gli dissi che davvero volevo dargli una mano in modo veramente decisivo, non so se mi spiego. Se mi avesse permesso di dargli una mano, gli dissi, non ci sarebbe mai più stato bisogno, per così dire, che nessuno gli desse più una mano, non so se mi spiego. Il problema sarebbe sparito. Ma lui mi disse: “Audley, non ucciderlo. Fagliela pagare”.&lt;br /&gt;«Fare questa cosa richiede un sacco di pianificazione. Bisogna fare le cose come si deve. È come lanciare un razzo sulla luna, se non lo fai per bene hai solo costruito il fuoco d’artificio più costoso del mondo. Passammo settimane a trovare la risposta.»&lt;br /&gt;«Che fu…?»&lt;br /&gt;«Gomma da masticare. Chiedimi della gomma da masticare.»&lt;br /&gt;«Dimmi della gomma da masticare.»&lt;br /&gt;«Il nostro bersaglio amava guidare. Macchinona. Cominciammo ad appiccicare della gomma da masticare sulle serrature delle portiere. A seconda di quanto tempo rimaneva parcheggiata, le serrature potevano essere parzialmente fottute o fottute del tutto. Le prime volte che ti succede una cosa simile vai in bestia, ma man mano che va avanti, settimana per settimana, mese dopo mese, diventa qualcos’altro. All’inizio fu facile, ma quando il nostro bersaglio capì che aveva qualcuno alle costole, dovemmo adottare delle contromisure per individuare eventuali sistemi di videosorveglianza o guardiani assoldati per tenergli d’occhio la macchina. Le provò tutte. Cambiò diverse auto. Blindò il garage. Ma noi eravamo pazienti, attendevamo mesi a volte, per essere imprevedibili. Era un disturbo da poco, ma lo mandò completamente fuori di testa. Vedi, se avessimo fatto tante cose diverse, gli avessimo rubato il cane, spaccato le finestre, non sarebbe stato così terribile. Persino nei problemi, come in ogni cosa, la varietà aiuta. Il fatto era che sapeva già quel che lo attendeva. E utilizzammo diversi masticatori così che, se qualcuno fosse stato visto all’azione, non sarebbe sembrata la persecuzione di un fissato, o di un matto che ce l’aveva con lui, ma dell’universo intero. È questa la cosa peggiore, la prova incontrovertibile che l’universo ce l’ha con te. Qualcuno che non amasse guidare si sarebbe ben presto arreso; ma lui lo adorava, ecco perché si ridusse a un rottame farfugliante.»&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-5360794090535600454?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/5360794090535600454/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=5360794090535600454' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/5360794090535600454'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/5360794090535600454'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2008/02/come-affrontare-i-debitori-insolventi.html' title='Come affrontare i debitori insolventi'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-8631840480035099737</id><published>2008-01-06T22:00:00.001+01:00</published><updated>2009-02-21T22:40:33.997+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Agapito Malteni il ferroviere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Why did I choose you?*</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(non so se sia lecito parlare di un mondo che non si conosce bene, ma è uno scritto nato per scherzo... a un mio amico gay comunque è piaciuto tanto.)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Mi sono svegliato tutto indolenzito. Quel porco di Marino è proprio un pezzo di merda. E mi riempie di lividi, ogni volta. Giuro che lo picchio la prossima.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;Mi faccio trovare a letto armato di spranga, quel bruto. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;"Bruto". Sto iniziando a parlare come quelle checche dei film. Un po' lo faccio apposta. Checche. Sto iniziando a parlare come i frociofobi dei film. E questo no, non lo faccio apposta. Se penso alla parola "checca" mi viene in mente una di quelle drag queen coloratissime con gli orecchini enormi e magari trans, con le tette enormi, magari, e mi viene da ridere. Mai sopportati, gli orecchini. Che senso ha essere gay e poi imitare le donne? Va bene avere la cittadinanza del Middlesex, ma non sono &lt;span style="font-style: italic;"&gt;così&lt;/span&gt; confuso, grazie a Dio. Ma non è che sono un po' intollerante, mi chiedo? Cazzo, un gay intollerante. Ci mancava questa. Un gay stronzo e fascista, ecco cosa sono. Che ridere. Pesante, ridere con questo mal di testa. Cazzo quanto ho bevuto. Anche questo è colpa di Marino. Merda, mi faccio trovare armato, giuro, assaggia la mia spranga, non &lt;span style="font-style: italic;"&gt;quella &lt;/span&gt;dico, una spranga vera, di ferro, la prossima volta che si azzarda a conficcarmi le unghie sul braccio. Unghie, orecchini, drag queen. Ma per favore. Io che sono pure allergico al nikel. Sono allergico a tutti quegli ammennicoli, cazzate varie. Voltastomaco. A proposito, scusate, devo andare a vomitare. Cazzo di vino, Marino. La prossima volta scelgo io.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;Certo che sono una frocia strana. Che cosa strana, questo vezzo di dirci 'frocia' che ci è preso, a me e Marino, quando poi dovremmo essere rappresentanti di un terzo sesso, grosso modo. Dico 'rappresentanti', grosso modo. Chi potrei rappresentare io? Mi chiedo, perché 'frocia' con la 'a' finale? Invoco a gran voce un suffisso speciale per il terzo sesso. D'ora in poi basta scherzare, d'ora in poi siamo indipendenti e abbiamo anche la nostra grammatica. Il suffisso gay adesso è la u. Ci provo. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;- Tema -&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;Marino è lu miu fidanzatu. È molto carinu, altu e ha i capelli neri. Marino fa lu benzinaiu, e infatti è moltu praticu con le pompe. Marino è molto violentu quando fa le pompe, e la prossima volta che viene a letto troverà una bella spranga di ferro, bastardu di Marino.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;Cazzo, non funziona. Sembra sardo. Non possiamo diventare tutti sardi, i gay. La regione Sardegna ci farebbe causa, figuriamoci, con l'intolleranza galoppante che c'è mica se la calerebbero a diventare la regione delle froce. Gli unici sardi che ho conosciuto erano donne. Magre. Carine. Facili da fare spaventare. Mi piace un casino fare spaventare le ragazze, ve l'ho detto? Dovete sapere che non sono uno di quei gay bravi, buoni, gentili come i cinque fichettini stilosi della tv. I grandi amici delle donne e degli uomini. Io sono il rappresentante della sparuta Bastardanza Gay. Una volta mi sono fatto (dovrei dire fattu, ma abbiamo deciso di mollare quella nuova regola grammaticale, vero?) trovare sdraiato sul letto circondato da lunghe candele, al buio, da mia sorella. Avevo le mani incrociate sul petto, il vestito nero e il cerone bianco in faccia. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;Ora, dico. Entri in casa, trovi buio, tutto spento. &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;Chiami, non risponde nessuno. Vai da una stanza all'altra (me la vedo proprio). "Che strano, mio fratello non c'è?" Eccotela. Apre la porta della mia stanza (buio, porta che si apre, un bel close-up alla film horror, prego).&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;Pausa di riflessione.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;Come cazzo fa a esserci un morto in casa, da solo, circondato da candele accese? Ma mia sorella è una femmina, quindi, (come i maschi,) appartiene alla razza inferiore. E qui scocca e trionfa la Bastardanza Gay. L'essere inferiore collega la situazione a chissà quale immagine ancestrale di morte chiusa nella sua mente, e senza passare per le dendriti del lato sinistro del cervello (disattivato), il segnale va dalla dimensione onirica-irrazionale delle paranoie ovariche direttamente alla gola, che ti sgorga una sola espressione vocale, animale, disperata (l'ho fatta lunga, eh?):&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;- Iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiih!&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;Un urlo lancinante che non vi dico. Crederete che tutto si concluda lì, e che tutto questo discorso preparatorio, la pausa di riflessione, sia stato un &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;po' esagerato (vi do ragione; e d'altra parte,  l'Iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiih! stampato l'avevate già visto con la coda dell'occhio prima di tutto il resto, e quindi inutile fingersi sorpresi, sapevate già il finale). Ma se vi dicessi che la cosa non è finita lì, che al grido mi sono SUBITO alzato in piedi, che SUBITO mi sono lanciato tra le braccia di mia sorella, ma che quella non solo non ha smesso di gridare, ma vedendomi scattare ha gridato più FORTE?&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;Cazzo, ha gridato più forte!, come se in quel nanosecondo si fosse già abituata al fatto che dovevo esser morto, e che quindi quello che era scattato dal &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;letto non poteva essere altro che lo zombi di suo fratello, tornato al mondo per ucciderla. E se vi dicessi che poi ha pianto per un quarto d'ora lo stesso, e mi ha pure dato un cazzotto, non propendereste anche voi per l'idea che le donne siano esseri inferiori? Che palle. Spaventabilissime. E mia sorella non è nemmeno sarda. Almeno, non che io sappia. Avevamo un postino sardo, con gli occhi azzurri come lei, a pensarci bene. Era pure un bel tocco d'uomo, anche se un po' incartapecorito. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;Io e mia mamma abbiamo sempre avuto gli stessi gusti. Solo su mio padre ha cannato di brutto. S'è presa un camionista bello, alto, moro e muscoloso, ma con un &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;cervello piccolo piccolo come una nocciolina. Costantino della tv, sputato (uno sputo bello grosso). La picchiava, e allora è finita a cazzi. Ora non rompetemi i coglioni con il retro-pensiero, lo so che l'avete avuto, sulla famiglia infelice e i figli quindi sono deragliati, figlia femmina sarda paranoica e figlio gay bastardo. Non è così che funziona, cocchi. La mia era una famiglia felicissima, oltretutto, soprattutto da quando mio padre s'è risposato con quella tettona e l'hanno messo in galera (prima rubava autoradio, ma il business è andato in crisi quando hanno inventato i frontalini, e da allora non è stato più lo stesso, si è dato al bere, nel senso che &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;vendeva alcolici contraffatti all'ingrosso). A parte lo schizzo di follia e illegalità delle occasionali visite di mio padre (ci regala pacchi di videofonini rubati), non abbiamo mai avuto casini né stranezze o guai con la legge, siamo sempre stati normalissimi, pure un po' borghesi e anche piuttosto ben messi economicamente, mia madre faceva la parrucchiera, fortunatamente (fosse stata insegnante, potrei capire) e fortunatamente non ho mai avuto traumi. Grazie a Dio non ho preso nulla da mio padre &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;(chissà da chi ho preso: la mamma non me lo dirà mai... so solo che da quando sono nato ho una macchia di forma allungata sulla gamba, ho sempre pensato &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;fosse una voglia di cazzo). &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;Grazie a Dio sono gay non perché mi sia caduto un secchio in testa da bambino, non per uno scompenso ormonale durante l'adolescenza, non perché ho avuto &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;gli orecchioni da adulto, e nemmeno perché ho avuto uno shock vedendo la fica di mia cugina, né perché ho trovato mia madre al letto col postino. Sono gay solo &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;perché sono nato così: un essere superiore. Superiore e bastardo. Adesso che mi conoscete, o che credete di conoscermi, avrete capito che per Marino è davvero dura; non per vantarmi, ma è così. Sono un gay piuttosto virile, se è virile il termine giusto, e non ne sono sicuro (è tutto un mondo tutto da ridefinire, signori miei, non &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;solo la grammatica, ma anche il lessico, lo vedete bene); e di certo lo compatirete, il povero Marino. Ma voi non conoscete Marino. Se io sono bastardo, lui è &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;il Signore di Tutte le Bastardaggini. Mi ha conficcato le unghie, quella checca fottuta (da me). Marino è quello che viene con me alle feste e poi non mi degna &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;di uno sguardo. Ora, il punto è che io sono un tipo all'antica, e a me questa scusa della gaytudine per andare a fare la puttana (anzi: lu puttanu) in giro, non mi cala proprio. Tu stai con me, Marino. E non ci sono cazzi. Al di fuori di me, dico. Non ne ho la prova certa, ragazzi, ma secondo me lui trova un segnale, un modo, &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;uno sguardo per dire "ci vediamo più tardi" ai puttani come lui. Non so come, ma me la fa sotto gli occhi, me lo sento. Aaah, ma con me si sbaglia. Gli ho scambiato &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;tutti i numeri di telefono nell'agenda del telefonino (no, non tutti: giusto quei due), con un paio di schede mie che ho comprato apposta. (Non so se ve l'ho già detto, che sono nu bastardu.) Ecco, ho provato a stuzzicarlo un po' con qualche SMS, il porco, e quello sai che fa? Abbocca. Mica così per dire. Fa tutto lui.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:100%;"  &gt;Invita. Propone. Bastardo tre volte. Bastardo, bastardo, bastardo. Lui e chi non glielo dice. Forza, diteglielo. Massì, alla fine devo aver preso anche quello, da mia madre, non ho prorio l'istinto per trovarmi un vero principe... viola? Di che colori saranno i principi delle fiabe gay? Io odio il viola, ma sempre meglio dell'azzurro e del rosa. Fosse per me vorrei un principe blu, con una di quelle camicie di raso tinta su tinta, non so se avete presente, e dei bei jeans stretti. Sì, blu. Ma per ora mi devo tenere Marino, che ci volete fare, non so rinunciarci... ma me la paga, aah, se me la paga.  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sapete per caso dove si vendono delle belle spranghe robuste? Ferramenta, dite?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;*Barbra Streisand &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-8631840480035099737?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/8631840480035099737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=8631840480035099737' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/8631840480035099737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/8631840480035099737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2008/01/why-did-i-choose-you.html' title='Why did I choose you?*'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-1177261145359192052</id><published>2008-01-04T10:05:00.000+01:00</published><updated>2009-02-21T22:40:33.998+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Opinionisti all'arrembaggio</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Scrissi questo post qualche mese fa, quando il De Pierro mi pareva un incolpevole opinionista affetto da una specie di herpes retorico, e &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;mi sentii pure un po' in colpa... Adesso che cerca di farsi pubblicità in tutti i modi mettendosi pure a fare &lt;a href="http://www.lucaconti.it/2006/06/25/intervista-ad-antonello-de-pierro-il-commento-spam-infinito/"&gt;spam&lt;/a&gt; (come lo vogliamo chiamare, mandare &lt;a href="http://www.ilcircolo.net/lia/001082.php"&gt;alla cazzo&lt;/a&gt; articoli interi che non c'entrano nulla, come commenti di &lt;a href="http://www.ricir.net/drupal/?q=node/591"&gt;post altrui&lt;/a&gt;?), è un vero piacere pubblicarlo... &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Il mondo è in ansia, trattiene il fiato, si nutre di angoscia. Ovunque soffiano forte venti di guerra, capaci di scucire il sorriso persino dai volti dei bambini. E sono proprio questi, avvolti nel candore della loro innocenza e della loro naturale incoscienza, a pagare lo scotto più alto e a campeggiare tristemente nella lugubre contabilità dei conflitti fra i popoli. Sono proprio questi che, in quel deserto della ragione che sono gli scenari bellici, dove il confine tra la vita e la morte spesso si riduce semplicemente ad una sporca questione di centimetri, sono uccisi dalle bombe, dai missili, dalle mine, ma anche dalle epidemie e dalla fame...&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Antonello De Pierro]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi spiego perché secondo me non si dovrebbe mai e poi mai scrivere così...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;"Il mondo è in ansia, trattiene il fiato, si nutre di angoscia"&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Una frase introduttiva ad effetto ma senza l'effetto: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;essere in ansia&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;trattenere il fiato&lt;/span&gt; hanno un senso di immediatezza e urgenza, dici, "uh, che sta succedendo?", ma quel ridicolo "si nutre di angoscia" (e il verbo nutrire, oltre a essere assurdamente improprio, trasmette quasi un senso di volontarietà) impantana il tentato crescendo in una pozzanghera retorica. Come se dicessimo "Enzo correva a duecento all'ora, pestava nervoso il pedale dell'acceleratore, stava recandosi di buon passo in ufficio." Ovviamente una costruzione del genere può funzionare, ma solo se si desidera un effetto comico, straniante, e non era sicuramente questa l'intenzione dell'autore. Ma le briglie della retorica vanno tenute saldamente, sennò scappa tutto e si perde il controllo di forma e contenuto... la cosa buffa qui è che la frasetta dovrebbe introdurci in qualche modo all'argomento (il menefreghismo del mondo adulto, che con i suoi cinici calcoli non esita a fare nuove guerre e nuove vittime, soprattutto bambini) ma pare soltanto evocare l'idea opposta: che il mondo sia tutto proteso a preoccuparsi dei conflitti, cosa ovviamente e tristemente falsa (si veda il caso &lt;a href="http://www.italianblogsfordarfur.it/"&gt;Darfur&lt;/a&gt;, quattrocentomila vittime e nessuno ne parla, neppure il De Pierro che tanto ama stracciarsi le vesti per le buone cause pare esserne a conoscenza).&lt;br /&gt;Il sospetto è che l'autore non sappia nulla dell'argomento e non gli interessi poi granché.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;"Ovunque soffiano forte venti di guerra, capaci di scucire il sorriso persino dai volti dei bambini"&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Qui cadiamo proprio nel ridicolo. Perché questi metaforici venti di guerra debbano soffiare "forte", non si sa. E un sorriso che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;si scuce&lt;/span&gt; è proprio un'immagine orrenda, così esagerata da non riuscire a evocare nulla. Forse in un contesto asciutto, piano, scarno potrebbe funzionare.  Ma qui  è  tutto fuori fuoco. Il senso della frase, che la guerra riesca a togliere &lt;i&gt;persino&lt;/i&gt; il sorriso ai bambini, beh, è un understatement imbarazzante. Pare quasi che sia quella la colpa più grave dei conflitti. E con un velo pietoso di retorica copriamo per un attimo, senza accorgercene, i morti ammazzati. Che i bambini siano &lt;i&gt;avvolti nel candore della loro innocenza e della loro naturale incoscienza&lt;/i&gt;, poi, non ci dice niente (e tralascio volontariamente di analizzare l'uso della parola &lt;span style="font-style: italic;"&gt;incoscienza&lt;/span&gt; per pura pietà). La frase sta lì solo per evocare, in maniera banalissima e ben poco empatica, l'idea dell'innocenza vittima della guerra. Che siano i bambini a &lt;i&gt;campeggiare tristemente nella lugubre contabilità dei conflitti fra i popoli&lt;/i&gt;, è una cosa verissima e risaputa, ma che si poteva di certo dire in maniera molto meno onanistico-barocca, e più diretta, affermando semplicemente che "i bambini sono fra le prime vittime delle guerre". Certo, sarebbe saltata &lt;i&gt;la lugubre contabilità&lt;/i&gt;, che al Nostro doveva piacere proprio tanto, ma con essa sarebbe scemato anche lo spontaneo sospetto che pure lo scrivente stia allegramente bagnandoci il pane, in quel sangue, per proporci la sua esibizione di (dubbia) bravura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il concetto dei bambini come vittime viene poi spiegato nella frase successiva:&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Sono proprio questi che, in quel deserto della ragione che sono gli scenari bellici, dove il confine tra la vita e la morte spesso si riduce semplicemente ad una sporca questione di centimetri, sono uccisi dalle bombe, dai missili, dalle mine, ma anche dalle epidemie e dalla fame...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco finalmente, il climax, è cascata la bomba, ecco i morti, l'orgasmo della scrittura tanto atteso (dallo scrivente). Suddividiamo un attimo principale e subordinate:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa accade?&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Sono proprio questi che [...] sono uccisi dalle bombe, dai missili, dalle mine, ma anche dalle epidemie e dalla fame...&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;La frase poteva tranquillamente ridursi a questo, e sarebbe stata semplice, lineare, corretta, inoppugnabile. Ma il buon Antonello non poteva trattenersi, e deve spiegarci per forza &lt;i&gt;dove&lt;/i&gt;, in quale scenario metaforico (è tutto metaforico, qui, quasi che la realtà vera della guerra non esista):&lt;br /&gt;&lt;i&gt;in quel deserto della ragione che sono gli scenari bellici...&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma neppure il &lt;i&gt;deserto della ragione&lt;/i&gt; soddisfa la vanagloria letteraria dell'autore, bisogna assolutamente precisare, qualora non ne fossimo al corrente, e quasi che la cosa avesse un qualche peso sul concetto principale (che i bambini vengono uccisi da fame, bombe eccetera) che in questi luoghi &lt;i&gt;&lt;br /&gt;...il confine tra la vita e la morte spesso si riduce semplicemente ad una sporca questione di centimetri&lt;/i&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sporca? In che senso?&lt;br /&gt;Suppongo che qui il buon Antonello voglia ricordarci che se una bomba casca qualche centimetro più in là magari non ci lasci la pelle (tipo il pallone ovale in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quella sporca ultima meta&lt;/span&gt;?), o forse al fatto che le fazioni in guerra lottano con cieco sprezzo delle vite umane per spostare di qualche centimetro il confine delle loro conquiste sporche di sangue.&lt;br /&gt;Ma il sospetto è che tutto questo fioccare di emotività e di aggettivi (una &lt;b&gt;sporca&lt;/b&gt; questione di centimetri versus &lt;b&gt;il candore dell'innocenza&lt;/b&gt;) serva solo a nascondere dietro un muro di iperboli inutili la pochezza dei contenuti, l'assoluta assenza di concetti nuovi o interessanti, una totale mancanza di sensibilità e di controllo sulla scrittura: il vuoto vestito a festa, ricoperto di lustrini e orpelli assurdi e pacchiani. Nessuna chiave di lettura trasversale o inedita, solo delle banali ovvietà da ribadire però a tutti i costi e con quanta più veemenza possibile, mettendosi commossi davanti alla telecamera.&lt;br /&gt;Fosse solo questo, un corsivo contro la guerra per spingerci a riflettere sul fatto che i bambini sono le prime vittime dei conflitti (e fosse ben scritto), alla fine andrebbe pure bene. Ma il sospetto è che sia solo un malriuscito esercizio di stile teso ad aggredire il lettore di frasi involute e di retorica (aggravate dal fastidio di sentirsi fare la predica su qualcosa che sa già benissimo), senza riuscire nemmeno a veicolare il messaggio. E dire che sarebbero bastate due righe:&lt;br /&gt;"La guerra uccide i bambini e impedisce loro di condurre una vita normale; toglie loro il sorriso e la serenità. Tanto dovrebbe bastare per indurre i governanti a interrompere ogni conflitto." A quelle si sarebbe potuto aggiungere semmai qualche piccolo abbellimento, farle diventare tre, ma poi basta...&lt;br /&gt;Ma, nella traduzione da italiano a italiano forse ho commesso l'errore che il traduttore deve sempre evitare: ho detto qualcosa di più di quel che diceva l'autore, e forse, per sbaglio, ci ho infilato in mezzo qualche concetto più profondo.&lt;br /&gt;Visto, Antone', com'era facile?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-1177261145359192052?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/1177261145359192052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=1177261145359192052' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/1177261145359192052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/1177261145359192052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2008/01/opinionisti-allarrembaggio.html' title='Opinionisti all&apos;arrembaggio'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-4169993768263592144</id><published>2007-12-30T12:48:00.000+01:00</published><updated>2009-02-21T22:40:33.999+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nuntereggaepiù'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Radar*</title><content type='html'>L'idiozia umana non conosce limiti... alla base militare di Sigonella -base dalla collocazione geografica particolarmente importante su un piano strategico per le forze USA- sta per essere installato un sistema radar di nuova generazione, il MUOS.&lt;br /&gt;Il problema è che secondo uno studio commissionato dalla stessa Marina americana alla società Maxim, c'è un rischio concreto ed elevatissimo che l'alto livello di onde elettromagnetiche prodotte dall'impianto faccia esplodere le testate presenti sui caccia presenti nella base.&lt;br /&gt;Ma nonostante i risultati di questo studio, il Governo americano non ha minimamente intenzione di bloccare il progetto, che prosegue invece con grande fervore, mettendo a rischio delle vite umane (le nostre e quelle dei loro stessi militari) e la loro stessa base...&lt;br /&gt;A dimostrazione del fatto che non si tratta di paure prive di fondamento, ecco un precedente storico: la Marina americana non pare volere molta pubblicità intorno alle cause del "tragico incendio" che il 29 luglio 1967 provocò 137 morti  sulla &lt;a href="http://www.emcuk.co.uk/awareness/Pages/InterferenceExamples/RadioSusceptibility.htm#HMSSheffield"&gt;USS Forrestal&lt;/a&gt;, ma fu proprio a causa delle microonde prodotte dal nuovo radar appena montato che un f-4 Phantom lanciò un razzo contro un altro caccia disposto sul ponte della più grande portaerei americana, provocando la catastrofe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per saperne di più, guardate questo sconvolgente documentario realizzato da Maurizio Torrealta per RaiNews24 (se il video qui sotto non funziona, provate &lt;a href="http://www.brightcove.tv/title.jsp?title=1315757568"&gt;qui&lt;/a&gt;). E magari iscrivetevi alla mailing list di &lt;a href="http://www.terrelibere.org/index.php?x=file&amp;amp;file=conferma_mail"&gt;Terrelibere&lt;/a&gt;. Tenersi informati non fa mai male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="%27http://www.brightcove.tv/playerswf%27" bgcolor="'#FFFFFF'" flashvars="'initVideoId=" servicesurl="http://www.brightcove.tv&amp;amp;viewerSecureGatewayURL=" cdnurl="http://admin.brightcove.com&amp;amp;autoStart=" false="" base="'http://admin.brightcove.com'" name="'bcPlayer'" allowfullscreen="'true'" allowscriptaccess="'always'" seamlesstabbing="'false'" type="'application/x-shockwave-flash'" swliveconnect="'true'" pluginspage="'http://www.macromedia.com/shockwave/download/index.cgi?P1_Prod_Version=" shockwaveflash="" height="412" width="486"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Dite la verità, a sapere che il destino del mondo è in mano a gente così, non vi sentite un po' come la signora Torrance quando si avvicina alla macchina da scrivere del marito?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;*Morphine&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-4169993768263592144?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/4169993768263592144/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=4169993768263592144' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/4169993768263592144'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/4169993768263592144'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2007/12/fuoco-amico.html' title='Radar*'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-8654102908272607827</id><published>2007-12-19T00:01:00.000+01:00</published><updated>2009-02-21T22:40:34.000+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>48584</title><content type='html'>I cinquanta euro di donazione minima non li ho, lo confesso... Il bollettino c/c che mi hanno spedito è in bianco, ma le cifre suggerite nella causale sono quelle: 50, 100, 200... ordinario, sostenitore, benemerito... certo, potrei scriverci "5 euro" e la dicitura "simpatizzante disgraziato e proletario". Ma un sms o una telefonata ai promotori della moratoria contro la pena di morte lo mando di sicuro, e invito anche voi a farlo.&lt;br /&gt;Oggi è stata una giornata importante contro questa barbarie assurda è inutile che è la pena di morte, e dobbiamo esserne grati a quelli che -in controtendenza con quest'era cupa e nichilista- continuano a credere che tutto possa cambiare, che l'umanità sia pronta a cancellare per sempre questo orrore legalizzato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dopo averla osservata da tutti i punti di vista, sono giunta alla conclusione che la pena di morte è un altro sintomo della confusione che regna nella nostra società. La pena capitale non è più efficace nello scoraggiare il crimine di quanto non lo fossero i sacrifici aztechi nell'assicurare che il sole continuasse a brillare nel cielo. La pena capitale, nello Stato odierno, potrebbe essere definita come una risposta 'spirituale' istituzionalizzata a un problema che la cultura e la tecnologia non sono in grado di risolvere. Alle frange religiose di destra questa soluzione magica piace. Il loro sostegno alla pena di morte è un sintomo del loro stesso malessere, del loro bisogno di focalizzare il proprio odio su coloro che sono già i soggetti più svantaggiati della nostra società.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;da "Cargo di Orchidee" - Susan Musgrave&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-8654102908272607827?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/8654102908272607827/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=8654102908272607827' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/8654102908272607827'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/8654102908272607827'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2007/12/48584.html' title='48584'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-4134333801369755152</id><published>2007-12-13T11:50:00.000+01:00</published><updated>2009-02-21T22:40:34.020+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nuntereggaepiù'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Boicottiamo La7</title><content type='html'>&lt;a href="http://liberidea.blogspot.com/2007/12/boicottiamo-la7.html" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://i32.photobucket.com/albums/d41/joejacobs/boycottLa7.jpg" alt="Boicotta La7" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dopo 4 anni di guerra in Iraq, 3.900 soldati americani morti, 85.000 civili iracheni ammazzati e tutti gli italiani morti sul campo anche per colpa di Berlusconi, Berlusconi ha avuto il coraggio di dire che lui in fondo era contrario alla guerra in Iraq. Come si fa a sopportare una cosa del genere? Io ho un mio sistema: penso a Giuliano Ferrara immerso in una vasca da bagno con Berlusconi e Dell'Utri che gli piscia addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta tutti. Va già meglio, no?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questa battuta, andata già in onda il sabato e in replica il giovedì, i dirigenti di La7 avrebbero deciso di silurare di punto in bianco la trasmissione &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Decameron&lt;/span&gt;. Ecco il racconto di Luttazzi, tratto dal sito de Il Sole 24 ore:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Stasera è successo un fatto gravissimo: per motivi legali (nessuna comunicazione ufficiale della sospensione del programma) io e Franza Di Rosa abbiamo completato al montaggio la puntata n.6 che doveva andare in onda. Verso le 20, dei funzionari di La7 sono entrati in sala montaggio per impedire fisicamente che proseguissimo. &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Hanno occupato la stanza, hanno intimato al tecnico di sospendere (senza averne titolo), uno di loro si è seduto al mio posto alla consolle e non se ne andava, sfidandoci. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Ho telefonato all'avvocato: stavano commettendo un reato (violenza privata) e potevo chiamare la polizia. A quel punto sono usciti. Poi, quando ho finito e me ne sono andato, uno di loro è entrato per CANCELLARE TUTTO IL GIRATO di Decameron, passato e futuro. Spero non l'abbiano fatto.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Se è vero, l'Italia è in piena dittatura. Roba alla Mussolini, alla Ceauşescu.&lt;br /&gt;La7 deve vergognarsi, non solo per aver censurato Luttazzi, ma anche per lo spazio e il potere che dà a nullità come Ferrara, un uomo che è infetto d'ogni malattia che il giornalismo italiano conosca.&lt;br /&gt;Luttazzi sarà esagerato, folle, ma proprio per questo è uno dei pochi liberi pensatori che esistono in Italia. Incontrollabile, fantasticamente scomodo. &lt;span style="font-size:130%;"&gt;Una delle poche persone capaci di turbarti fino a rivoluzionare il tuo modo di vedere le cose&lt;/span&gt;, per farti scoprire infine che è tutta una follia, che il vero pazzo non sei tu, sono tutti quegli altri matti a guidare contromano. Quello che chiamo "gettarsi nel turbinio del fastidio", una delle cose più belle e utili che un essere pensante possa fare. L0 humour fecale, coprofago di Luttazzi è il perfetto antidoto apotropaico al Tg4, a Ferrara, a tutte quella quella merda vera che ci danno in pasto ogni sera, alle forme di ottundimento con cui ci vogliono spaventare, schifare, tenere lontani dall'olezzo della realtà, chiudendoci in gabbie di paura: Mucche pazze, polli infetti, madri assassine, armi di distruzione di massa. In confronto a tutto questo orrore mediatico, cui nessuno fa più caso, l'umorismo di Luttazzi è ben poca cosa.&lt;br /&gt;Per questo persone come Daniele Fabbri in arte Luttazzi andrebbero tutelate dal WWF, no, da una legge ad personam: "Chi si chiama Daniele Luttazzi può dire tutto quel che cazzo gli pare e gli spetta un'ora alla settimana in fascia &lt;span style="font-style: italic;"&gt;prime time&lt;/span&gt; in una rete nazionale."&lt;br /&gt;Quel che vi ha disturbato, signori di La7, non è l'attacco a Ferrara: già prudevate d'orticaria, e non sapevate come eliminarlo, dal momento esatto in cui è entrato in video a raccontarci le cose come stanno. Ad attaccare Prodi, a raccontare l'inutilità di questo governo. I quindici minuti sugli elogi funebri a Biagi sono una delle cose più belle e vere che si siano viste in tv negli ultimi quindici anni, e dovreste baciare i piedi a Luttazzi per averveli concessi. E invece non sapevate come fare, vi stramaledicevate per avergli offerto un contratto in cui gli davate carta bianca, un contratto che non sapevate come cancellare. Ma &lt;span&gt;quel che temevate davvero&lt;/span&gt;&lt;span&gt; era &lt;span style="font-size:130%;"&gt;l'attacco al Papa in arrivo alla sesta puntata&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. D'altro canto, già avevate accettato di buon grado di mettere il bavaglio al pur tiepido Crozza che imitava bonariamente Ratzinkhaiser... No, non c'è gusto in Italia ad essere intelligenti, non c'è possibilità o spazio in cui essere liberi.&lt;br /&gt;Ma la gente non ne può più, per questo la tv tenderà sempre più a perdere la sua centralità. Però questo non mi consola, non ci si può consolare dicendo, "Tanto, la tv sta morendo." La tv è un mezzo dalle potenzialità enormi, arriva ovunque. Ci saranno sempre milioni di persone a guardarla, persone che non hanno tempo e modo di far altro, e quelle persone vanno tutelate dall'idiozia, dal banale, dalla Visione Unificante. Qualcuno dirà, "Basta cambiare canale." No, per salvarsi bisognerebbe cambiare nazione. Siamo in piena dittatura dell'idiozia. E a una rete che si proponeva come alternativa al duopolio (di fatto monopolio) Rai-Mediaset una cosa del genere non si può perdonare. Per qualche tempo avevo creduto a La7, la credevo un po' diversa, un po' più libera, ma è solo una piccola tv piccoloborghese, snob, pretenziosa e supponente, prona al potere e ai suoi sgherri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Per saperne di più...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/includes2007/frameSole.html?http://teledicoio.blogosfere.it/2007/12/luttazzi-decameron-altro-che-battuta-su-ferrara-censurato-per-la-puntata-che-stava-preparando.html"&gt;Qui&lt;/a&gt; trovate le vere ragioni della chiusura del programma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?ord=1&amp;amp;idblog=DAW_-_Cambia_il_tuo_punto_di_vista_7&amp;amp;id=1458#commenti"&gt;Qui&lt;/a&gt; il ridicolo articolo (non firmato) "Addio Luttazzi, non ci mancherai", e &lt;a href="http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=6586&amp;amp;cat=spettacolo"&gt;qui&lt;/a&gt; la vergognosa comunicazione ufficiale della rete. Entrambe le pagine dell'emittente sono state sommerse dai bellissimi commenti del pubblico  indignato, a dimostrazione del terribile autogol commesso dall'emittente: &lt;span style="font-size:130%;"&gt;hanno offeso e tradito proprio il pubblico target&lt;/span&gt;, quello colto e libero che cercava una rete "diversa", libera, creando una ferita difficile da rimarginare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Obbligatoria ovviamente una visitina en passant al &lt;a href="http://www.danieleluttazzi.it/"&gt;blog di Luttazzi&lt;/a&gt;, per raccogliere il suo invito ad assistere alla sesta puntata al teatro Ambra Jovinelli e per leggere il commento di Dario Fo alla censura di rete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cosa fare&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Tanto per cominciare, potete copiare questo codice html nel vostro blog (su blogger potete inserirlo nel template come codice html nella barra laterale, su myspace alla voce "television" fa il suo bell'effetto :-) , e comunque è semplice html, funziona dappertutto):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;textarea rows="6" cols="20"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://liberidea.blogspot.com/2007/12/boicottiamo-la7.html" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://i32.photobucket.com/albums/d41/joejacobs/boycottLa7.jpg" border="0" alt="Boicotta La7" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/textarea&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://el2.giovani.it/diari/2450858/boicotta_la7_anche_tu.html"&gt;Qui&lt;/a&gt; trovate poi una bella e condivisibile letterina alla direzione dell'emittente, e il link velocissimo per inviarla (meglio ancora scrivendo con parole vostre), mentre &lt;a href="http://boicottala7.blogspot.com/"&gt;qui&lt;/a&gt; c'è un modo pratico per boicottare La7 attraverso i suoi sponsor (il famoso tonno As d'o Mar, tanto per cominciare, ma si potrebbero aggiungere le aziende del gruppo Telecom, il consorzio Gorgonzola, le patate Selenella... se ci fate caso gli sponsor sono pochissimi) informando le ditte in questione che non volete più far uso dei loro prodotti finché continuano a foraggiare l'emittente...&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.petitiononline.com/luttatv/petition.html"&gt;Qui&lt;/a&gt; c'è poi una piccola petizione. Insomma, le iniziative sono molte e appoggiarle tutte non costa molto. Se ne trovate altre potete passarmi i link e li aggiungerò volentieri. Quanto a me, ho cancellato la frequenza della rete di casa Telecom dai miei due televisori di casa, e vi invito tutti a fare, e far fare ai vostri cari, la stessa cosa.&lt;br /&gt;Protestare è un dovere, per salvare il diritto di satira... e per far sapere a questa gente che non ne possiamo più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Per finire...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Per chiudere, ecco la lettera di Luttazzi a Ezio Mauro, direttore di Repubblica:&lt;br /&gt;&lt;p&gt; &lt;u&gt;Al Direttore di Repubblica:&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;  &lt;em&gt;è disarmante vedere firme celebri annaspare di fronte alla satira e alla sua natura. Quello della volgarità, da sempre, è il pretesto principe di chi vuole tappare la bocca alla satira. Che sia chiaro una volta per tutte ( i furbastri più o meno interessati mi hanno un po’ stufato ): la volgarità è la TECNICA della satira. Con questa tecnica, la satira esprime idee e opinioni. &lt;span style="font-size:130%;"&gt;Censurare la satira ( in nome del cattivo gusto o di altri princìpi volatili e capziosi ) è censurare le opinioni. E’ fascismo. &lt;/span&gt;Chi si attarda in disquisizioni sul buon gusto è un censore. Punto. L’unico limite lo stabilisce la legge: diffamazione, calunnia. La satira è arte: o è totalmente LIBERA, o non è satira. Se io parlo del sostegno immondo di Ferrara alla guerra criminale di Bush, Blair e Berlusconi in Iraq, e voi vi scandalizzate dei toni satirici invece che di Abu Grahib o del napalm a Falluja, la vostra scala di valori è corrotta. Era questo il significato di quel monologo. Come volevasi dimostrare.&lt;br /&gt;Daniele Luttazzi&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-4134333801369755152?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/4134333801369755152/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=4134333801369755152' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/4134333801369755152'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/4134333801369755152'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2007/12/boicottiamo-la7.html' title='Boicottiamo La7'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-4696900788109832236</id><published>2007-12-12T09:58:00.000+01:00</published><updated>2009-02-21T22:40:34.020+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Cosa c'è dietro a quei Tir...</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Un settore al collasso che nessuno dei due Poli è riuscito a governare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Quei cileni di casa nostra&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;Aizzati da un deputato di Forza Italia, i "padroncini" sono 120 mila e sanno di poter bloccare l'Italia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA — Paolo Uggè non è Leon Vilarin, il capo dei camionisti cileni che nell'autunno del 1972 diede la spallata decisiva al governo di Salvador Allende. Ma dire che nessuno abbia mai pensato che lo sciopero dei Tir potesse dare, se non proprio una spallata, perlomeno una spallatina al governo di Romano Prodi, sarebbe inesatto. Anche perché Uggè non è soltanto il capo dei camionisti italiani. Lui è pure, fatto molto singolare, parlamentare della Repubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siede alla Camera sui banchi di Forza Italia, il partito di Silvio Berlusconi, il quale da mesi insiste che Prodi se ne deve andare. E lui conosce la sua gente, come dimostra il commento tutt'altro che signorile dopo la riunione con il governo: «Ci stanno prendendo per i fondelli». Proprio quello che ci voleva per distendere gli animi prima della precettazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I padroncini schiumano rabbia e l'aumento vertiginoso del gasolio è soltanto la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il centrodestra li aveva coccolati al punto da portare al governo perfino il loro capo Uggè: sottosegretario alle Infrastrutture con delega alla logistica. Per intenderci, come se avessero dato al sindacalista degli statali il compito di scrivere il contratto del pubblico impiego. Non che i problemi fossero stati affrontati e risolti. Ma con il centrosinistra l'aria è cambiata di colpo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La paura di nuove tasse, le liberalizzazioni che fanno temere la caduta delle ultime barriere anche in un settore apparentemente protetto, o l'assenza di feeling con un governo che guarda i lavoratori autonomi senza troppa indulgenza. Perfino quelli che con un governo simile dovrebbero trovarsi più in sintonia: e non a caso protestano anche gli autotrasportatori della Cna. Forse il fattore scate nante non è stato uno solo di questi elementi, quanto piuttosto una miscela di tutti. Ma il risultato è nitroglicerina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I camionisti possono bloccare il Paese e l'hanno dimostrato. Se ci si è fermati davanti ai tassisti, che al massimo possono bloccare Roma e Milano, figuriamoci davanti ai Tir. Come stupirsi, quindi, che nessun governo abbia mai voluto prendere di petto questa faccenda? Del passaggio di Uggè al governo (due anni e mezzo), per esempio, si ricorda soprattutto la redazione del «Piano nazionale della logistica» da parte di un organismo pomposamente battezzato Consulta nazionale dell'autotrasporto, di cui l'ex capo del Cuna era presidente. Ne facevano parte 41 persone e una serie di consulenti, fra cui Lorenzo Necci ed Ercole Incalza. Costo del Comitato e del Piano, per il solo 2005, due milioni di euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente quel Piano non ha risolto nulla. Né poteva farlo. I padroncini sono 120 mila: sia con il centrodestra, che li coccolava, sia con il centrosinistra, che non li ama troppo, continuano a fare una vita d'inferno. Ed è sempre peggio. Loro sono troppi e le loro aziende sono troppo piccole, mentre le grandi imprese olandesi o tedesche invadono il mercato. Pur essendo in un settore dove serve la licenza, si scannano tra di loro per un carico. La concorrenza è violenta al punto che si lavora in perdita, con tariffe di un euro e trenta a chilometro, pur di lavorare. Siccome poi l'organizzazione è inesistente, capita che il camion torna indietro scarico. La conseguenza è che il 40% dei mezzi marciano vuoti: uno spreco enorme oltre a un danno incalcolabile per l'ambiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Succede così che, per recuperare tempo e denaro, Tizio viaggi sovraccarico, Caio vada più veloce del consentito, Sempronio stia al volante per troppe ore. Se i conti sono giusti, dei 575 milioni di euro di contributi per il gasolio che gli autotrasportatori chiedono, ben 230 servirebbero per far camminare mezzi scarichi. E migliaia di camion vuoti che camminano su e giù per la penisola inondando l'aria di Co2 non sono né di destra né di sinistra. Dario Ballotta della Cisl sostiene che è necessario rianimare il trasporto merci su ferrovia e i porti. Ma servono massicci investimenti, che mancano, e soprattutto volontà politica. Non si vede nemmeno quella. Così si finirà per arrivare al solito compromesso politico sui soldi. Fino al prossimo inevitabile blocco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sergio Rizzo&lt;br /&gt;Corriere della Sera, 12 dicembre 2007&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-4696900788109832236?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.corriere.it/politica/07_dicembre_12/camionisti_cileni_rizzo_cef27686-a87e-11dc-8e86-0003ba99c53b.shtml' title='Cosa c&apos;è dietro a quei Tir...'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/4696900788109832236/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=4696900788109832236' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/4696900788109832236'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/4696900788109832236'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2007/12/cosa-c-dietro-quei-tir.html' title='Cosa c&apos;è dietro a quei Tir...'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-6721642098890032708</id><published>2007-12-11T09:17:00.000+01:00</published><updated>2009-02-21T22:40:34.021+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stoccolma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Recensione indie</title><content type='html'>&lt;b&gt;Bananarama feat. Lee Ranaldo&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Robert De Niro's waiting", il singolo trascinante del trio di ex giovinette, è solo l'antipasto di una serata no-no-pity, l'ultima tendenza newyorkese di recupero del trashpop in versione amareggiata e acida. Lee Ranaldo seppellisce subito di decibel le tre ex ragazze che si dibattono producendosi in vocalizzi strozzati capaci di far rimpiangere i tempi che furono, sulle basi ritmiche rubate alle mai rimpiante Coconuts. Le voci, ancor più dei testi, raccontano del destino di ex popstar dedite all'alcol e al sesso non protetto, e viceversa, alle protezioni senza sesso, e locla'lla; le giugulari si gonfiano e ricadono rugose, mentre la duecorde e mezzo del grande Lee le insegue su scale cromatiche appartenenti ad altri tempi e culture, a iperboli onanistiche di stampo bauhaus (non &lt;i&gt;quei&lt;/i&gt; bauhaus, con buona pace del caro Peter). "Na Na Hey Hey Kiss Him Goodbye" è l'anticlimax: più le giugulari si gonfiano, più gli applausi latitano, è il trionfo dell'estetica no-no-pity. Su "Hot line to heaven" accorre Paul Hardcastle con campionamenti Commodore (e il signor Hansen è sempre in debito: The Last Ninja, Wizball, lui, ben prima di egli!) a sostenere la sezione ritmica dell'indimenticato Kid Creole, con smitragliamenti corruschi e scorreggette protosoniche, scrotiche, che strappano non poche lacrime di nostalgia alla cassiera. Il Vov scorre a fiumi, la commozione è tangibile: l'età media in questo scempio è davvero diciannove anni, come paventato da Hardcastle anni addietro; ma il proprietario del pub ha portato il figlio appena nato e un'ampia schiera di cuginetti coevi, e qualcosa nel calcolo di cui sopra puzza di losco, di sentimento pilotato. Negli encore, peraltro non esattamente richiesti, la guest star Cristina D'Avena si presenta sul palco con i suoi amici in tivù e tutti insieme intonano un pout-pourri di "Perdere l'amore", "Ehi musino", "Tu fai schifo sempre" e "La glaciazione" dei Subsonica, mentre Ranaldo compie l'atto dovuto imbracciando stavolta un corrusco khalasnikov, le cui note sussultorie (complice un incongruo wha wha) trucidano la parte della platea non ancora uccisa dalla musica e dai peti ripetuti dell'ottantenne lead singer (la brunetta). È il non non-nontrionfo, sarebbe bello se ci fosse qualcuno a poterlo raccontare. That's Napalm, baby.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-6721642098890032708?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/6721642098890032708/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=6721642098890032708' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/6721642098890032708'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/6721642098890032708'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2007/12/recensione-indie.html' title='Recensione indie'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-1881985969352190303</id><published>2007-12-03T21:57:00.001+01:00</published><updated>2009-02-21T22:40:34.022+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ma il cielo è sempre più blu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>I dolci ricordi dei bulli</title><content type='html'>Una psicoterapeuta raccontava oggi delle sue sedute con dei bulli delle scuole superiori. Dice che c'è un tratto comune in tutti loro, che tutti loro durante le sedute raccontano piccoli ricordi dolcissimi, struggenti, di infinita tenerezza, sulla loro infanzia.&lt;br /&gt;Lo so, è poco, ma volevo raccontarvelo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-1881985969352190303?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/1881985969352190303/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=1881985969352190303' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/1881985969352190303'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/1881985969352190303'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2007/12/i-dolci-ricordi-dei-bulli.html' title='I dolci ricordi dei bulli'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-2098856481860912759</id><published>2007-10-16T10:45:00.001+02:00</published><updated>2009-02-21T22:40:34.025+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tu forse non essenzialmente tu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Ed eccolo, finalmente...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_sVRR-LQBCYA/R2JD6iJWkHI/AAAAAAAAACU/P8K2ROF1kZU/s1600-h/squalo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_sVRR-LQBCYA/R2JD6iJWkHI/AAAAAAAAACU/P8K2ROF1kZU/s320/squalo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5143748397288034418" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(messaggio auto-promozionale)  :-) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Le Memorie dello Squalo&lt;/span&gt;, Steven Hall, un quattrocentin'aio di fottutissime pagine di sangh' sudor' ellàcreme narrativ'traduttorie, quindici euro circa.&lt;br /&gt;Idea di fondo geniale, narrazione dai ritmi prima lentissimi poi via via più serrati, scrittura qua e là esageratamente enfatica (ma notevolmente migliorata dalla traduzione, ehm, ehm), bella capacità di tenere il lettore avvinto come l'edera (non mancano i punti morti, su quattrocento pagine, sia chiaro, ma la curiosità vince sempre), qualche cazzotto allo stomaco, citazioni &lt;span style="font-style: italic;"&gt;a tinghité&lt;/span&gt; (troppe?), un paio di punti veramente commoventi (uno in particolare mi ha strappato la lacrimozza), un finale che forse... ehi, tieni il becco chiuso, yako.&lt;br /&gt;(Ah: anche l'occhio vuole la sua parte, mi ha telefonato ieri con aria minacciosa: la copertina è meravigliosa e quantomai appropriata, come potete vedere.)&lt;br /&gt;Consigliato ai fan della sci-fi cerebrale e un po' pantofolaia all'inglese (avete presente Doctor Who? È la prima cosa che mi è venuta in mente leggendo il romanzo, e solo in seguito ho scoperto che Hall è davvero un fan di questa serie), metà borgesiano, metà danbrowniano, qua e là una mezza coelhonata, che in totale fa pur sempre un libro e mezzo, scusate se è poco.&lt;br /&gt;Voto al romanzo: 7- (ah, se te meno, Steven...)&lt;br /&gt;Voto alla traduzione: 9 (che tanto, se non me lo dico da solo... huah huah huah...)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Ah... Cliccate sul titolo di questo post per ascoltare (in inglese) l'inizio della storiella.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Ri-ah...  in omaggio all'autore, questa è una recensione liquida, che vedrete cambiare in maniera inattesa da un momento all'altro, un giorno potreste ritenerla entusiastica e stuzzicante e quando vi ricollegherete per dirmi "ma perché cazzo me l'hai fatto comprare?" potreste con grande disappunto grattarvi il capo nel ritrovarci in mezzo qualche frase dissuasiva; potreste pentirvi di non averlo ancora preso e proprio in quella leggerci un caldo invito a farne la vostra bibbia da comodino vita natural durante. Questo messaggio si autodistruggerà quando cadrà in una lenta e progressiva spirale di depressione abbandonandosi all'alcol e agli stravizi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Postilla a un paio di mesi di distanza:&lt;br /&gt;adesso che il post è sceso giù, sepolto dagli altri, posso fare qualche concessione in più... ho qualche piccola gustosa curiosità da rivelare ai lettori più attenti di questo blog (e di questo libro). Scrivetemi -yakobatchee[AT]ya h oo.it- e vi rivelerò qualcuno dei segreti nascosti di questo libro. Non tutti, però, e non a tutti rivelerò le stesse cose... potete anche farmi qualche domanda, ma non aspettatevi risposte semplici e dirette... qualche buon indizio sì, volentieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-2098856481860912759?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://download.guardian.co.uk/sys-audio/Books/Books/2007/09/20/RawShark.mp3' title='Ed eccolo, finalmente...'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/2098856481860912759/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=2098856481860912759' title='18 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/2098856481860912759'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/2098856481860912759'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2007/10/ed-eccolo-finalmente.html' title='Ed eccolo, finalmente...'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_sVRR-LQBCYA/R2JD6iJWkHI/AAAAAAAAACU/P8K2ROF1kZU/s72-c/squalo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-5709550652726737074</id><published>2007-10-16T09:03:00.000+02:00</published><updated>2009-02-21T22:40:34.026+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Povira Barunissa di Carini...</title><content type='html'>Non amo particolarmente le fiction televisive : sono spesso un cinemino giocato al ribasso, banale, moralista, recitato maluccio. Non sono neppure un cieco amante, obnubilato dalla nostalgia, dello sceneggiato anni '70: ho rivisto l'anno scorso, complice il provvidenziale e-mule, la Baronessa di Carini interpretata da Ugo Pagliai, e ho rimpianto di non essermi tenuto i bei ricordi del passato lasciandoli tali. Diciamocelo francamente, anche quelli non erano i capolavori che vorremmo credere. Erano recitati bene, avevano una bella suspence, gli attori erano attori, ma quattro puntate di elucubrazioni sulla stirpe dei Vernagallo erano francamente troppe; molte di quelle opere, viste con gli occhi di oggi, sono lente, piene di buchi di sceneggiatura. Forse per questo ci piacevano tanto. Eravamo lenti e tarmati pure noi, coi nostri maglioncini a righe.&lt;br /&gt;Così mi sono accostato con un pizzico di curiosità alla Baronessa 2007: mal che vada, mi sono detto, potrò vedere Vittoria "Rivombrosa" Puccini morire fra atroci patimenti come merita ("fictionalmente", s'intenda).&lt;br /&gt;La &lt;i&gt;mise en scène&lt;/i&gt; in effetti funziona, belle location -anche se poco caratteristiche: la pur bellissima chiesa di Erice è il meno siculo fra i luoghi siculi, e tutto il resto avrebbe potuto essere ovunque, in Toscana come nel Lazio, e le musiche parevano brani multiuso adattabili a un film sui gangster come a un'operetta in costume- interessante il sovrannaturale in prima serata (anche se gli effetti degli anni '70 erano forse più suggestivi), la mano insanguinata (dispensata a piene mani, il Moige nostalgico chiude un occhio, stavolta) e una canzoncina popolare appena accennata strizzano un po' l'occhio alla sigla-tormentone degli anni settanta, pacificando gli animi più prevenuti. Lando Buzzanca rifà benino Paolo Stoppa, c'infiliamo un po' di garibaldini (spostando al 1860) per fare un po' di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cuttura&lt;/span&gt; (e così i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;villain&lt;/span&gt;, come nei film americani, potranno mostrare la loro stoltezza dicendo battute che la grande Storia smentirà). Ma, dai, funziona. Niente da dire.&lt;br /&gt;Però poi, che diamine, il lieto fine. Un po' me l'aspettavo: nella TV di oggi il bene deve trionfare sempre, all'americana (che così ci consoliamo della media di quattro anni per un processo penale nell'Italia vera), la fiction della Rete Ammiraglia non può finir male (mi stupisco ancora di come che abbiano lasciato morire Falcone/Dapporto anziché mandare un supereroe a Capaci). Sì, i due bellocci si salvano: la mano sul muro -ahaaa!- indicava il tentativo, da parte della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;pòvira Barunissa&lt;/span&gt; del '500 di aprire un passaggio segreto. Il cattivo viene sconfitto (in uno dei duelli più idioti e malriusciti che pellicola abbia mai immortalato), i due fotoromanzmodelli escono fuori alla luce del sole (ma non era notte?), il bene trionfa, i bimbi possono andare a nanna.&lt;br /&gt;Uuuff. Che tristezza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-5709550652726737074?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/5709550652726737074/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=5709550652726737074' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/5709550652726737074'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/5709550652726737074'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2007/10/povira-barunissa-di-carini.html' title='Povira Barunissa di Carini...'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-3918674275467713332</id><published>2007-10-15T00:00:00.000+02:00</published><updated>2009-02-21T22:40:34.026+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nuntereggaepiù'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Guardando Report...</title><content type='html'>...scopro che i nostri amministratori pubblici giocano d'azzardo con gli swap, a nome nostro. Per obnubilata convinzione, o per semplice convenienza (sempre comodo acchiappare soldi oggi mollando debiti al prossimo eletto), paiono quasi non voler capire che giocano con il nostro futuro, su un tavolo truccato, e paiono non sapere proprio come, paiono non voler sapere sapere quanto.&lt;br /&gt;Sentire il sindaco di un paesino parlare in maniera vaga, con malcelato imbarazzo, dei soldi che ha ottenuto in prestito da una banca, sentirlo ammettere confuso di non sapere un cavolo dei dettagli, dei costi, delle conseguenze di quelle firmettine "per l'assicurazione", fa male, quasi fisicamente. Le cifre sono davvero spaventose, e fatti i conti il banco vince sempre, e che vincite... perché non di assicurazione si tratta, ma di derivate, operazioni con le quali cedi il rischio derivante da un debito a interesse variabile e ricevi in cambio una specie di scommessa sull'andamento dei tassi, con la certezza (taciuta ma non per questo non quantificabile) di rimetterci cifre stratosferiche.&lt;br /&gt;Scoprire che la regione Piemonte (!) ha accumulato sessanta milioni di euro di debiti (!!) con una banca inglese, e che questi debiti non deve neppure metterli in bilancio, sottoporli dunque al giudizio dei cittadini, dei media, perché non si tratta di debiti ma di "oneri finanziari teorici", dà i brividi. Sentire che l'ente pubblico non offre ai giornalisti la possibilità di consultare le carte relative a queste operazioni finanziarie "perché deve chiedere il permesso alla banca emittente", è una cosa che ti manda su tutte le furie.&lt;br /&gt;Scusate le inesattezze, non so nulla di finanza (e, se permettete, a questo punto un po' me ne vanto pure), so solo quel che mi insegnò mio padre anni fa, compra solo con i soldi che hai in tasca e non firmare pezzi di carta alla cieca.  Mi sembra una logica minima, ovvia, lineare. Ma le strade della finanza sono infinite, e così quelle dell'imbecillità umana. Pare che nella City la nostra nazione e i nostri enti pubblici siano considerati clienti ideali per la vendita di swap. Sanno bene quanto siano geniali e onesti i nostri amministratori pubblici.&lt;br /&gt;Ah: tra i derivati sottoscritti, ce n'era uno in cui la banca inglese scommetteva con l'ente sul fallimento dell'Italia. Badate, quella è gente che sa sempre dove punta, d'altronde hanno in mano tutte le carte per sapere quale sia il futuro che ci attende.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-3918674275467713332?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/3918674275467713332/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=3918674275467713332' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/3918674275467713332'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/3918674275467713332'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2007/10/guardando-report.html' title='Guardando Report...'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-1973846447756983831</id><published>2007-10-08T09:21:00.000+02:00</published><updated>2009-02-21T22:40:34.028+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Agapito Malteni il ferroviere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Lettera di dimissioni</title><content type='html'>&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:130%;"  &gt;Reverendissimo Direttore,&lt;br /&gt;dopo essermi debitamente consultato col mio avvocato ho deciso di inviarLe, per posta cartacea e con firma in originale, la presente richiesta di dimissioni. La prego di accoglierle, con l'espressione del miei più profondi sentimenti di rammarico per l'accaduto; ne sono conscio, non ci sono giustificazioni per il mio grave comportamento; sono desolato, affranto, frastornato. La mia prolungata, ingiustificata assenza dall'ufficio, le ingiurie rivolte alla Sua signora, lo so, non ammettono scuse; La prego, nondimeno, di volermi dedicare i pochi minuti necessari all'ascolto di queste mie spiegazioni, i pochi istanti che Le serviranno alla lettura della presente: dopo potrà, se vorrà, dar seguito al licenziamento, contattare i Suoi legali e diffondere, se vuole, questa stessa lettera alla stampa push, per scacciarmi dalla ditta senza dover addurre spiegazioni alla pubblica Rete;&lt;br /&gt;come avrà notato, si sta dando un feroce ed ossessivo risalto alla vicenda, aggiungendo dettagli poco veritieri e mancandoLe oltremodo di rispetto; di ciò, oltre che di tutto il resto, mi dolgo. Lei non avrebbe dovuto in alcun modo essere coinvolto; come vedrà chiaramente, il mio comportamento non è legato alle riduzioni degli stipendi, resesi peraltro necessarie, come sappiamo, dalle contingenze economiche di questo fosco periodo ed al netto calo dello ¥€$ sui mercati valutari. Legga, La prego, prosegua nella lettura: non per indurla al perdono Le scrivo, non mi aspetto tanto, ma almeno per spingerLa a capire le cause del mio imperdonabile agire; e se non per capire, almeno per soddisfare la Sua curiosità; sono certo che non sia facile, nemmeno per una persona del Suo indubbio acume, immaginare cosa possa spingere un irreprensibile dipendente a smettere di punto in bianco di recarsi a lavoro e a non farsi vivo che due settimane dopo, a minacciare sua moglie con una pistola in mano e un polipo aggrappato alla gamba sinistra. Segga, La prego: dica a Julie di spostare un paio di appuntamenti. Le assicuro che ne varrà la pena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricorderà che il 18 maggio attendevamo in ufficio la consegna del distributore automatico... No, no, forse sarà meglio cominciare proprio dall'inizio. La sera di quel maledetto 5 maggio, come dimenticarlo?&lt;br /&gt;Ero in un club con Gina per il concerto dei Gospel 3000, una band sconosciuta ma piuttosto interessante, ciò almeno a detta di Gina. Deve sapere che la mia ragazza scrive per una piccola rivista, e allora... Ma mi scusi, sto divagando troppo. Le volevo solamente spiegare che, come ben specificato nell'interrogatorio di assunzione, non ho alcuna particolare predilezione per la musica, e men che meno per la pre-elettronica del secolo scorso; ma quella musica, vuoi per l'elevato volume, vuoi per effetto della granatina forse adulterata con alcool o per quello strano profumo dolciastro nell'aria, insomma, mi fece venir voglia di ballare, gridare, fare qualcosa. Lei conosce bene il mio carattere, signore, non oserei mai uscire fuori dalle righe, sono quello che arrossisce al solo vedere per errore il reggicalze di Julie, durante la pausa caffè (al punto che talvolta oso pensare si chini giù così davanti alla macchinetta facendo sollevare la minigonna solo per prendersi gioco di me, la screanzata)... Invece ballai, pogai come si dice, presi insomma a scambiarmi spintoni con gli altri spettatori, e nessuno stranamente pareva infastidirsi, né io arrossivo! L'unica stupita era Gina, ma neanche lei sembrava particolarmente dispiaciuta: presa anzi dai fumi della granatina, e incoraggiata dal mio insolito comportamento, mi trascinò nelle toilettes del locale e addirittura provò a toccarmi le improbità, ma la rimisi subito in riga ricordandole le nostre promesse di castità prematrimoniale, e la mia povera ragazza castigò subito la tentazione con un anticoitum del distributore gratuito, piangendo per il rimorso indotto dal farmaco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu solo dopo aver riaccompagnato Gina che, spogliatomi dei miei calzoni grigi di tweed, ecco, ebbi l'inquietante visione: il mio piede sinistro si era staccato dalla gamba. Era, cioè, lì al suo posto (potevo pure muoverlo a piacimento senza provare alcun dolore!), ma tra polpaccio e piede c'era uno spazio vuoto nel quale potevo anche far passare la mano, come un prestigiatore; e dai moncherini a fetta di salame si riusciva a vedere il troncone di osso e muscolo, ma sangue no, non ne usciva quasi per nulla.&lt;br /&gt;Ovviamente era un'allucinazione, un'allucinazione dovuta agli inusitati eccessi della serata, pensai, e non per questo il mio terrore volle diminuire; aumentò anzi, ché i mali della mente sono ancor più temibili di quelli del corpo; ma non ebbi il coraggio di chiamare nessuno, sapevo bene che nessuno avrebbe veduto quel che vedevo io, quel piede sospeso come se mi fosse stata asportata una fetta di caviglia.&lt;br /&gt;Nessuno mi avrebbe creduto, come ora certamente non mi crede Lei. Mi misi due dita in bocca, vomitai tutto quel che avevo da vomitare, che davvero non era granché, e andai a dormire, convinto che il mattino dopo mi sarei risvegliato in condizioni normali. Ebbi solo lo scrupolo, prima di andare a letto, di passare il dito indice sulle ferite, forse per toccare dove passava il sangue e capire come facesse a scorrere per&lt;br /&gt;l'arto senza gocciolare via: non l'avessi mai fatto! Un dolore acuto come una scossa elettrica mi percorse tutto il polpaccio, e per un bel po', comprenderà, faticai anche a prendere sonno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando mi svegliai l'indomani stavo già benissimo, per fortuna. La sbornia era perfettamente passata, il sole era alto nel cielo, il nanetto verde sopra l'armadio giocherellava con la mia fetta di caviglia, lanciandola in aria e riprendendola come un simpatico giocoliere. Lo guardavo attonito, senza dire una sola parola.&lt;br /&gt;"Vengo da Syflylsy," esclamò finalmente, "e mi servono un paio di mutandine femminili".&lt;br /&gt;Avevo appena aperto gli occhi, avevo la bocca tutta impastata, davvero non sapevo che dire. Lo guardavo, ovviamente, e non credevo ai miei occhi. Era grazioso, a suo modo, con quei due occhioni e azzurri, uno sulla pancia e l'altro sul collo al posto della testa. Definirlo strabico sarebbe ingeneroso, dacché i grandi occhioni erano anzi perfettamente allineati l'uno sull'altro, ma uno sguardo verticale non fu facile da sostenere. Non riuscivo a capire, nemmeno inclinando il capo e osservandolo ancora, se la sua espressione fosse ironica, ilare o sorniona, o le tre cose assieme. Tratto in inganno dalla sua bassa statura, avevo già tentato di leggergli il pensiero, ma a quanto pare non era un UnderThought, né comunque un inferiore. Anzi, per precauzione evitai di odiarlo in maniera consapevole, giusto nel caso si trattasse di un OverThought. Ci mantenemmo su quella che in metapsichica chiamano "impasse d'attesa".&lt;br /&gt;"Mi servono le mutandine di Julia Hammond per il mio lettore zostico" precisò la piccola carogna, "e questo pezzo di gamba me lo tengo in ostaggio fin quando non me le procuri". Detto ciò riprese a fare hoppiti-hop con la mia fetta di caviglia, e non disse più altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sapevo qualcosa della zostica, o almeno ne avevo un'idea, ma non capivo a che diavolo potesse servire inserire un paio di mutandine in un lettore zostico. Forse il maiale voleva spararsi un oloporno sulla Sua segretaria, o magari fare del &lt;i&gt;reverse engineering&lt;/i&gt; per rivendere al Nemico i segreti del nostro reparto tessile. Fatto sta che, e qui davvero non mi crederà, Direttore, erano proprio le mutandine di Julie che voleva.&lt;br /&gt;Ora le chiedo: cosa avrebbe fatto Lei? Avrebbe seguitato per sempre a vivere con una fetta di polpaccio in meno? Avrebbe provato ad abbattere il syflylsyano con un colpo di karate? Avrebbe scassinato l'appartamento della nostra segretaria? O magari, avrebbe provato a chiamarla da parte e spiegarle tutto? Già: avvicinarmi a Julie con l'aria contrita, e dirle, "senti, Julie, un alieno mi ha chiesto un paio di tue mutandine" mostrandole la gamba affettata a mo' di riprova...  &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:130%;"  &gt;F&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:130%;"  &gt;u proprio questo, che tentai di fare, tutto rosso di vergogna, ma Julie non mi lasciò neppure completare la frase: alla parola mutandine scoppiò in un risolino acuto, si leccò il labbro guardandomi dritto negli occhi, mi trascinò nei bagni e iniziò a baciarmi sulla bocca e a toccarmi dappertutto, infilando  la mano lì, ha capito bene, Direttore, proprio sulle mie parti più intime, e il tutto senza voler degnare di uno sguardo la mia gamba.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sappia, Direttore, che io sono una persona seria e integerrima e non tradirei mai la mia Gina prima del matrimonio; come leggerà nel mio interrogatorio d'assunzione, ho studiato presso il Collegio Frustratorio dell'Assunta, dove mi è stato insegnato a darmi al Lavoro, alla Santa Causa Eurasiatica e al Culto Onnicomprensivo delle Sacre Pustole di Pietrelcinus IV. Scappai via, senza indugi, tenendomi i pantaloni già sbottonati dalla screanzata, che da quel giorno non mi rivolse più la parola.&lt;br /&gt;La settimana trascorse così, con Julie che fingeva di non vedermi ed io che non sapevo più come fare per ottenere un suo paio di slip senza rischiare nuove torbide aggressioni. Ogni sera tornavo a casa frustrato, guardavo i messaggi di Gina alla segreteria, quel suo viso ora preoccupato, ora torvo, ora disperato, ora furente, e cercavo mentalmente una spiegazione plausibile da darle per il mio silenzio sempre più prolungato. Mi rivedo ancora, seduto lì sotto il neon a cenare con una scatoletta di Johnny (il cavallo che ha nutrito la nostra generazione... Ricorda la scatola col nodo di Moebius e lo spot, con quella musichetta? "Jo-jo-johnny, cavallo buono, cavallo goloosoo..."? Da bambino ne andavo matto... Ma mi scusi, sto divagando ancora... Vorrei solo farle comprendere quel che provai in quei giorni d'inferno). Tutte le mattine, al risveglio, vedevo il piccolo fetente seduto ancora lì sull'armadio a giocherellare col mio pezzo di gamba, e sospiravo, ormai rassegnato a dover convivere per sempre con lui. Forse era solo una proiezione olo, magari quel piccolo stronzetto fetente non era su quell'armadio, ma a mille terametri di distanza. Ma ovunque fosse, aveva in ostaggio la mia fettina di caviglia, e mi stava guardando. E io ero lì, nel mio inferno privato, senza poter pensare ad altro che a dei sistemi per avere le mutande di Julie.&lt;br /&gt;In fondo, obietterà lei, un pezzo di caviglia non è nulla. Certo, come no, ammettiamolo, un pezzo di caviglia non è nulla. Ma se il piccolo mostriciattolo avesse improvvisamente deciso di staccarmi altri pezzi a suo piacimento? Se mi fossi svegliato senza naso, senza dita, senza più pene? E stavo pure spendendo una cifra in calzini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricorderà, Direttore, che la mattina del 18 maggio il tecnico doveva riconsegnarci in ufficio il distributore automatico. Non mi soffermerò su come rubai le chiavi per entrare nel deposito della ditta di riparazioni tramortendo le guardie, né su come passai la notte smontando la macchina e vuotandola di tutte le chincaglierie elettriche per infilarmici dentro; le dico solo che il piano era perfetto: aspettare fino alla pausa caffè di Julie, tenere la mano pronta alla feritoia e -zac!- strapparle le mutandine. Mi chiusi dentro, dunque, con il solo conforto di un thermos di caffè. Un po' per me, un po' per rifornire chi fosse arrivato prima di Julie. Bisognava prevedere tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certamente, Direttore, mi dirà che mi restavano diverse soluzioni migliori di questa, e probabilmente sarà anche vero. Aggiungo anche, con ulteriore vergogna, che non avevo neppure pensato a come fuggire una volta commesso lo scippo mutandesco. Ma in quel momento ero annebbiato, frustrato, intestardito al di là ogni ragionevole limite. Volevo solo quegli slip.&lt;br /&gt;Il resto lo potrà ricostruire da solo: la macchinetta, come ben sa, non arrivò mai in ufficio, fu erroneamente consegnata in un lido di Portovenere con me dentro; lì venne, cioè venni, preso a calci per diversi giorni da bambinetti che si allenavano in volopattino. Sul fatto poi che i polipi di Portovenere amassero tanto il gusto del sangue non ero affatto informato, ma è da quando fuggii nottetempo da quella spiaggia infausta per recarmi all'acquaporto di Juja e nascondermi in una cassa di Brandy Gordon Pym nella stiva della Gomez che Jessie non mi abbandona più. Si è creato una sorta di rapporto di simbiosi, mi tiene compagnia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le tacerò del viaggio di ritorno, del dolore serbato in petto per tutto quel tempo, del risentimento e dell'angoscia; no, non le dirò del buio, dello squittìo topi nella stiva, del freddo e della solitudine, della fame, dei tonfi e dei rumori che rimbombavano in echi e riverberi nel mio cuore. Le basti sapere che il viaggio di ritorno da Juja a New Rome fu il più greve e angoscioso quarto d'ora della mia vita.&lt;br /&gt;Deve sapere che le particelle di alcool, nell'iperspazio, si nebulizzano attraversando il vetro, e vengono istantaneamente assorbite dall'organismo; io questo non lo sapevo, è per questo che le casse di liquore sono sempre zincate. Il risultato è alcolismo istantaneo: come bere e sniffare alcool e contemporaneamente iniettarselo per endovena. Fortunatamente, per entrare nella cassa, di bottiglie ne avevo lasciate dentro appena una decina, ma bastarono per farmi arrivare all'aeroporto di New Rome in condizioni che le lascio immaginare.&lt;br /&gt;Mi ero messo in testa che fosse più prudente uscire dalla cassa il più tardi possibile, e combattei lo stordimento finché potei tenendomi  concentrato su questo singolo proposito.&lt;br /&gt;Ma quando i magazzinieri iniziarono a rumoreggiare, io non riuscivo più a contenermi, mi scappava da ridere, non ce la facevo più a resistere, mi sforzavo di restare immobile come mi ero ripromesso ma una sorta di gioia incontenibile mi pervadeva, e il piccolo Jessie mi guardava stranito. Ecco, si avvicinavano, li sentivo, impazzivo di ansia, d'impazienza.&lt;br /&gt;Quando spostarono la cassa, non riuscii più a trattenermi, balzai in piedi come un pupazzo a molla gridando "HHUUUUUUURRRRAAAAAAAAHHHH! COME VA QUAGGIÙ SULLA BUONA VECCHIA TERRA", schizzai via ridendo come un matto per le loro urla di terrore, e mi dileguai approfittando dell'effetto sorpresa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era l'ora del tramonto, nella zona industriale semiabbandonata passavano pochissime auto, tutta gente che doveva aver sbagliato l'ingresso dell'autostrada. Non si fermava nessuno a darmi un passaggio, forse perché lo chiedevo ballando l'hula-hula ondeggiando il bacino nel bel mezzo della carreggiata. A una coppia di anziani che andavano a 30 all'ora su una di quelle vecchie Fiat a ruote feci credere di avermi investito, e impietositi mi fecero montare su. Per tutta la strada battei le mani, spiegando alla signora varie posizioni del kamasutra, rivolgendole complimenti sconci e mostrando un serio interesse per un rapporto a tre in altalena. Il marito mi fece scendere a calci nel sedere in via Pausini, dove baciai tutte le splendide prostitute una per una senza pagare e le riunii in pochi secondi in un comitato consigliando loro di far fuori il pappa e spartirsi equamente i guadagni, cosa che, avrei saputo in seguito, fecero quella notte stessa.&lt;br /&gt;Abbrancato al polpaccio, il piccolo Jessie mi guardava divertito approvandomi con i suoi occhioni grandi. Corsi via dalle lucciole seminando biglietti da visita a tutte loro, e mi avvicinai a un semaforo, dove abbracciai un vigile urbano e, mentre gli chiedevo disperato, "Sposami, Alfredo", gli sfilai a sua insaputa la pistola dalla fondina. Mi scacciò con uno spintone e riprese a dirigere il traffico, imbarazzato, badando a far passare subito i pedoni che avevano assistito alla scena. Sempre ballando entrai al Golden, dove picchiai bigliettaio e maschera ed entrai correndo nel bel mezzo della proiezione di "Patriots - Missili per la pace" urlando "Evviva la Ciccia! Evviva il prezzemolo tritato! Evviva la Santa Inquisizionee! Evviva la Federazione! Evviva il Presidente Kowozer! Evviva l'Eurasia! Evviva la moneta unica! Evviva il cioccolato fondente! Evviva i nomi in inglese delle qualifiche lavorative nei notiziari-push del venerdì! Evviva la Patria! Evviva la Matria! Evviva la Sorèllia! Evviva la Patata!! Evviva i Sex Pistols!". La pellicola si fermò, si accesero le luci tra borbottìi confusi, ma io ero già andato via saltellando dall'uscita di sicurezza, facendo scattare il sistema d'allarme. Non mi aveva visto nessuno. Non che la cosa mi preoccupasse: correvo e ballavo felice mentre i tentacoli di Jessie si tenevano faticosamente aggrappati a me.&lt;br /&gt;Presi il primo autobus. Era un 25 barrato parcheggiato al terminal, lo misi in moto e me ne andai zigzagando allegro: guidavo pure bene, per essere ubriaco fradicio, o almeno non avevo ancora ucciso nessuno, ma a un certo punto mi fissai che dovevo cercare dove fosse questo famigerato freno motore e mi venne di chinarmi a frugare tra i pedali girando lo sterzo alla cieca, e quando finalmente dissi tra me e me che forse ce l'avevano solo i vecchi camion a carburante, alzai lo sguardo che stavo fracassando la vetrina del Parisìlton. Scesi giù con la pistola in aria gridando "Nessuno si muova, sono della Polizia Ecologica! Signora, lei è in arresto per concorso in uccisione di Castorino Spitz.". I vigilanti non osavano muoversi mentre strappavo di dosso la pelliccia all'anziana ingioiellata. "Mi segua in commissariato," dissi. Trascinai l'anziana signora nell'ascensore, dove la baciai teneramente. La lasciai al dodicesimo piano senza sposarla, e proseguii fino all'attico, dove stava svolgendosi un cocktail party con le massime autorità. Rimisi via la pistola e mi mischiai tra la folla, ballando merenguita, baciando donne e uomini, prendendomi manate e calci, sorridendo con lo stoico sorriso del perdono: avevo una missione e loro non potevano saperlo. In verità, non lo sapevo neanch'io, fin quando non vidi Julie, lì, accanto a Lei.&lt;br /&gt;La salutai con sussiego, Direttore, poi mi rivolsi a Julie per invitarla a ballare. C'era solo dell'insipido jazzino di sottofondo, e Julie La guardò interrogativa, ma Lei, misericordioso, le rispose con gli occhi "Va bene, facciamo gli educati, cara, va' con questo cretino, ma torna subito, intanto ti prendo un calice di champagne Veuve Hermine". Proprio sul centro del grande terrazzo brillante di luci c'era un palchetto, che ospitava l'insulsa band e la torta nuziale: ci trascinai su Julie, zittii i musicisti e proclamai ad alta voce, "Ha-hem... Signore, Signori, Dervisci rotanti, io e la signorina Julie dobbiamo farvi un piccolo annuncio. A causa di una piccola incomprensione la signorina Julie non ha ancora voluto darmi la mutanda, ma ora è tutto chiarito, e ora, qui, davanti a tutti voi..." -tirai fuori la pistola per sparare un colpo di festeggiamento, ma le donne lanciarono incomprensibili grida isteriche, cui non badai, e gli uomini presero a fuggire lasciando lì le strillatrici- "...la signorina Julie mi dà la mutanda, e la caviglia è salvaaaaaa!".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il resto lo sa già nei dettagli: decine di poliziotti avevano già circondato la sala, il policottero radioguidato iniziò a recitarmi i miei diritti mentre i pushicotteri mi intervistavano chiedendomi se dopo il carcere intendevo darmi alla carriera cinematografica; non c'è bisogno che aggiunga altro. Vorrei solo specificare, se mi è consentito prima di concludere, che non ho mai amato particolarmente i Sex Pistols; i Clash sì, quelli sì li apprezzavo, prima del Collegio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora che Le ho raccontato tutto, sono certo che potrà in qualche modo iniziare a comprendere il mio inqualificabile comportamento. Ho passato istanti terribili, in ufficio, a casa, nella stiva di quell'astronave, a pensare al mio futuro. Mi vedevo destinato a nascondere per tutta la vita il mio handicap, a dover abbandonare la carriera e la mia donna non avendo più il coraggio di vivere in società; pensavo che la mia vita fosse finita per sempre, pensavo di dover sottostare per sempre ai capricci di un alieno di razza, philum, culto e classe sociale indefiniti. Voglia credermi, se non perdonarmi, quando le dico che non furono un ingiustificato odio nei Suoi confronti o deteriori rimostranze neosindacalistiche per la contingenza delle quotazioni degli stipendi o un insano rancore anarcoide, a guidare le mie azioni, come con feroce malevolenza sostiene la stampa push; e che al party, quando commisi quella scellerata serie di azioni, non ero in me e soprattutto non ero a conoscenza del fatto che la nostra cara Julie fosse appena diventata la Sua Signora. Chiariti finalmente i fatti, e certo che alfine si possa, nel reciproco interesse, porre fine a questo sciocco malinteso, mi affido a Lei e alla Sua infinita misericordia.&lt;br /&gt;Porgo a Lei e alla Sua Reverendissima Signora i sensi della mia più profonda e immutata stima.&lt;br /&gt;Con osservanza,&lt;br /&gt;                     Ernesto Lurini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S.: si sarà chiesto come sia andata a finire con il Syflylsyano: beh, non è poi così cattivo. È venuto a trovarmi qui in cella, ieri, e mi ha portato il pranzo, un pasticcio di carne squisito, dal sapore esotico, dolce e piccantino, ma familiare. Mi ha raccontato che alla fine è riuscito comunque a trovare un elastico della misura esatta per sostituire la cinghia del lettore zostico, e che il conto fra noi è chiuso.&lt;br /&gt;Quando poi gli ho chiesto per la fetta di caviglia, mi ha risposto sornione che era già tutto risolto e che, come dice un noto motivetto syflylsyano, &lt;i&gt;karagadigabinamibi os kaharemabibinabimi&lt;/i&gt;, che pare significhi più o meno, "Quel che hai digerito non te lo toglie più nessuno."&lt;br /&gt;Che avrà voluto dire?&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-1973846447756983831?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/1973846447756983831/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=1973846447756983831' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/1973846447756983831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/1973846447756983831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2007/09/lettera-di-dimissioni.html' title='Lettera di dimissioni'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-8001704592881594797</id><published>2007-09-20T17:47:00.001+02:00</published><updated>2009-02-21T22:40:34.029+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nuntereggaepiù'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Italiani brava gente</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_sVRR-LQBCYA/RvKWZf3M3MI/AAAAAAAAAB0/3NqcEBZWLHk/s1600-h/patentesicura.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_sVRR-LQBCYA/RvKWZf3M3MI/AAAAAAAAAB0/3NqcEBZWLHk/s400/patentesicura.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5112313891812859074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Quella che vedete qui è un'offerta assicurativa che copre &lt;span style="font-style: italic;"&gt;spese e danni da punti perduti della patente&lt;/span&gt;. Cioè, paghi cinquanta euro all'anno, e puoi fare quelcheccazzotipare, ubriacarti e investire le vecchine, i punti sono già rimborsati, ai vigili gli puoi fare un pernacchione. Tanto, il comandamento del ventunesimo secolo è: paga, e fottitene. La generazione senza morale non ha mai problemi. Paga, sì, e fottitene di tutto. Da notare che l'assicurazione copre anche le &lt;span style="font-style: italic;"&gt;spese legali per procedimenti penali derivanti da incidenti con morti e feriti&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Ovviamente la copertura economica è minima, ma, come dire... non vi suona un po' squallido?&lt;br /&gt;Sarà legale 'sta roba?&lt;br /&gt;E a che diavolo serve ormai la legge, se si possono prevederne e coprirne le sanzioni per via assicurativa?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-8001704592881594797?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/8001704592881594797/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=8001704592881594797' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/8001704592881594797'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/8001704592881594797'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://liberidea.blogspot.com/2007/09/italiani-brava-gente.html' title='Italiani brava gente'/><author><name>Giuseppe Iacobaci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08856076238148110998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_sVRR-LQBCYA/RvKWZf3M3MI/AAAAAAAAAB0/3NqcEBZWLHk/s72-c/patentesicura.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8060011.post-1786074107867427569</id><published>2007-09-18T14:45:00.000+02:00</published><updated>2009-02-21T22:40:34.030+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti i post'/><title type='text'>Control</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.controlthemovie.com/"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_sVRR-LQBCYA/RvKaNP3M3NI/AAAAAAAAAB8/BVN5kB0tcTA/s400/control_big.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5112318079405972690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mi sono rifiutato categoricamente di andare a vedere Last Days di Gus Van Sant. Credo che i motivi siano ovvi, e qualora non lo fossero non sto a spiegarveli. Poi, il problema è che non sono figlio unico come il fratello di Rino Gaetano, e mannaggia, giudico i film prima di vederli, e così odio quel film. E so che ho ragione. E se pure avessi torto, non me ne frega, è così e basta.&lt;br /&gt;Ecco invece &lt;a href="http://www.controlthemovie.com/"&gt;una pellicola&lt;/a&gt; che aspetto da mesi e che andrò a vedere assolutamente, subito, appena esce.&lt;br /&gt;Quei pomeriggi ad ascoltare "Closer"... non ho parole migliori per spiegarlo, questa band, e &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ian_Curtis"&gt;Ian Curtis&lt;/a&gt;, sono come una piccola parte di me stesso. Ho fiducia in Corbijn, e il trailer promette bene, pare mettere in immagini quel che ho sempre sentito nella musica, nelle copertine, nei testi dei Joy Division. Mi aspettavo quasi di vedere &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Factory_Records_catalogue"&gt;un codice di catalogo della factory &lt;/a&gt;nel manifesto...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8060011-1786074107867427569?l=liberidea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.controlthemovie.com/' title='Control'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://liberidea.blogspot.com/feeds/1786074107867427569/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8060011&amp;postID=1786074107867427569' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8060011/posts/default/1786074107867427569'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogge
