Quindici cose che una band credibile non dovrebbe mai fare

1. Chiamarsi con uno di quei nomi altisonanti che finiscono per A e che in genere non significano nulla, tipo "Smalegma", "Melesgria", "Suspansia", "Fristinpsia".

2.
Dire stronzate tipo: "Minchia, però noi siamo molto più bravi di quelli lì!"

3. Inserire nella line-up una tastiera da suonarsi con effetto pianoforte, o viceversa un commodore 64 con la colonna sonora di The Last Ninja per fare i fighi suburbani neo-passatisti.

4.
Inserire nella line-up una di quelle cantanti olimpioniche che si vestono con le borchie stile Suicide Girls e ti sanno fare precisa precisa "What's up" dei Four non blondes o "Nobody's wife" di Anouk, e delle quali puntualmente s'innamoreranno (parimenti ricambiati) tanto il chitarrista che il bassista, senza che l'uno sappia dell'altro.

5.
Copiare i Killers, o gli Interpol, o i Franz Ferdinand, o gli Arctic Monkeys, o gli Editors (che già tutte sono già di per sé imitazioni di altra roba peraltro molto migliore) per imitare il sound del momento (e poi magari essere costretti a rincorrere quello del momento successivo, fino allo sfinimento o alla vecchiaia).

6. Fare la trecentosettesima cover punk di una sigla dei cartoni animati. Bastaaaaaa! Una volta era carino e divertente, adesso non lo è più.

7. Scrivere la settemilaottocentoseiesima pippa italiana dal titolo "Vertigine emozionale", "Spirali d'aria" o minchiate simili, magari con la precisa convinzione che tutte le radio d'Italia faranno a cazzotti per mandarla in onda.

8. Farsi produrre negli USA da Corrado Rustici o da uno sconosciuto che però è ammericano, minchia (e magari è un ammericano che da piccolo i compagnetti gli appiccicavano le ggomme ammericane dentro le orecchie e adesso è sordo come un babbuino autistico).

9a. Dopo qualche anno di onorata carriera abbandonare (magari dicendosi amaramente delusi dal pubblico) i percorsi più difficili per tentare la via del pop.

9b. Dopo qualche anno di onorata carriera abbandonare (magari dicendosi amaramente delusi dal pubblico) il rock per darsi all'elettronica.

9c. Dopo qualche anno di onorata carriera abbandonare (magari dicendosi amaramente delusi dal pubblico) la musica suonata per diventare deejay.

9d. Dopo qualche anno di onorata carriera abbandonare la vita umana e ridursi a dei vegetali peggio di Syd Barrett mettendosi a suonare, ogni martedì e sempre nello stesso pub, blues pieni di svisate e la sigaretta accesa in bocca con la faccia imperturbabile come durante a una partita di scopone scientifico.

9e. Dopo qualche anno di onorata carriera (magari dicendosi amaramente delusi dal pubblico) imitare Ian Curtis e suicidarsi. Non è più di moda, basta! E poi dice che il rock porta sfiga...

10. Schifare gli applausi e abbandonare tutte le canzoni più melodiche o di maggior presa considerandole quasi una colpa da espiare, per concludere l'esistenza rinchiusi in uno sgabuzzino mentale foderato di stridii e feedback.

11. Ubriacarsi a ogni live come un tacchino ungherese "per vincere l'emozione".

12.
Spiegare/giustificare pubblicamente le proprie scelte, soprattutto quelle teoricamente inspiegabili, folli o imbarazzanti.

13. Suonare tristissime cover davanti a ragazze bionde lampadate in minigonna al trist'errimo Waxy's pub di Catania.

14. Farsi delle foto con il labbro pendulo e l'espressione da rottweiler bastonato e bisognoso di coccole, virate seppia o con quella grana marroncina fasulla che dà tanto l'effetto "minchia che virili poeti suburbani".

15. Stilare liste di cose che una band seria non dovrebbe mai fare.

(da www.myspace.com/LH3S)

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